Ingrandire le etichette

nov 16, 09 Ingrandire le etichette

Leggere l’etichetta prima di acquistare un nuovo tipo di prodotto è l’unico modo per sapere cosa mettiamo nel carrello. Ma come decifrare queste scritte che normalmente risultano essere illeggibili da quanto sono piccoli i caratteri? Sembra che la lista degli ingredienti venga messa esclusivamente perché la legge lo prescrive, non  tanto per andare incontro all’esigenza di “saperne di più”dei clienti.016

Per cercare di ovviare a questo nonsense, la catena di supermercati bio NaturaSì ha introdotto all’inizio di quest’anno un aiuto: alcuni scaffali presenti nei negozi sono stati provvisti di lenti d’ingrandimento. Queste sono attaccate con una catenella allo scaffale e chi desidera leggere le etichette può avvicinare il prodotto per ingrandire il testo. Un plauso all’iniziativa dunque.

Ma ho trovato chi ha risolto il problema quasi alla radice. Purtroppo non i Italia: di recente  sono stata in un supermercato Coop di Zurigo-Oerlikon (Svizzera) e ho trovato che ogni carrello è provvisto di una lente d’ingrandimento. Come si può vedere nella foto che ho scattato, questa è fissata alla parte superiore del carrello, vicino alla maniglia. Quindi risulta molto comodo passare il prodotto sotto la lente d’ingrandimento prima di depositarlo nel carrello. Secondo me è un accorgimento rispettoso nel confronto del cliente. Un vero,utile, servizio al consumatore.

Sempre alla Coop di Zurigo ho visto che il movimento slow food di Carlo Petrini sta avendo molto successo: la Coop ha cominciato a mettere la sigla “slow food” su prodotti tipici della cucina tradizionale Svizzera. Si tratta di prodotti che fino a pochi anni fa venivano visti come provinciali e poco sofisticati, per esempio i fagiolini verdi essicati, un tipo di torta di prugne o il pane fatto al 100% con farina di segale.

Segnalarli e rivalutarli con l’etichetta slow food mi sembra una contaminazione italo-svizzera molto positiva che contribuisce a impedire lo scippo della cultura gastronomica da parte delle grandi industrie alimentari.

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1 Commento

  1. E’ vero !l’Italia dovrebbe emulare la Svizzera perché leggere le etichette è fondamentale sia per i prodotti alimentari sia per quell cosmetici.
    Spesso compriamo delle creme che ci dicono essere naturali ma in realtà contengono petrolati. Io per fortuna ho sentito la dottoressa RICCARDA SERRI di SKINECO che consiglia un panno viso microdermoabrasivo che si usa solo con acqua e una crema dermocompatibile senza petrolati, loungè…OTTIMO VI ASSICURO!

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