Milano: Fa’ la cosa giusta

mar 11, 09 Milano: Fa’ la cosa giusta

006Da domani, venerdì 13 a domenica 15 marzo si svolge a Milano fiera city Fa’ la cosa giusta, la fiera dell’ecosostenibile. Come abiamo verificato di persona nelle scorse edizioni, si tratta di un appuntamento molto interessante, l’ideale per informarsi sui prodotti verdi e per fare shopping. Ed è proprio a proposito del piacere o della mania del fare shopping che alla fiera viene proposta una soluzione sostenibile molto valida. Si chiama Rifiuto con affetto ed è stato ideato da 3 studentesse di design: hanno creato un contenitore dove depositare oggetti usati, in buon stato, ma che non servono più o che sono venuti a noia ai legittimi proprietari. Come procedere dunque? La persona che desidera disfarsi di un oggetto, lo pone nel cassetto apposito e chi vuole se lo porta a casa per riutilizzarlo. Lo scopo è quello di rimettere in circolazione oggetti ancora validi e impedire che vengano buttati nella spazzatura favorendo la continua e inutile fabbricazione di nuovi prodotti. A Venezia, sull’isola Giudecca, si trovano già tre contenitori, disegnati dalle giovani designetr, per lasciare o ritirare oggetti.

Rifiuto con affetto è un progetto elaborato nell’ambito di una scuola di design, ma secondo me si tratta di un sistema di consumo che andrebbe sviluppato meglio e che offre anche l’opportunità di creare posti di lavoro.
Un esempio in liena è quello di una mia amica che, circa un anno fa, ha aperto un negozio con due socie dove compra e rivende oggetti usati e selezionati. Per intenderci: non tratta il centrino inamidato da posizionare su un tavolo in lucidissima formica o il nano porta-sigaretta che esibisce il suo membro ogni volta si pigia il bottone per far uscire una sigaretta. In negozio si trovano oggetti di buon gusto e di buona qualità, (alcuni più datati, altri contemporanei), che in genere ognuno di noi elimina quando desidera rinnovare un po’ la casa. Così chi sente l’ardente bisogno di portare qualcosa di “nuovo” a casa, può acquistare per esempio un servizio di bicchieri o uno di piatti, un vaso di fiori, una radio, uno specchio, un lampadario e altri oggetti, spendendo veramente poco. Fondamentale è il criterio di qualità e di estetica che sta alla base di questa compra-vendita dell’usato: se è alto, può attirare chiunque; se è basso viene classificato come acquisto da Caritas.

Comunque sia, se venisse sviluppato bene questo mercato, si potrebbe raggiungere, oltre la possibilità di fare acquisti a poco prezzo, anche il risparmio di materie prime e di energia, proprio perché gli oggetti vengono utilizzati più a lungo. Un po’ come succede con le macchine, dove esiste un importante mercato dell’usato, controllato e di qualità.

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