L’ozio, che provocazione
Alle medie avevo un professore che per un periodo di tempo aveva lavorato in alcuni paesi del Nordafrica. Per spiegarci la differenza sostanziale tra noi e gli abitanti di quei paesi raccontò che la società per la quale lavorava allora, dava sostegno agli agricoltori e agli artigiani per razionalizzare il lavoro. Così cercarono di fare acquistare un fuoristrada per il trasporto della loro la merce, spiegando che avrebbero impiegato meno tempo ad arrivare a consegnare i loro prodotti: invece di sei, un giorno soltanto di viaggio grazie alla velocità del fuoristrada.
Un importante risparmio di tempo. Dopo aver ascoltato uno del gruppo si era fatto avanti facendo una domanda che li aveva lasciati a bopcca aperta: così impieghiamo un solo giorno, va bene, ma poi,cosa facciamo negli altri cinque giorni?
Una domanda che suona come una provocazione! Il problema per noi non esiste, quando mai non c’è niente da fare! Se avanza del tempo, si può per esempio girellare in un centro commerciale, o incolonnarsi in una fila di macchine per recarsi in un luogo di divertimento, o praticare esercizi sportivi per neutralizzare gli effetti della vita sedentaria, o consumare vite più interessanti della propria guardando un film, etc. Ciò che è importante è essere in movimento, far passare il tempo velocemente, non annoiarsi, consumare qualcosa, essere attivi e pimpanti grazie a qualsiasi “passatempo”. E di conseguenza si inquina l’aria, si producono rifiuti, si compera il superfluo.
Quanti sanno com’è bello poltrire sul terrazzo per un tempo indeterminato, sedersi nel parco o sdraiarsi su un prato facendo vagare lo sguardo tra le nuvole, restare a casa la domenica oziando!
La provocazione dell’ozio e del tempo dilatato è stata scoperta da un artista: la fondazione Nicola Trussardi ha sponsorizzato una mostra dell’inglese Tacita Dean dove l’argomento è la lentezza, il tempo dilatato, la noia. La lentezza permette di vedere meglio l’oggetto – per esempio la vecchia e vissuta testa dell’artista Mario Merz. La vita che scorre nell’ozio è capace di vedere verticalmente - osservando lo scorrere delle forme mutevoli delle nuvole. Il tempo dilatato rende la vita pensata interessante – come quando dopo alcuni anni si riprende per continuarlo il filo di un argomento interrotto. Ma la mostra di Tacita Dean esalta solo per riflesso – durante la visita si perde tempo, ci si annoia un po’, si comincia a riflettere…
La mostra è Milano a Palazzo Dugnani, via Manin 2, fino al 21 giugno
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Bellissima provocazione. E’ che sono in Brasile, altrimenti me la vedrei!! E poi dopo il mio libro LA PEDAGOGIA DELLA LUMACA Per una scuola lenta e nonviolenta ….. (http://www.scuolacreativa.it/pedagogia_lumaca.html)