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	<title>Essere sostenibili &#187; slow food</title>
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		<title>Ingrandire le etichette</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 10:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ES</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggere l&#8217;etichetta prima di acquistare un nuovo tipo di prodotto è l&#8217;unico modo per sapere cosa mettiamo nel carrello. Ma come decifrare queste scritte che normalmente risultano essere illeggibili da quanto sono piccoli i caratteri? Sembra che la lista degli ingredienti venga messa esclusivamente perché la legge lo prescrive, non  tanto per andare incontro all&#8217;esigenza di &#8220;saperne di [...]
Non ci sono articoli collegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggere l&#8217;etichetta prima di acquistare un nuovo tipo di prodotto è l&#8217;unico modo per sapere cosa mettiamo nel carrello. Ma come decifrare queste scritte che normalmente risultano essere illeggibili da quanto sono piccoli i caratteri? Sembra che la lista degli ingredienti venga messa esclusivamente perché la legge lo prescrive, non  tanto per andare incontro all&#8217;esigenza di &#8220;saperne di più&#8221;dei clienti.<span id="more-2587"></span><img class="alignleft size-medium wp-image-2592" title="016" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/016-300x228.jpg" alt="016" width="300" height="228" /></p>
<p>Per cercare di ovviare a questo nonsense, la catena di supermercati bio NaturaSì ha introdotto all&#8217;inizio di quest&#8217;anno un aiuto: alcuni scaffali presenti nei negozi sono stati provvisti di lenti d&#8217;ingrandimento. Queste sono attaccate con una catenella allo scaffale e chi desidera leggere le etichette può avvicinare il prodotto per ingrandire il testo. Un plauso all&#8217;iniziativa dunque.</p>
<p>Ma ho trovato chi ha risolto il problema quasi alla radice. Purtroppo non i Italia: di recente  sono stata in un supermercato Coop di Zurigo-Oerlikon (Svizzera) e ho trovato che ogni carrello è provvisto di una lente d&#8217;ingrandimento. Come si può vedere nella foto che ho scattato, questa è fissata alla parte superiore del carrello, vicino alla maniglia. Quindi risulta molto comodo passare il prodotto sotto la lente d&#8217;ingrandimento prima di depositarlo nel carrello. Secondo me è un accorgimento rispettoso nel confronto del cliente. Un vero,utile, servizio al consumatore.</p>
<p>Sempre alla Coop di Zurigo ho visto che il movimento slow food di Carlo Petrini sta avendo molto successo: la Coop ha cominciato a mettere la sigla &#8220;slow food&#8221; su prodotti tipici della cucina tradizionale Svizzera. Si tratta di prodotti che fino a pochi anni fa venivano visti come provinciali e poco sofisticati, per esempio i fagiolini verdi essicati, un tipo di torta di prugne o il pane fatto al 100% con farina di segale.</p>
<p>Segnalarli e rivalutarli con l&#8217;etichetta slow food mi sembra una contaminazione italo-svizzera molto positiva che contribuisce a impedire lo scippo della cultura gastronomica da parte delle grandi industrie alimentari.</p>
<p>Non ci sono articoli collegati.</p>]]></content:encoded>
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