Lana per isolare
Nelle case il calore si disperde spesso attraverso piccole fessure o cavità nei punti più impensabili. Il motivo è evidente: solo da poco sta prendendo piede l’abitudine di curare la coibentazione degli edifici con meticolosa attenzione a ogni dettaglio. Di recente ho scoperto per puro caso che nella mia abitazione, costruita 10 anni fa, tra muro e telaio delle finestre c’è uno spazio vuoto largo circa un centimetro! Questo vuoto è rimasto invisibile a lungo perché coperto dalla cornice a vista della finestra.
Naturalmente non si tratta di una grossa apertura verso l’esterno, ma c’è sufficiente spazio per far passare fastidiose infiltrazioni d’aria che vanificano l’isolamento delle pareti nel resto della casa. Ecco spiegato perchè, vicino alle finestre, l’aria era più fredda rispetto al resto delle stanze, sebbene queste fossero state fatte secondo le nuove norme!
Ma soluzioni pratiche ed efficaci per ovviare a questo inconveniente ci sono, per fortuna. Oggi infatti, fessure del tipo che ho scoperto, vengono riempite e sigillate con schiuma di poliuretano. La
schiuma viene sparato dentro, si espande e sigilla tutti i vuoti, anche quelli più piccoli. Il poliuretano non è un materiale ecologico, ma funziona bene come isolante. Siccome però a me non piace la composizione chimica di questo materiale, che, tra l’altro, sviluppa fumi molto inquinanti in caso di incendio, ho cercato un’alternativa ecologica e l’ho trovata: lana di pecora (non lana di roccia o lana di fibra di legno, mi raccomando!). Non mi sono inventato io questa soluzione, l’ho trovata come materiale isolante presso un rivenditore di materiali edili specializzato in prodotti per la bioarchitettura (ne abbiamo elencato alcuni nel nostro libro Ecoshopping).
Ho poi scoperto che, presso gli intenditori, la lana è ritenuta un buon isolante termico e acustico. Si trova in commercio in forma pressata, simile a dei pannelli, o in rotoli che si possono tagliare. Nel mio caso ho acquistato parte di un rotolo, così ho potuto strappare dei pezzi per incominciare a infilarli, con l’aiuto di una spatola, nelle fessure. Un bel lavoro di restauro che occuperà parte del mio tempo libero per tutta l’estate…
Un aspetto secondo me interessante è il fatto che l’edilizia offre un uso alternativo della lana rispetto al settore tessile impedendo così che venga buttata via, come purtroppo succede. Per motivi economici viene privilegiata la lana delle pecore australiane – da noi la manodopera per tosare una pecora costa più del guadagno che si ottiene con il materiale tosato!
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