Scegliere un regalo alternativo

nov 22, 09 Scegliere un regalo alternativo

Per chi ritiene che  l’abitudine a fare regali natalizi sia l’apoteosi di un economia basata sul consumo frivolo, inutile e ad ogni costo, abbiamo qui raccolto la testimonianza di Elena che ha trovato uno stratagemma per dare una svolta utile a tutto questo. E’ riuscita addiritura a coinvolgere parenti e amici. Ecco il suo racconto: “Ogni Natale, i miei genitori preparano un pranzo per noi 5 figli con rispettivi partner e bambini: in tutto 19 persone. Fino a cinque anni fa, ognuno portava un regalo, anche piccolo, a ciascuno.Regali natalizi

Senza mettersi a fare il conteggio dei regali,  potete benisismo immaginare la tavola da pranzo, una volta sparecchiata, letteralmente coperta da pacchi e pacchettini. I bambini vi si buttavano e freneticamente scartavano di tutto affiancati dagli adulti che non si sottraevano al “rito”: un vero delirio! Con tutto questo i bambini non davano l’impressione di essere soddisfatti, perché proprio questa smania di aprire i doni non permetteva  loro di concentrarsi ed apprezzarli.
La situazione non cambiava poi molto con i regali scambiati fra gli adulti: spesso si rivelavano poco utili o non erano i più adatti e amati da chi li riceveva. Ragione per cui spesso il loro destino finiva per essere il fondo di un cassetto… E’ evidente che tutti in famiglia obbedivamo ad un’usanza, ma in maniera conformistica, acritica, superficiale. La situazione mi lasciava un tale senso di insoddisfazione che ho cominciato a cercare soluzioni differenti. Al Natale successivo ho quindi proposto ai miei fratelli e ai rispettivi partner di mettere  insieme la cifra destinata di solito da ognuno per i regali e utilizzarla per un’adozione a distanza. Tutti dicevano di essere  d’accordo e sembravano sollevati all’idea di non dover più scervellarsi per trovare qualcosa di adeguato a bambini e adulti. Ma purtroppo quando lo proposi era ormai tardi, perché alcuni di loro avevano già provveduto ai soliti regali.

Sospettavo che la cosa finisse lì. Invece, con mia grande sorpresa, l’anno successivo sono stati loro a chiedermi se ero ancora d’accordo con la proposta! Ci siamo consultati per scegliere l’associazione che ci desse più fiducia e la parte del mondo dove adottare il bambino. Questo ci ha dato diverse occasioni per confrontarci e condividere delle piacevoli serate. Il progetto è partito e sta andando avanti ormai da cinque anni. Ogni anno, verso fine novembre, ci troviamo tutti in pizzeria per confermare la scelta e per metterci d’accordo sui pochi regali da fare ai nipoti. Abbiamo optato per un solo regalo a bambino, ma un regalo di un certo valore che il bambino ha richiesto e che quindi userà.

Fra pochi anni il nostro nipotino adottato (in India) finirà la scuola e se non farà l’università il nostro aiuto diretto a lui sarà concluso. Nell’ ultimo incontro in pizzeria una cognata ha proposto, dato che desiderava un maggiore e più diretto coinvolgimento, di sostenere una situazione più vicina a noi, per esempio il canile della zona. Questo naturalmente quando il nostro supporto al progetto in India sarà concluso.  Ci è sembrato una buona idea e credon proprio che l’attueremo”.

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