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	<title>Essere sostenibili &#187; risparmio energetico</title>
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	<description>Fatti, persone e novità per una vita sostenibile</description>
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		<title>Climatizzatore? Ecco le alternative</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 16:38:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per evitare effetti collaterali come dolori muscolari e raffreddori, in estate la differenza tra temperatura dove viviamo e quella esterna all&#8217;edificio non dovrebbe mai superare i 5 &#8211; 6 gradi. Se quindi all&#8217;aperto, all&#8217;ombra, il termometro misura 34 gradi, in casa non dovrebbe scendere al di sotto ai 28-29 gradi. Ma per molti 29 gradi tra le pareti domestiche [...]
Non ci sono articoli collegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per evitare effetti collaterali come dolori muscolari e raffreddori, in estate la differenza tra temperatura dove viviamo e quella esterna all&#8217;edificio non dovrebbe mai superare i 5 &#8211; 6 gradi. Se quindi all&#8217;aperto, all&#8217;ombra, il termometro misura 34 gradi, in casa non dovrebbe scendere al di sotto ai 28-29 gradi. Ma per molti <strong>29 gradi tra le pareti domestiche sono davvero troppi da sopportare<span id="more-6640"></span></strong> <a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/01_B_ventole.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6646" title="01_B_ventole" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/01_B_ventole-300x230.jpg" alt="ventilatore" width="300" height="230" /></a>e di conseguenza decidono di installare un <strong>climatizzatore</strong> per far scendere la temperatura ad almeno 25 gradi.  Questa soluzione però ha almeno due controindicazioni: aumenta il consumo di energia elettrica; crea danno alla salute: chi sta in spazi climatizzati <strong>spesso lamenta spesso mal di testa o dolori muscolari</strong>.</p>
<p>Che fare dunque? Esistono delle alternative più soft. Come, per esempio, installare un <strong>ventilatore. </strong>Non parliamo di quei grigi e brutti modelli che ci catapultano indietro di 40 anni evocando ambienti ammuffiti e non proprio confortevoli, ma di quelli di nuova generazione. Negli ultimi anni sono stati infatti creatii <strong>ventilatori con un design accattivante</strong> facili d a integrare con l&#8217;arredamento. Progettisti di tutto il mondo si sono sbizzarriti a trovare soluzioni originali ed efficienti.  <a title="ventilatori" href="http://atcasa.corriere.it/gallery/Arredamento/Elettrodomestici/2008/07/10/ventole/ventole_gallery.shtml" target="_blank">Ne esistono di tutti i tipi</a>: da soffitto, da tavola, a piantana, in varie dimensioni, colorati o tecnologici, a <strong>prezzi che oscillano tra poche decine a qualche centinaia di euro.</strong></p>
<p>Un&#8217;altra idea per chi vuole rendere <strong>piu&#8217; fresco un intero ambiente domestico</strong> può anche&#8217; essere il <strong>deumidificatore</strong>.  L&#8217;umidità influenza la temperatura percepita: più&#8217; è alta e più si ha la sensazione di caldo e di afa. Installando un deumidificatore <strong>in realtà non si abbassa la temperatura reale dell&#8217;ambiente, ma la temperatura percepita</strong>. L&#8217;umidità non deve scendere però al di sotto del 40%, altrimenti si seccano le mucose.</p>
<p>Dato che le case nuove vengono coibentate bene, l&#8217;uso di climatizzatori dovrebbe diminuire e lasciare posto ai deumidificatori: consumano molto meno energia e fanno che il caldo dell&#8217;estate dia una sensazione gradevole.</p>
<p>Rita</p>
<p>Non ci sono articoli collegati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Sempre più luci a led</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 10:22:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sempre più&#8217; aziende che si occupano di illuminazione propongono, per gli spazi residenziali, lampade o interi sistemi con diodi ad emissione luminosa, chiamati Led. Ma cosa fare con le belle lampade da design presenti nelle nostre case, acquistate a caro prezzo e sempre belle e funzionali? Sono ormai da considerare prodotti antiquati ed energivori? La bella [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più&#8217; aziende che si occupano di illuminazione propongono, per gli spazi residenziali, lampade o interi sistemi con <em>diodi ad emissione luminosa,</em> chiamati <strong>Led</strong>. Ma cosa fare con le belle lampade da design presenti nelle nostre case, acquistate a caro prezzo e sempre belle e funzionali? Sono ormai da considerare prodotti antiquati ed energivori? La bella notizia è <span id="more-5867"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/Flame-silver1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6256" title="Flame silver led" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/Flame-silver1-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>che qualche azienda italiana ha captato l&#8217;aria che tira e si è messa a fare ricerca e quindi a produrre <strong>lampadine a led con il passo E27</strong>.  Un&#8217; interessante ricerca è stata fatta da <strong>Alessi</strong>, l&#8217;azienda diventata famosa in tutto il mondo con i suoi oggetti ad alto design per la cucina (caffettiera la Cupola, lo spremiagrumi a forma di polipo di Philippe Starck, ecc.), <strong>in collaborazione con Foreverlamp</strong>, un&#8217;importante società specializzata nella tecnologia Led con sede a Eindhoven. Durante l&#8217;ultimo Salone del Mobile le due aziende hanno presentato il risultato della loro collaborazione, cioè <a href="http://www.foreverlamp.eu/index.php?id=6...1" target="_blank">sette diverse</a><strong><a href="http://www.foreverlamp.eu/index.php?id=6...1" target="_blank"> lampadine a led </a>che presto saranno in vendita</strong>.<br />
Queste lampadine si possono avvitare normalmente nelle lampade, ma persentano un aspetto nuovo: non hanno bulbi anonimi o di tubi piegati e piuttosto bruttini (lampadine a risparmio energetico), ma di forme ricercate ed innovative, concepite per essere adatte anche all&#8217;uso senza supporto di una lampada. La lampadina può quindi diventare la lampada stessa oltre ad essere avvitata in una lampada diversa.</p>
<p>Tutte queste lampadine hanno una luce calda, <strong>sono dimmabili </strong>(si puo&#8217; regolare l&#8217;intensità della luce attraverso l&#8217;interruttore), hanno 7,5 Watt con resa da 40 Watt, sono garantiti per 25 mila ore di funzionamento, durante le quali il <strong>risparmio energetico </strong>rispetto a una vecchia lampdina a incandescenza si quantifica in 173 euro (secondo Alessi). Le lampadine costano 42,50 euro e sono, a differenza delle lampade fluorescenti, <strong>prive di mercurio</strong>.<br />
Nel gruppo dei giovani designer che hanno sviluppato le forme di queste lampadine c&#8217;è anche un discendente del fondatore dell&#8217;azienda Alessi, Giovanni Alessi Anghini.</p>
<p><strong>Rita</strong></p>
<p>Non ci sono articoli collegati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Occhio alle nuove detrazione fiscali</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 11:17:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La finanziaria 2010 è stata approvata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Sono andata a vedere che sorprese offre per chi affronta delle spese che migliorano l&#8217;efficienza energetica della propria abitazione: il governo non si è dato molto da fare per incentivare il settore, ma non l&#8217;ha neanche dimenticato. Insomma, un po&#8217; di &#8220;sostanza&#8221; c&#8217;è.Ecco le nuove [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La finanziaria 2010 è stata approvata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Sono andata a vedere che sorprese offre per chi affronta delle spese che migliorano l&#8217;efficienza energetica della propria abitazione: il governo non si è dato molto da fare per incentivare il settore, ma non l&#8217;ha neanche dimenticato. Insomma, un po&#8217; di &#8220;sostanza&#8221; c&#8217;è.<span id="more-3001"></span><img class="alignleft size-full wp-image-3015" title="detrazini IRPEF" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/3172.JPG" alt="detrazini IRPEF" width="290" height="239" />Ecco le nuove norme in parole molto sintetiche, per i dettagli conviene consultare un tecnico e/o approfondire cercando sul sito specialistico <a href="http://edilportale.com/" target="_blank">edilportale</a>:</p>
<p><em>Detrazione IRPEF del 55%</em>: per tutto il 2010 continua a valere la normativa della finanziaria 2008, che prevede il diritto alla  detrazione IRPEF del 55% per le spese sostenute per migliorare l&#8217;efficienza energetica di abitazioni e immobili. Si tratta di interventi come installare pannelli solari, cambiare gli infissi, sostituire il vecchio impianto di climatizzazione, applicare ai muri esterni cappotti isolanti, ecc. <em>La cifra massima che può essere detratta varia </em>a secondo della tipologia e grandezza dell&#8217;immobile o unità abitativa. Conviene chiedere i dettagli al tecnico che dovrà, nel caso si facciano i lavori, certificare la validità degli interventi per la presentazione della richiesta di detrazione IRPEF.<br />
Entro il 31 marzo 2010 vanno comunicato all&#8217;agenzia delle entrate gli interventi sul risparmio energetico eseguiti nel 2009.</p>
<p><em>Detrazione IRPEF del 36%</em>: per lavori di ristrutturazione di appartamenti e parti comuni di edifici residenziali e fabbricati interi eseguiti tra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012 è prevista la detrazione IRPEF del 36% . <em>Il limite </em>massimo per unità immobiliare è<em> 48 mila euro </em>e nella fattura dev&#8217;essere evidenziato il costo della manodopera. Questa detrazione non è cumulabile con quella del 55%. Nel caso che non verrà rinnovata la detrazione per interventi mirati a migliorare l&#8217;efficienza energetica, si potrà dal 1° gennaio 2011 far riferimento a quella del 36%.</p>
<p><em>Iva del 10%</em>: è stata resa permanente l’Iva agevolata al 10% sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Questa  si applica agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per il recupero del patrimonio edilizio a prevalente destinazione abitativa, ma anche alle prestazioni di lavoro e alla fornitura di materiali e di beni.</p>
<p>Naturalmente per poter usufruire di queste agevolazioni è obbligatorio presentare regolari fatture e far riferimento a manodopera specializzata.</p>
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		<title>Edifici passivi</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 09:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ES</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbattere la spesa di riscaldamento/raffrescamento da 3-4000 mila euro a 300 euro all&#8217;anno mi sembra un bel successo, soprattutto se la temperatura in casa rimane lo stesso piacevole. Oggi, le nuove tecnologie costruttive hanno reso possibile questo grande passo in avanti. Sostanzialmente sono tre le misure fondamentali per raggiungere un risultato simile:creare un cappotto intorno alla casa in [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbattere la spesa di riscaldamento/raffrescamento da 3-4000 mila euro a 300 euro all&#8217;anno mi sembra un bel successo, soprattutto se la temperatura in casa rimane lo stesso piacevole. Oggi, le nuove tecnologie costruttive hanno reso possibile questo grande passo in avanti. Sostanzialmente sono tre le misure fondamentali per raggiungere un risultato simile:<span id="more-2020"></span><img class="alignleft size-medium wp-image-2030" title="lanaminerale" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/lanaminerale-300x196.jpg" alt="lanaminerale" width="300" height="196" />creare un cappotto intorno alla casa in modo che non ci siano più scambi di temperatura tra esterno ed interno. Installare infissi che chiudano ermeticamente con vetri isolanti. Areare gli spazi con modalità indiretta attraverso bocche d&#8217;aria nella stagione invernale ed estiva. Inoltre, per raggiungere un risultato buono aiuta anche l&#8217;esposizione corretta della casa che in inverno sfrutta il calore del sole attraverso i vetri.</p>
<p>Le case costruite con questi accorgimenti si chiamano case passive. Il criterio fondamentale è quello di ridurre il più possibile la necessità di consumare energia. Si può arrivare al consumo zero in luoghi con clima mite. Il concetto di base è lo stesso che, nel settore della salute,  cerca la prevenzione delle malattie attraverso uno stile di vita adeguato, invece di arrivare alla malattia per poi cercare di guarirne attraverso cure ospedaliere e l&#8217;assunzione di farmaci. Infatti, costruendo gli edifici con tecnologie adeguate, si previene la necessità di ricorrere all&#8217;uso di riscaldamento/raffrescamento e di accendere la luce elettrica durante il giorno.<br />
Naturalmente ci sono dei costi, ma investire in qualità, indipendentemente dal settore, è una scelta. Tutti sanno che se si vogliono prevenire malattie, non ci si può nutrire con patatine, hamburger e altri prodotti low cost, ma vanno scelti prodotti freschi e di buona qualità. La stessa cosa vale anche per altri settori: così il prezzo per una casa passiva è più alto di circa il 20% rispetto al prezzo di una casa spreca-energia. Sono soldi che si recuperano nel corso di pochi anni grazie alle bollette di elettricità e gas molto più basse. A questo proposito è in rete u<a href="http://www.a-classbureau.com/" target="_blank">n nuovo portale</a> creata dall&#8217;azienda produttrice di Rockwool (un materiale isolante per pareti), dove in brevi ed interessanti filmati si possono seguire le spiegazioni di architetti del settore e sentire cosa ne pensano dei proprietari di case passive. E&#8217; una possibilità per informarsi senza dover leggere testi tecnici dalla difficile comprensione.</p>
<p>Non ci sono articoli collegati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Verso la luce elettronica</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 16:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ES</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le voci, secondo le quali ci troviamo in mezzo ad una vera e propria rivoluzione della luce, diventano sempre più frequenti. Durante il recente Salone del Mobile di Milano uno dei temi dibattuti era che stiamo vivendo il passaggio dalla luce elettrica alla luce elettronica (anni fa abbiamo vissuto il passaggio dalla videocassetta al dvd e ancora prima dalla musicassetta/disco al cd musicale). Come luce elettronica viene definita la luce a led[...].
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le voci, secondo le quali ci troviamo in mezzo ad una vera e propria rivoluzione della luce, diventano sempre più frequenti. Durante il recente Salone del Mobile di Milano uno dei temi dibattuti era che stiamo vivendo il passaggio dalla luce elettrica alla luce elettronica (anni fa abbiamo vissuto il passaggio dalla videocassetta al dvd e ancora prima dalla musicassetta/disco al cd musicale). Come luce elettronica viene definita la luce a led, [...]<span id="more-1562"></span> che ha anche il grande vantaggio di consumare pochissima elettricità e di durare circa 100mila ore prima di spegnersi per sempre (la lampadina a incandescenza dura circa 1000 ore).</p>
<p>Una novità <img class="alignright size-medium wp-image-1571" title="disegno-lampadina1" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/disegno-lampadina1-166x300.jpg" alt="disegno-lampadina1" width="166" height="300" />molto interessante è recentissima: nei prossimi mesi verranno messe sul mercato le prime lampadine led con attacco E 14 e E 27, cioè quelli più utilizzati. Si chiamano <em>nerolight led bulb</em> e stanno per essere distribuite nei negozi di materiale elettrico in tutta l&#8217;Italia. Quindi è inutile cercarle nei superm<img class="alignleft size-full wp-image-1569" title="lampadina-scontornata" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/lampadina-scontornata.jpg" alt="lampadina-scontornata" width="303" height="214" />ercati e nella grande distribuzione in genere. Come San Tommaso, ho provato a sostituire ina lampadina spot a 60 Watt della mia Tolomeo da scrivania con una lampadina led che consuma solo 2,5 Watt. Mi aspettavo un calo di luce, perché secondo i parametri ufficiali, una lampadina led a 2,5 Watt corrisponde a una lampadina incandescente a 30 Watt. In realtà non mi sembra di avere meno luce, semmai il contrario, la luce che ho adesso è molto chiara, ha una direzione precisa e rende molto leggibile tutto ciò che sta in un raggio abbastanza circoscritto. Non è proprio paragonabile con la resa di una lampadina a incandescenza di 30 Watt, la quale emette una luce fioca e giallognola che rende faticosa la lettura.</p>
<p>Le lampadine a led esistono nelle versioni luce calda e fredda, oltre che a luce colorata fissa.<br />
Sono lampadine da sostituire con quelle a incandescenza che spariranno presto dal mercato. Il prezzo è di 25 euro l&#8217;una, ma grazie alla loro durata praticamente infinita e al ridottissimo consumo energetico il costo è presto ammortizzato.</p>
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