Lo strano rapporto tra scuola e riscaldamento

ott 13, 08 Lo strano rapporto tra scuola e riscaldamento

Ieri il mio figlio è tornato dalla scuola borbottando qualcosa su quanto faceva caldo in aula e su quanto sia uno spreco tenere i termosifoni accesi in questo periodo. L’ho interrogato in proposito e mi ha confermato che nelle classi si muore dal caldo. Vi sembra logico dunque accendere iil riscaldamento quando non ce n’è bisogno e soltanto perchè è previsto dal regolamento? Anche se siamo travolti dalla crisi energetica e finanziaria il riscaldamento delle scuole, pagato con le tasse dei cittadini, viene sprecato come se fossimo in pieno boom economico e ignari dei problemi ambientali causati dal consumo di metano e gasolio. Ormai anche un quattordicenne si accorge che è un vero nonsense accendere verso metà ottobre i termosifoni, senza tener conto dal fatto se fuori si misurano temperature estive o autunnali. E magari capita che la professoressa di scienze tenga una lezione sulle conseguenze del riscaldamento globale e sull’importanza di attuare politiche energetiche sostenibili, all’insegna del risparmio. Prchè dunque non cominciare a pssare dalla teoria alla pratica ed evitare di stare in aule con i termosifoni bollenti e le finestre spalancate per il troppo caldo?

Nei miei tentativi, ormai pluriennali, di far regolare il riscaldamento nelle scuole a temperature ragionevoli (circa 20°C) ho avuto poco successo. Anche se ho cercato di spiegare a Comuni e scuole che il troppo caldo fa male alla salute dei ragazzi (mal di testa, gola secca, senso di stanchezza), alla cassa comunale (prezzo del metano o gasolio) e all’ambiente (inquinamento dell’aria), sembra che non ci sia niente da fare. Un’unica volta le mie ripetute lamentele hanno avuto frutto: la riparazione del termostato!.

Sempre più scuole mettono pannelli fotovoltaici sul tetto, ci sono delle sovvenzioni pubbliche per farlo. Una bella cosa, certo. Ma prima di installare pannelli, che a loro volta richiedono energia per la produzione, sarebbe opportuno abolire almeno gli sprechi grossolani come i termosifoni accesi al massimo quando la temperatura esterna ( e interna di conseguenza) non lo giustifichi. Oppure sarebbe utile cambiare l’illuminazione con fonti “tradizionali” ad alto consumo energetico, adottanto lampadine efficienti. Altrimenti lo spreco diventa doppio: quello dell’energia consumata per fabbricare pannelli fotovoltaici, i quali devono produrre energia che si potrebbe risparmiare semplicemente adottando dei sistemi per ridurre il consumo energetico. Con questo non intendo sminuire il valore e l’importanza dei pannelli sui tetti, al contrario. Ma sarebbe un po’ grottesco se questi venissero installati soltanto per le sovvenzioni che si ricevono e che poi, in realtà, fossero destinati a tappare gli sprechi evitabili con un investimento minore, cioè quello del riscaldamento acceso con temperature esterne di oltre 20°C, delle luci energivore, ecc.

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