Essere sostenibili

Intelligenza ecologica

E’ di questi giorni la notizia di una nave piena di rifiuti radioattivi fatta affondare nel mare davanti alle coste della Calabria. Mentre si sa da tempo che il mare del Nord è una pattumiera chimica. E anche se ormai tutti ci rendiamo conto che il consumo quotidiano di carne da parte della popolazione mondiale in rapida crescita provoca un’impatto devastante sull’ambiente, non c’è piatto che non contenga (in qualche forma) della carne: magari qualche pezzetto di prosciutto o un dado con estratto di carne.

Intelligenza ecologicaIl trasporto pubblico stenta a prendere piede anche in città inquinatissime come Milano e Roma, eppure tutti, dagli amministratori pubblici ai cittadini privati, sanno bene che le emissioni di auto e camion danneggiano fortemente la salute e l’ambiente.

Si potrebbe prolungare all’infinito questa lista che dimostra un divario impressionante tra ciò che si sa e ciò che si fa. Ovvero: nel settore dell’ecologia, i comportamenti della società non seguono la logica della sopravvivenza, anche quando si conoscono causa ed effetti. In altri settori invece e per fortuna, la logica della sopravvivenza determina i comportamenti. Per esempio,  la società ha sviluppato regole di convivenza per proteggere i più deboli; il nostro naso sa riconoscere dall’odore quando un cibo è avariato; per essere meno esposti ai pericoli della vita la società si è da sempre organizzata in gruppi, per poter sopravvivere a intemperie e pericoli vari sono state costruite case sempre più sofisticate e confortevoli, ecc..

In pratica, da quando l’ homo sapiens popola la terra, ha sempre sfruttato l’intelligenza e la creatività per migliorare le condizioni della sopravvivenza fisica e del benessere sociale. Infatti, le varie capacità vengono chiamate ‘intelligenza sociale’, ’intelligenza interpersonale’, ‘intelligenza esistenziale’, ‘intelligenza creativa’, ecc. 

E ‘l’intelligenza ecologica’?

Con l’intelligenza ecologica sembra esserci qualche problema.  Soffermiamoci un attimo a riflettere sul caso citato all’inizio di questo articolo: la nave carica di rifiuti radioattivi fatta affondare dalla cosiddetta ecomafia. Chiunque si rende conto che si tratta di un comportamento stupido e autodistruttivo. L’ecomafia, composta da essere umani che mangiano pesce,  fanno il bagno al mare, possiedono strutture turistiche e prendono il cosiddetto “pizzo” da ristoranti e commercianti, danneggia in prima persona se stessa. Infatti, la conseguenza di questo operato è la distruzione del turismo, del commercio di pesce e l’impoverimento generale della zona costiera vicina alla nave affondata. Inoltre anche i membri dell’ecomafia si ammalano per la radioattività e per le sostanze velenose nell’acqua, nell’aria e nel cibo. Insomma, è un comportamento che sottrae le basi per (sopra)vivere indistintamente a tutti. Se l’intelligenza o l’istinto ecologico fosse sviluppato un minimo, neanche uno avido di denaro butterebbe rifiuti così tossici nel mare, prevarrebbe la paura per la sopravvivenza.

Per approfondire questo interessante argomento è uscito, la scorsa primavera, il libro Intelligenza Ecologica di Daniel Goleman (Rizzoli editore).  

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