Ripensare le nostre città

Tre giorni di dibattiti e confronti, aperti a tutti, sul tema delle città contemporanee: il quarto festival di urbanistica Urbania, L’inferno e il paradiso delle città, si svolgerà a Bologna dal 29 al 31 gennaio.

L’argomento è uno dei più urgenti e tocca tutta la cittadinanza: emergenza case, cementificazione, risparmio energetico, tutela del paesaggio, vivibilità delle città. Le situazioni che determinano l’inferno e il paradiso nelle città si potrebbero elencare senza fine. Niente è scontato, nel bene e nel male, infatti una buona e attenta pianificazione urbanistica può fare miracoli. Lo dimostra il fatto che esistono città con un alto tasso di vivibilità, soprattutto in Europa, e città dove la vita è un inferno. In ambito italiano, nella classifica stilata ogni anno da Legambiente e Sole 24 Ore, le prime tre città in classifica nel 2008 erano Belluno, Siena e Trento.

Al festival di Bologna è possibile incontrare personaggi italiani ed esteri: prima di tutto il sempre impegnato Jeremy Rifkin, diventato famoso con la sua visione di una terza rivoluzione industriale attraverso lo sviluppo dell’ energia da idrogeno. A Bologna parlerà della terza rivoluzione industriale realizzata nell’architettura: gli edifici diventano autosufficienti attraverso le piccole centrali elettriche che ospitano sui tetti e il calore che prendono dalla terra (geotermico).
Altri argomenti del festival sono l’architettura a basso costo, esperienze di nuove forme di co-abitazioni, esempi di urbanistica di qualità in paesi come la Danimarca, ma non mancano importanti relatori italiani come Stefano Boeri e il teorico Andrea Branzi.

Molti sono le forme di inferno che ormai viviamo senza accorgercene: chi vive nei condomini molto spesso si protegge contro i ladri con tapparelle elettriche, un modo per impedire al “topo d’appartamento” di turno di forzare finestre e porte finestre. Poi però capita un giorno con un lungo black out elettrico e gli appartamenti si trasformano in lugubri rifugi, con le finestre blindate e senza luce naturale, senza il sole che riscalda l’ambiente e l’umore di chi vi abita…il festival di Bologna è un antidoto contro il dilagarsi di una tetra cultura dell’abitare.

Il programma si svolge presso la Sala Borsa di Bologna in piazza Nettuno 3, è gratuito ed è consultabile sul sito.