Via i “vecchi” oggetti
Un luogo disordinato, pieno di cianfrusaglie e oggetti, rispecchia una mente altrettanto disordinata – così almeno dicono gli psicologi. Considerati i tempi incerti e l’andamento imprevedibile del futuro, creare ordine e leggerezza negli spazi dedicati al privato significa avere a disposizione ambienti più rilassanti dove ritirarsi quando fuori infuria la tempesta. Ecco perché fare un’accurata pulizia generale è il primo e importante passo verso questa direzione. Eliminare tutto ciò che si è accumulato o che è diventato inutile nel tempo, libera anche la mente. Naturalmente è un lavoro sgradevole e antipatico, ma porta a un risultato sicuro e reale.
Dunque,come procedere? Dove mettere il materiale che ingombra cassetti, armadi, cantine, scrivanie e scaffali? Come smaltire gli oggetti da buttare e come disporre di quelli ancora in buono stato?
Le alternative sono quattro: buttare via, portare in un centro dell’usato, regalare, rivendere.
Buttare via: se gli oggetti sono pochi e di piccola dimensione, si possono smaltire nei contenitori condominiali o communali per la raccolta differenziata (e qualche volta indifferenziata). Quando si tratta invece di materiale ingombrante è doveroso fare un viaggio alla piattaforma ecologica.
Ma attenzione a mettere nella raccolta differenziata soltanto ciò che è veramente riciclabile. Se per esempio ripuliamo la cucina, è da tener presente che i vecchi bicchieri e gli oggetti in ceramica o in vetro pyrex vanno nell’indifferenziato. Lo stesso vale per specchi, penne a biro, cd e dvd (per questi dovrebbe iniziare la raccolta da parte dei venditori, è bene informarsi prima di buttare via il materiale accumulatosi durante gli ultimi anni). Nessun tipo di lampadina va messa nella raccolta del vetro, neanche quelle a incandescenza. Presso le piattaforme ecologiche si trovano dei contenitori appositi dove smaltirle correttamente. E’ importante portare cellulari, pile e ogni tipo di piccolo apparecchio elettrico al posto giusto perché sono ricchi di componenti tossiche e riciclabili; se non vengono ritirati dai rivenditori perché non si effettua al contempo l’acquisto di un nuovo articolo, basta andare sul sito del proprio comune dove, sotto la voce “ecologia” , si trovano indicazioni a utili.
Quando non si è in grado di distinguere se un prodotto vada messo nella raccolta differenziata o indifferenziata la cosa migliore è recarsi alla piattaforma ecologica e chiedere direttamente a chi la gestisce.
I negozi dell’usato: mobili fuori uso ma ancora in buono stato, soprammobili, biancheria per la casa, libri, vestiti di un certo valore, attrezzature sportive si possono lasciare in conto vendita presso un negozio dell’usato. Questi stanno aumentando rapidamente, anche perché trovano buoni clienti tra le famiglie di immigrati. Si distinguono varie tipologie: negozi specializzati in prodotti per l’infanzia (p.e. www.babybazar.it), negozi che offrono sopratutto mobili e oggetti ingombranti o le quasi boutique con l’usato di qualità, tipo vintage (p.e. www.mercatopoli.it). Sempre di più riservano un angolo per i vestiti.
Vendere per conto proprio: qualche volta è più facile vendere per conto proprio attraverso gli appositi canali on line (per esempio e-bay o Secondamano). E’ il caso con oggetti di valore o di uso e/o estetica particolare come strumenti musicali, apparecchiature elettroniche, biciclette, mobili moderni e da design, ecc.
Regalare: in molti comuni sono installati stabilmente dei contenitori per la raccolta di vestiti e biancheria per la casa. Prima di deporli in questi contenitori ci si potrebbe soffermare un attimo: forse conosciamo qualcuno che conosce una famiglia che sarebbe contenta di riceverli in regalo.
Nota bene: Dare via gli oggetti che non servono più invece che lasciarli inutilizzati è anche un modo per limitare gli sprechi.
Rita
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Mi farebbe davvero piacere se nel vostro articolo citaste il sito http://www.reecycle.it che ho creato ormai da un po’, e che ha il preciso scopo di essere una base di riferimento per il regalo di vecchi oggetti inutilizzati, ma ancora “buoni”, che altrimenti finirebbero in discarica.
Grazie dell’attenzione!