Sacchetti dei regali: rifiuti da evitare
Fare spese durante il periodo natalizio significa produrre ancora più rifiuti del solito. Aumenta infatti il numero dei sacchetti in carta o plastica che si portano a casa, quasi tutti contenitori impossibili da riutilizzare, tra l’altro, e quindi da buttare via perché di dimensioni troppo piccole. Mi riferisco infatti ai contenitori in cui i negozianti infilano i singoli oggetti acquistati (anche di dimensioni infinitesime) dopo aver battuto lo scontrino. L’altro giorno avendo fatto diversi acquisti in posti diversi sarei dovuta andare in giro con ben sei sacchetti diversi (nel primo c’era un libro, nel secondo il nuovo cavo del computer, nel terzo un dvd, nel quarto il maschara,
nel quinto un maglione) e una borsa di carta spessa per una camicia…in pratica alla fine del tour per lo shopping natalizio si ottiene una quantità di sacchetti uguale a quella degli oggetti acquistati.
Arrivata a casa, avrei sfilato ogni oggetto dal suo sacchetto e, a parte la borsa in carta, li avrei buttati tutti nella pattumiera (della plastica) dopo appena tre ore di utilizzo, ancora perfettamente puliti e intatti. Come avrei potuto riutilizzare un sacchetto formato dvd, mascara o libro? Uso il condizionale, perché in realtà giravo con la sola borsa di carta ricevuta con la camicia che è stato il primo acquisto. Nei successivi negozi ho fermato i cassieri mentre infilavano l’oggetto nel sacchetto chiedendo loro se potevo averlo senza imballo. Li ho così messi “nudi” nella borsa di carta della camicia.
Il proliferare dell’uso di tutti questi sacchetti e sacchettini mi sembra un forte e assurdo controsenso rispetto all’urgenza di limitare i rifiuti. Il sacchetto in plastica sottile in cui viene infilato il dvd (quando si acquista e quando si prende a noleggio) sembra essere ininfluente, ma se lo moltiplichiamo per 60 milioni, cioè un sacchettino per ogni persona che abita in Italia, si può facilmente intuire di cosa stiamo parlando. E quante volte al mese ci portiamo a casa questi sacchettini inutilizzabili per altri usi? Si tratta di una montagna di rifiuti completamente inutili e che si potrebbero evitare senza problemi.
Qualcuno può dire: mettiamoli nella raccolta differenziata! Certo, meglio di niente, ma per produrre questi sacchettini si consuma molta energia elettrica e si usano colori per tingerli che certamente non sono di provenienza vegetale e quindi hanno un impatto inquinante sull’ambiente come succede nella tintura dei tessili. Inoltre, anche il trasporto dei materiali riciclabili contribuisce all’aumento dei camion sulle strade.
Evitare la produzione dei rifiuti è meglio del riciclo, ancora di più quando si tratta di rifiuti che non sono serviti a niente. Per adesso l’unico rimedio rimane quello di rifiutare gentilmente il sacchetto.
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