E’ uscito il libro Ecoshopping
Martedì, 3 giugno, la prima presentazione, a Milano, del nostro nuovo libro Ecoshopping – Idee, indirizzi, siti per fare acquisti senza trascurare ambiente, salute e…portafoglio. Giovedì, 19 giugno, la seconda presentazione, a Modena, in occasione del Congresso Mondiale IFOAM dell’Agricoltura Biologica (ore 11.30 nel Parco Novi sad).
Luogo della presentazione a Milano era il negozio Patagonia in corso Garibaldi a Milano. Una scelta per niente casuale: Patagonia infatti è presente nel libro. Dietro il noto marchio per abbigliamento sportivo si nasconde un’azienda molto attenta all’ambiente.
I capi Patagonia sono realizzati con filati come cotone organico, canapa e poliester ricavato da bottiglie di plastica riciclata; tutte le lavorazione avvengono con procedimenti rispettosi dell’ambiente (p.e. ridotto consumo di acqua ed energia). Inoltre Patagonia sovvenziona regolarmente attività che contribuiscono alla diffusione della sensibilità ambientale (come speriamo succeda con il nostro libro). Insomma, è una bella realtà che mette insieme prodotti di altissima qualità riguardo l’estetica, l’ecologia, la vestibilità e la duratura. Nel libro Ecoshopping abbiamo dato spazio proprio a questo tipo di aziende, negozi e siti.
Alla presentazione sono intervenuti alcuni produttori eco per raccontare la loro “avventura aziendale“: Beb Ecò di Monza che ha iniziato una linea di vestitini con filati certificati in seguito a richieste di genitori disperati per le dermatiti dei loro piccoli; Color Naturae, un marchio di maglieria elegante in filati eco, tinti con colori vegetali; Fitocose, un’azienda di cosmetica che usa materie prime vegetali provenienti da agricoltura biologica; Ecotoys che produce mattoncini colorati in cellulosa di mais (Happy Mais) e che presto lancerà sul mercato altri giocattoli compostabili. Inoltre una rappresentante dei supermercati NaturaSì ha illustrato come il negozio di Brescia ha aperto al settore non-food, in via sperimentale.
Dato che politici, economisti e di conseguenza anche buona parte della stampa ci definisce ormai “consumatori” e non più “cittadini”, avvaliamoci del nostro potere: diamo i nostri soldi ad aziende che guardano al futuro e che tengono in considerazione l’uomo, l’ambiente e gli animali. Finché la società si definisce attraverso il consumo, compiamo un atto politico ogni volta che tiriamo fuori la carta di credito o il portafoglio.
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