Ecologia e capelli

giu 06, 10 Ecologia e capelli

L’altra sera ero invitata a un evento al Teatro Franco Parenti a Milano. Osservando la platea, il mio sguardo è stato catturato dalle varie chiome: non avevo mai visto così tante persone con capelli bianchi. Ma l’atmosfera non era da casa di riposo, perché i volti ai quali appartenevano i capelli erano giovanili, di uomini e donne intorno ai 50 anni o comunque, se più in là con gli anni, affatto “anziani”. Un esempio? Rosita Missoni.

Nel corso della serata ho capito che la platea era composta da persone legate a Dina, una pettinatrice di Milano con un rapporto con le chiome in senso lato molto diverso da quello dei suoi colleghi. Un rapporto via via chiaritosi anche ai profani come me durante la presentazione del libro scritto da Dina e che racconta la sua storia e come abbia messo a punto particolari tecniche per trattare i capelli. Una presentazione dove più volte sono stati citati sia Rudolf Steiner sia l’Antroposofia di cui lo scienziato-filosofo è il padre. In pratica, Dina rappresenta nel mondo dei parrucchieri quello che nel mondo dell’alimentazione sono gli agricoltori biodinamici. Ha cioè applicato alcun principi del metodo biodinamico all’arte di occuparsi del cuoio cappelluto. Ecco dunque perché Dina non fa permanenti, non applica tinture e non usa prodotti chimici. Inoltre taglia le punte dei capelli lunghi solo in certi periodi della luna, perché questo influisce sulla rapidità della crescita. Il suo concetto di bellezza riguardo i capelli è strettamente legato allo stato di salute e benessere in cui si trovano, piuttosto che al loro colore o all’essere lisci o mossi.
Il pensiero che sta alla base del suo modo di lavorare è considerare i capelli come un “organismo” a se stante cui lasciar seguire il naturale percorso, e non come un “qualcosa” da esibire per sembrare più belli e che, di conseguenza, con il passare degli anni per la perdita di lucentezza e colore, causa stress o addirittura di vergogna quando la tinta non fa il suo dovere.
Shampoo antiforfora, gel, lacche, colori per tinte alla moda, trattamenti chimici per imitare i colpi di sole naturali e per  cambiare la struttura naturale dei capelli sono, secondo Dina, espressione del “consumismo di massa”. In pratica ognuno di noi bada meno alla qualità e al benessere della propria capigliatura e si immedesima nel marchio o nel look del momento.  Mentre l’intento èdi questa hair stylist sui generis è “affrontare e capire il significato dei capelli e i principi che ne regolano la salute e la bellezza…”

Insomma, come nell’alimentazione e nell’abbigliamento così anche in questo caso si tratta di fare una scelta: prodotti industriali legati al consumismo di massa o ricerca di soluzioni individuali per  mettere in evidenza l’essenza della bellezza, quella legata al benessere e alla salute.

Per approfondire l’argomento si sonsiglia la lettura del divertente e illuminante libro di Dina Azzolini Per amore dei capelli (B.C.Dalai editore).

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