Il Cammino degli Angeli
Mettersi un giorno gli scarponi in Piazza San Pietro e avviarsi per stradine di campagna e sentieri a scoprire 500 chilometri di Italia ‘minore’, dove vedere pellegrini con lo zaino in spalla non è ancora divenuto un’abitudine.
E’ il Cammino degli Angeli che conduce da Roma ad Assisi senza ricalcare che a tratti le antiche Vie. Un modo ecosostenibile per conoscere il cuore dell’Italia. C’è anche la possibilità di farlo in compagnia. Parte infatti domenica, 1 agosto, da Porta Angelica (Piazza San Pietro, Roma), alle 05:30, un piccolo gruppo di escursionisti che, guidati dalla guida Ambientale Escursionistica, Marco Fazion, arriverà ad Assisi, percorrendo circa 200 km sul Cammino degli Angeli. Ma perché nasce questo Cammino? Ecco cosa scrive, nel sito dedicato, chi lo ha mappato: Il Cammino degli Angeli è un nuovo itinerario religioso ad anello che da Roma torna a Roma toccando, in più di 500 chilometri, alcuni dei più importanti luoghi santi del Cristianesimo, legati al monachesimo siriaco, a quello benedettino, al movimento francescano: Castel Sant’Elia, la SS Trinità di Orte, Pian d’Arca, i luoghi Santi di Assisi, il Monastero di Sant’Eutizio, Cascia, la Valle Santa del Reatino, per citare solo i più noti.
L’itinerario svolge per lo più in zone di grande bellezza, fra cui numerosi Parchi e Riserve (il Parco di Veio, il Parco del Treja, i Monti Martani, il Parco del Monte Subasio, il Parco di Colfiorito, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini…) e, a tratti, si snoda su resti di antiche Vie (l’Amerina, la Plestina) o Cammini (la Francigena), recuperando alcuni tracciati preromani nel Viterbese, e traversando alcune importanti necropoli.
Ma, ben al di là dell’interesse naturalistico o storico-culturale, ci premeva, sin dall’inizio, creare un itinerario che collegasse tra loro in un lungo pellegrinaggio luoghi di esperienza religiosa ancora viva e pulsante. Lontanissimi da ogni intento antichistico proponiamo oggi un Cammino capace di suscitare in chi lo percorre il senso sempre più attuale del mettersi in strada, del lasciare dietro di sé quelle sicurezze di cui ci facciamo scudo nella vita di tutti i giorni, ma che finiscono per renderci ciechi e sordi al richiamo di Dio, che canta sommesso nella polvere della via come nell’acqua della fontana, nella luce della candela che rischiara appena l’ombra grata di una piccola cappella come nello splendore abbacinante del sole a picco sulle creste montane.
Non ci sono articoli collegati.


Ultimi commenti