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	<title>Essere sostenibili &#187; industria alimentare</title>
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	<description>Fatti, persone e novità per una vita sostenibile</description>
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		<title>100% Vegetale</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 08:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ES</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[cucina vegana]]></category>
		<category><![CDATA[industria alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[Come riconoscere se un prodotto libero di ingredienti animali, anche nascosti come per esempio colla di pesce e strutto? Due i logo che che lo attestano: un cerchio verde con forchetta e scritta 100% vegetale e un cerchio con foglia con scritta Vegan OK.
Non ci sono articoli collegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un cerchio verde con forchetta e la scritta 100% vegetale: ecco il nuovo logo sull&#8217;etichetta alimentare</strong> che certifica l&#8217;assenza di ingredienti di origine animale. Il logo viene emesso dalla Lav, la <a href="http://www.lav.it/" target="_blank">Lega anti vivisezione</a>, in collaborazione con Icea (Istituto per la certificazione etica ed ambientale) e si aggiunge a una certificazione già esistent, <em>Vegan Ok,<span id="more-7419"></span> </em>proposta da tempo da<a href="http://www.promiseland.it" target="_blank"><em> Promiseland, </em></a>un&#8217;associazione che promuove uno stile di vita rispettoso verso l&#8217;ambiente e gli animali. Mentre <em>Vega</em>n <em>ok</em> certifica tutti i tipi di prodotti (alimentari, cosmetici, calzature), il disciplinare di <strong><em>100% Vegetale</em> si concentra su prodotti alimentari e menu</strong>. Quindi una confezione di biscotti, per esempio, che porta il logo con la forchetta, <strong>non contiene nessuna sostanza di origine animale<a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/untitled.png"><img class="alignright size-full wp-image-7524" title="untitled" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/untitled.png" alt="" width="225" height="225" /></a> come uova, latte, burro, additivo, aromatizzante o coadiuvante</strong>. Inoltre garantisce l&#8217;assenza di organismi geneticamente modificati (OGM) e di test su animali con i singoli ingredienti e il prodotto finito. Insomma, la Lav garantisce che gli animali vengono lasciati in pace.</p>
<p>Perché acquistare prodotti con i marchi <em>100% Vegetale</em> o <em>Vegan Ok</em>?  I motivi sono due: <strong>tutela della salute (nostra) e tutela degli animali</strong>. Spesso dimentichiamo che carne, uova e latticini sono soltanto l&#8217;iceberg dei prodotti animali che mangiamo. Praticamente in tutti i cibi pronti , siano essi dolci o salati, si <strong>nascondono derivati animali invisibili</strong>. Chi legge abitualmente le etichette ed è informato sul significato delle varie voci, ne sa qualcosa. Per esempio spesso le <strong>focaccie</strong> sono belle morbide perché contengono dello <strong>strutto</strong>. <strong>La gelatina delle caramelle</strong> è spesso di origine animale. <strong>Latte in polvere si trova praticamente ovunque</strong> (un grosso problema per chi soffre di intolleranza verso i latticini). <strong>Colla di pesce</strong> viene usata per chiarire <strong>birre e vini</strong>. L&#8217;elenco si potrebbe allungare all&#8217;infinito.</p>
<p>Un importante capitolo è <strong>la tutela degli animali</strong>: a parte gli allevamenti intensivi, degradanti e umilianti per gli animali, c&#8217;è da tener presente <strong>l&#8217;enorme entità del mattatoio</strong> che avviene anno per anno: nel 2008 in Italia sono stati macellati mezzo miliardo di polli e tacchini, 80 milioni di tonnellate di pesci e molluschi, 26 milioni di conigli, 13,6 milioni di maiali, 3,8 milioni di bovini, 1,7 milioni di agnelli (numeri pubblicati dalla Lav). Naturalmente non si mangia carne soltanto in Italia, quindi questi numeri sono immensamente superiori se moltiplicati per esempio per le nazioni europee. Soltanto 50 anni fa, quando il consumo di carne era molto inferiore e l&#8217;industria alimentare agli albori, questo non avveniva. Di consguenza le malattie messe in collegamento con un grande consumo di prodotti animali come tumori, diabete di tipo 2 e infarti/malattie cardiovascolari, erano molto meno diffuse. Insomma, <strong>ci rendiamo conto di alimentare un disgustoso mattatoio e di essere dei grandi consumatori di cadaveri?</strong></p>
<p><em>Rita</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non ci sono articoli collegati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>10 dicembre: Terra madre day</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 07:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ES</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[industria alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 10 dicembre si festeggia per la seconda volta Terra Madre day, una giornata dedicata alla celebrazione del consumo locale e della sostenibilità del cibo. Inventore di questa giornata è il movimento Slow Food guidato da Carlo Petrini. Terra Madre day ha a che fare con economia, ambiente e tradizioni locali. Obiettivo di questo appuntamento è focalizzare l&#8217;attenzione [...]
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<li><a href='http://www.esseresostenibili.it/alimentazione/io-ci-sono-statavera-terra/' rel='bookmark' title='Io ci sono stata/Vera Terra'>Io ci sono stata/Vera Terra</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 10 dicembre si festeggia per la seconda volta <em>Terra Madre day</em>, una giornata dedicata alla celebrazione del consumo locale e della sostenibilità del cibo. Inventore di questa giornata è il movimento <em>Slow Food</em> guidato da Carlo Petrini. <span id="more-4844"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/tm_prehome_disegno2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4848" title="tm_prehome_disegno2" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/tm_prehome_disegno2-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a> <em>Terra Madre day</em> ha a che fare con economia, ambiente e tradizioni locali. Obiettivo di questo appuntamento è focalizzare l&#8217;attenzione pubblica sul movimento <em>Terra Madre</em> fondato nel 2004. Si tratta di una rete che unisce i piccoli agricoltori, produttori e cuochi che valorizzano le ricette regionali e i prodotti agricoli tipici, evitando così la loro scomparsa. E&#8217; un movimento che propone un&#8217;alternativa all&#8217;ulteriore allargarsi delle grandi catene dell&#8217;industria alimentare. <br />
&#8220;Terra Madere riunisce tutti coloro che fanno parte della filiera alimentare per difendere insieme agricoltura, pesca e allevamento sostenibili e per preservare il gusto e la biodiversità del cibo&#8221;<span> dicono i suoi creatori. Infatti, per riuscire a portare avanti pratiche e idee che si discostano dal &#8220;main stream&#8221;, è fondamentale fare rete per sostenersi a vicenda e assumere visibilità. L&#8217;agricoltore che semina un&#8217;antica (e buona) varietà di legumi, avrà difficoltà a inserirla nel mercato, sia che vive nelle Andesia in un paesino africano o della Calabria. Diventa invece più facile se può fare riferimento a una rete come Terra Madre che porta avanti l&#8217;idea stessa che ci debbano essere e possano essere coltivati, acquistati e cucinati prodotti che le grandi aziende dell&#8217;alimentare non utilizzano e propongono perchè poco convenienti dalpunto di vista del profitto.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Senza l&#8217;impegno di realtà come <em>Terra Madre </em>non sarebbe possibile scegliere i prodotti particolari che si trovano nei negozi del biologico, nelle botteghe del mondo e nelle fiere dei prodotti tipici. Tutta l&#8217;alimentazione sarebbe in mano alle catene dei supermercati che preferiscono acquistare presso i grossi produttori globalizzati. Basta fare un viaggio negli USA per vedere dei posti dove la scelta del cibo è ridotta a poche tipologie di prodotti cucinati secondo le poche ricette del fast food.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Per approfondire lafilosofia che è alla base del Terra Madre Day <a href="http://www.slowfood.com/terramadreday/" target="_blank">cliccare qui</a></span></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ingrandire le etichette</title>
		<link>http://www.esseresostenibili.it/stilidivita/ingrandire-le-etichette/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 10:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ES</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Eco Shopping]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di vita]]></category>
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		<category><![CDATA[leggere l'etichetta]]></category>
		<category><![CDATA[slow food]]></category>
		<category><![CDATA[supermercato coop]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggere l&#8217;etichetta prima di acquistare un nuovo tipo di prodotto è l&#8217;unico modo per sapere cosa mettiamo nel carrello. Ma come decifrare queste scritte che normalmente risultano essere illeggibili da quanto sono piccoli i caratteri? Sembra che la lista degli ingredienti venga messa esclusivamente perché la legge lo prescrive, non  tanto per andare incontro all&#8217;esigenza di &#8220;saperne di [...]
Non ci sono articoli collegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggere l&#8217;etichetta prima di acquistare un nuovo tipo di prodotto è l&#8217;unico modo per sapere cosa mettiamo nel carrello. Ma come decifrare queste scritte che normalmente risultano essere illeggibili da quanto sono piccoli i caratteri? Sembra che la lista degli ingredienti venga messa esclusivamente perché la legge lo prescrive, non  tanto per andare incontro all&#8217;esigenza di &#8220;saperne di più&#8221;dei clienti.<span id="more-2587"></span><img class="alignleft size-medium wp-image-2592" title="016" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/016-300x228.jpg" alt="016" width="300" height="228" /></p>
<p>Per cercare di ovviare a questo nonsense, la catena di supermercati bio NaturaSì ha introdotto all&#8217;inizio di quest&#8217;anno un aiuto: alcuni scaffali presenti nei negozi sono stati provvisti di lenti d&#8217;ingrandimento. Queste sono attaccate con una catenella allo scaffale e chi desidera leggere le etichette può avvicinare il prodotto per ingrandire il testo. Un plauso all&#8217;iniziativa dunque.</p>
<p>Ma ho trovato chi ha risolto il problema quasi alla radice. Purtroppo non i Italia: di recente  sono stata in un supermercato Coop di Zurigo-Oerlikon (Svizzera) e ho trovato che ogni carrello è provvisto di una lente d&#8217;ingrandimento. Come si può vedere nella foto che ho scattato, questa è fissata alla parte superiore del carrello, vicino alla maniglia. Quindi risulta molto comodo passare il prodotto sotto la lente d&#8217;ingrandimento prima di depositarlo nel carrello. Secondo me è un accorgimento rispettoso nel confronto del cliente. Un vero,utile, servizio al consumatore.</p>
<p>Sempre alla Coop di Zurigo ho visto che il movimento slow food di Carlo Petrini sta avendo molto successo: la Coop ha cominciato a mettere la sigla &#8220;slow food&#8221; su prodotti tipici della cucina tradizionale Svizzera. Si tratta di prodotti che fino a pochi anni fa venivano visti come provinciali e poco sofisticati, per esempio i fagiolini verdi essicati, un tipo di torta di prugne o il pane fatto al 100% con farina di segale.</p>
<p>Segnalarli e rivalutarli con l&#8217;etichetta slow food mi sembra una contaminazione italo-svizzera molto positiva che contribuisce a impedire lo scippo della cultura gastronomica da parte delle grandi industrie alimentari.</p>
<p>Non ci sono articoli collegati.</p>]]></content:encoded>
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