Test: matrimonio sostenibile
Quando si crede fermamente in un’idea e si vuole metterla in pratica, ci si riesce. Non ci sono ostacoli che tengano. Quindi chi ha fatto della sostenibilità il suo credo lo manifesta in ogni sua azione. Anche quando decide di sposarsi. Celebrare un matrimonio equo e solidale, infatti, è possibilissimo. Basta darsi un po’ da fare. Come hanno fatto la mia amica Paola Cuzzocrea e il suo compagno Pablo. Una strada che, mi auguro, molti prossimi sposi seguiranno. Ecco il racconto di Paola.
“Se questo matrimonio sarà davvero sostenibile lo deciderà il tempo, ma se per il futuro che ci attende metteremo lo stesso impegno che ci ha portato a trasformare l’evento del nostro sì in un piccolo esempio di sostenibilità praticabile credo che siamo sulla buona strada. Premetto che con Pablo, da qualche giorno mio marito, ci siamo conosciuti ad una conferenza stampa sull’acqua pubblica e sui beni comuni, che entrambi siamo ambientalisti convinti e non di maniera, che siamo cofondatori dell’associazione di tutela ambientale PosTribù, che stiamo lottando per far nascere nella nostra provincia, Rieti, un Distretto di economia sostenibile e solidale.
Il primo nostro pensiero quindi, immaginando il momento del nostro matrimonio, è stato quello di creare un evento che generasse benessere per tutti ma non a scapito dell’ambiente, che valorizzasse le meraviglie di questo territorio – naturalistiche ed enogastronomiche – che fosse anche un’occasione per sostenere progetti sociali. Siamo partiti dal luogo dove pranzare dopo la cerimonia in Comune ed abbiamo scelto un agriturismo di Cittaducale, alle porte di Rieti, l’agriturismo Cardito, un luogo incantevole dal punto di vista naturalistico, una vera azienda agricola con boschi, coltivazioni, allevamento di bovini e cavalli. Lì abbiamo semplicemente affittato la location, mentre la parte più impegnativa è stata la scelta del menù, in cui ha dominato il concetto di “filiera corta”, anzi “cortissima”, visto che abbiamo acquistato prodotti di stagione solo da aziende della provincia, la maggior parte biologiche, da noi già conosciute in quanto fornitrici del Gruppo di acquisto solidale di cui facciamo parte.
Tra queste La Via Lattea di Casperia ( gelato biologico), Il Molino del Cantaro di Rieti ( ceci e farina biologici), Greccio Struzzi di Greccio ( prosciutto e fiocco di suino nero, salsicce di struzzo), Cantina Vini dei Colli Sabini di Magliano Sabina (vino Igt e spumante), Le Ricette di Nonna Papera di Contigliano (crostate e biscotti con marmellata biologica e marmellatine per condire i formaggi), la torta Mimosa della Pasticceria Napoleone di Rieti, polli e uova provenienti dall’azienda agricola confinante con l’agriturismo, olio extravergine biologico Dop della Sabina, verdure dell’Orto Invisibile di Antonio, che è l’orto sociale autogestito realizzato da un nostro amico insieme ad alcuni rifugiati eritrei e somali.
La chicca è stata rappresentata dai formaggi a base di latte di pecora (pecorini e caciotte serviti con miele e sciroppo di sambuco) portati da Marinella, titolare dell’azienda agricola I Campi di Fiamignano, che ha realizzato anche giuncatine e ricotta sul posto con un caldaio trasformando di fatto una parte dell’agriturismo in una fattoria didattica. Per l’acqua, a Rieti buonissima, abbiamo deciso di contattare l’azienda Lorenzoni srl per installare un distributore di acqua alla spina naturale e frizzante da servire in brocche per evitare di lasciare sul campo una montagna di bottiglie di plastica o vetro.
Un processo forse un po’ faticoso, perché abbiamo dovuto spesso andare presso le varie aziende della provincia a prendere i prodotti, ma che ha avuto i suoi risultati in termini di sapori, profumi e soprattutto di messaggio di sostenibilità. Abbiamo anche risparmiato, almeno un 30% rispetto al prezzo del classico pranzo di nozze.
Un’altra bella sorpresa l’abbiamo avuta con la scelta delle bomboniere: tramite l’associazione El Caracol di Cantalupo (RI) abbiamo ordinato il materiale per confezionarle da Equoland, Cooperativa del commercio equo e solidale, scegliendo dal catalogo alcune bomboniere relative al progetto “Base-Bangladesh Shoto Ekota”. L’associazione ha ordinato anche confetti del commercio equo-solidale, affidando il lavoro di confezionamento ad una ragazza disabile di un centro diurno della provincia. Il risultato è stato notevole ed è piaciuto molto agli invitati.
Per il regalo di nozze abbiamo chiesto agli invitati di contribuire ad un viaggio di turismo responsabile con la cooperativa sociale Viaggi e Miraggi. Lo faremo a novembre, a Cuba, accompagnati da un referente locale che ci farà scoprire l’anima nascosta dell’isola. Per gli anelli la scelta è caduta su un artigiano locale che ha riciclato dell’oro che gli avevamo portato, mentre posso dare solo consigli per quanto riguarda il vestito da sposa. Mi è stato proposto di rivolgermi all’Orlo del Mondo, che ha alcuni punti vendita in Italia, con prezzi medi di 500 euro ad abito. Lì ho avuto un po’ di indecisione perché in realtà non volevo acquistare un classico abito da sposa ed alla fine – forse anche a causa di qualche difficoltà nel contattare alcuni punti vendita dell’Orlo del Mondo – ho cambiato rotta ed optato per l’acquisto in un negozio di un abito bianco ma non “da sposa”, chissà, forse anche in questo caso per cercare un’alternativa sostenibile ad un circuito nell’ambito del quale nominare la parola “matrimonio” fa impennare i prezzi al di là del prodotto o del servizio offerto. Una considerazione che ci ha portato anche a rinunciare al “fotografo ufficiale”, preferendo la fantasia di alcuni amici che hanno realizzato delle vere e proprie opere d’arte cogliendo la spontaneità dei partecipanti. Dimenticavo: tutto è stato realizzato in meno di due mesi, altro elemento di sostenibilità (in questo caso mentale) di un evento che ci ha riempito di energia e che ha unito ancora di più la nostra famiglia, che già può contare sulla presenza di Sara e della piccola Caterina”.
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Fantasticoooooooooooo! E non solo sostenibile, ma possibile, lo possiamo fare tutti e senza dilungarmi sugli enormi vantaggi per le aziende locali, per il territorio, per l’ambiente…vi posso assicurare visto che c’ero, che la genunità e la squisitezza dei prodotti è imparagonabile, neanche in un ristirante a 5 stelle, ho mangiato cosìbuono e sano!!!!!!!! Grandi Paola e Pablo, genuini anche loro!
Sempre valido il bell’inno anarchico con cui ho afflitto Paola per due mesi, perchè “amor li tiene uniti gli affetti naturali e non comanda riti”… MA NEANCHE LI ESCLUDE!! Se poi il matrimonio diventa una così bella testimonianza di coerenza e di armonia, bè, non posso che dispiacermi di essere dovuta partire. Rimedierò, ma ovviamente solo in parte, portando la focaccia di Cicerone – che avevo promesso ma non ho potuto fare – quando ricomporrete il gruppo, magari per vedere le foto e per farvi fare gli auguri di buon viaggio a Cuba.
Un abbraccio grande agli sposi e alle bellissime Sara e Caterina.
Patrizia