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	<title>Essere sostenibili &#187; adozione a distanza</title>
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		<title>Scegliere un regalo alternativo</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 11:01:43 +0000</pubDate>
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Non ci sono articoli collegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi ritiene che  l&#8217;abitudine a fare regali natalizi sia l&#8217;apoteosi di un economia basata sul consumo frivolo, inutile e ad ogni costo, abbiamo qui raccolto la testimonianza di Elena che ha trovato uno stratagemma per dare una svolta utile a tutto questo. E&#8217; riuscita addiritura a coinvolgere parenti e amici. Ecco il suo racconto: &#8220;Ogni Natale, i miei genitori preparano un pranzo per noi 5 figli con rispettivi partner e bambini: in tutto 19 persone. Fino a cinque anni fa, ognuno portava un regalo, anche piccolo, a ciascuno.<span id="more-2889"></span><img class="alignleft size-medium wp-image-2898" title="Regali natalizi" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/Gifts_xmas-300x211.jpg" alt="Regali natalizi" width="300" height="211" /></p>
<p>Senza mettersi a fare il conteggio dei regali,  potete benisismo immaginare la tavola da pranzo, una volta sparecchiata, letteralmente coperta da pacchi e pacchettini. I bambini vi si buttavano e freneticamente scartavano di tutto affiancati dagli adulti che non si sottraevano al &#8220;rito&#8221;: un vero delirio! Con tutto questo i bambini non davano l&#8217;impressione di essere soddisfatti, perché proprio questa smania di aprire i doni non permetteva  loro di concentrarsi ed apprezzarli.<br />
La situazione non cambiava poi molto con i regali scambiati fra gli adulti: spesso si rivelavano poco utili o non erano i più adatti e amati da chi li riceveva. Ragione per cui spesso il loro destino finiva per essere il fondo di un cassetto&#8230; E&#8217; evidente che tutti in famiglia obbedivamo ad un&#8217;usanza, ma in maniera conformistica, acritica, superficiale. La situazione mi lasciava un tale senso di insoddisfazione che ho cominciato a cercare soluzioni differenti. Al Natale successivo ho quindi proposto ai miei fratelli e ai rispettivi partner di mettere  insieme la cifra destinata di solito da ognuno per i regali e utilizzarla per un&#8217;adozione a distanza. Tutti dicevano di essere  d&#8217;accordo e sembravano sollevati all&#8217;idea di non dover più scervellarsi per trovare qualcosa di adeguato a bambini e adulti. Ma purtroppo quando lo proposi era ormai tardi, perché alcuni di loro avevano già provveduto ai soliti regali.</p>
<p>Sospettavo che la cosa finisse lì. Invece, con mia grande sorpresa, l&#8217;anno successivo sono stati loro a chiedermi se ero ancora d&#8217;accordo con la proposta! Ci siamo consultati per scegliere l&#8217;associazione che ci desse più fiducia e la parte del mondo dove adottare il bambino. Questo ci ha dato diverse occasioni per confrontarci e condividere delle piacevoli serate. Il progetto è partito e sta andando avanti ormai da cinque anni. Ogni anno, verso fine novembre, ci troviamo tutti in pizzeria per confermare la scelta e per metterci d&#8217;accordo sui pochi regali da fare ai nipoti. Abbiamo optato per un solo regalo a bambino, ma un regalo di un certo valore che il bambino ha richiesto e che quindi userà.</p>
<p>Fra pochi anni il nostro nipotino adottato (in India) finirà la scuola e se non farà l&#8217;università il nostro aiuto diretto a lui sarà concluso. Nell&#8217; ultimo incontro in pizzeria una cognata ha proposto, dato che desiderava un maggiore e più diretto coinvolgimento, di sostenere una situazione più vicina a noi, per esempio il canile della zona. Questo naturalmente quando il nostro supporto al progetto in India sarà concluso.  Ci è sembrato una buona idea e credon proprio che l&#8217;attueremo&#8221;.</p>
<p>Non ci sono articoli collegati.</p>]]></content:encoded>
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