Il dilemma dell’onnivoro
Michael Pollan è un giornalista e un professore dell’Università di Berkley, in California. Prima del 1998, anno in cui venne incaricato di scrivere un’inchiesta sui cibi geneticamente modificati, non si preoccupava più di tanto degli alimenti con cui si nutriva: se erano buoni li mangiava.
Da quell’anno però ha cambiato approccio, si è trasformato in detective per scoprire da dove proviene il cibo, come viene coltivato e trasformato. E ha scritto alcuni libri. L’ultimo, Il dilemma dell’onnivoro (Giunti,13,50 euro) è la versione per “giovani adulti” dell’omonimo libro che riscosse tanto successo nel 2006. L’obiettivo è farli diventare consumatori consapevoli. Tutto parte dalla visita di Pollan a un’azienda di 6 mila ettari (!!!) che produceva patate nella Magic Valley dell’Idaho. Qui i campi vengono irrorati con sostanze chimiche letali per l’uomo al punto che i pochi contadini impegnati nella coltivazione non possono accedere ai campi nei cinque giorni successivi ai trattamenti; una volte raccolte poi, le patate devono essere lasciate per sei mesi nei capannoni per far sì che i pesticidi assorbiti svaniscano. Impressionante davvero.
Ancor più sconvolgente è la scoperta di come vengono allevati vitelli: strappati a pochi mesi dalle madri, nutriti a mais (loro che sono erbivori) e antibiotici (si ammalano perché non mangiano secondo natura e perché sono tenuti in condizioni igieniche tremende) ammassati in recinti pavimentati di escrementi nel Kansas. Pollan arriva al punto da acquistare un manzo e seguirne la tragica filiera.
Pagina dopo pagina si scopre che la maggior parte del cibo che mangiamo è mais sotto varie forme più o meno evidenti; che il cibo biologico coltivato su larga scala rappresenta un passo in avanti, ma non è certo sostenibile; che la strada da seguire è quella del cibo locale, che noi possiamo coltivare il nostro cibo, anche andare a cacciarlo e raccoglierlo (almeno Pollan lo ha fatto). Il pasto perfetto insomma è possibile.
Ritrovare il gusto del cibo è possibile. Per riuscirci acquistare la consapevolezza di quel che facciamo è indispensabile. Pollan si rivolge ai giovani, al nostro futuro. Sono loro che possono cambiare le regole del mercato. Possono diventare vegetariani, vegani (e dopo aver letto alcune crude pagine se ne sente il bisogno) o rimanere onnivori. Comunque sia è il buonsenso che deve guidarci.
Nicoletta
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