E’ boom di cosmesi per i più piccoli

set 08, 08 E’ boom di cosmesi per i più piccoli

E’ sempre più ampia la scelta di prodotti per la cura e la pulizia dei bambini che portano la certificazione ecologica. Giusto per dare un’idea del fenomeno, ecco qualche numero: nel 2006 sul mercato italiani erano presenti 33 cosmetici e detergenti per la prima infanzia con certificazione Icea, nel 2007 se ne contavano già 60!
Appena una decina di anni fa la situazione era completamente diversa. A parte le creme per curare arrossamenti e gli olii per il bagnetto e il massaggio a marchio Weleda, con certificazione Demeter (di ottima qualità) non si trovava praticamente niente. A testimoniare com’è cambiata la situazione negli ultimi anni, basta andare al Sana, il Salone Internazionale del Naturale, che è in programma a Bologna dall’ 11 al 14 settembre: le aziende espositrici specializzate in questo tipo di prodotto saranno molto numerose. Bene che questi prodotti siano sempre più presenti e numerosi. Ma come abbiamo già scritto nel nostro libro Ecoshopping: l’acqua pura è il mezzo più ecologico e meno irritante, e quasi sempre è sufficiente per la pulizia della pelle dei più piccoli, visto che si usa far loro un bagnetto ogni giorno. Creme e olii sono necessari più che altro per calmare la pelle arrossata.
Ecco un testo informativo divulgato dagli organizzatori del Sana che parla proprio della presenza di cosmetici per i bambini al Salone:

“I bio-ecocosmetici sono realizzati con prodotti da agricoltura biologica, senza quindi l’impiego di Ogm (organismi geneticamente modificati) e altre sostanze chimiche di sintesi e di derivati di origine petrolifera. E in più rispettano l’ambiente. Queste proprietà sono garantite dal marchio Icea (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale), il principale organismo di controllo del biologico in Italia e il primo ad essersi rivolto ai prodotti di bellezza, presente alla manifestazione fieristica con un proprio stand (B37 e C38, pad. 26), dove si potranno trovare anche i prodotti “bio” per i più piccoli di aziende italiane tra cui Farmaderbe, Flora, Pilogen Carezza. Tra i prodotti certificati i più numerosi quelli per il bagnetto (27% del totale): bagnoschiuma, latte e olio detergente, sapone, shampoo che detergono con la massima delicatezza il corpo, il viso e i capelli dei neonati e dei bambini, nel pieno rispetto della pelle; inoltre la formulazione a pH neutro isolacrimale non irrita gli occhi. Seguono le creme lenitive, nutrienti, protettive, ovvero i prodotti per il cambio (16%) che si caratterizzano per il fatto di essere altamente idratanti e ricchi di estratti e olii vegetali biologici purissimi, rinfrescanti e anti-arrossamento: rappresentano l’ideale complemento per contrastare tutti i fenomeni irritativi senza ostacolare la normale traspirazione, favorendo i processi riparativi. Numerosi anche gli olii per i massaggi (13%), le salviette detergenti (10%) e i solari (10%), il talco liquido (8%), i dentifrici (7%), i prodotti idratanti (5%) e altri prodotti vari: balsamici, all’amido di riso, contro i pidocchi (4%).”

Oltre i prodotti cosmetici va ricordato l’importanza di scegliere vestitini realizzati in fibre bio e antiallergenici e di usare detergenti ecologiche per pulire le superfici che vengono toccate dai piccoli. La loro pelle è sottile e fa poca barriera contro i prodotti con i quali viene in contatto.

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3 Commenti

  1. chiara /

    E’ vero che l’ ecobiocosmesi dei piccoli è aumentata a dismisura negli ultimi anni ma non è altrettanto vero che si tratta sempre di prodotti così incredibilmente buoni come si vorrebbe a volte far credere.Purtroppo infatti non esiste un disciplinare a livello europeo a cui gli enti certificatori debbano attenersi prima di rilasciare la certificazione di ecobiocosmesi e così ognuno si crea un disciplinare proprio..quindi il consumatore non ha una vera tutela perchè non esiste una legge che obblighi ad esempio ad avere un minimo di ingredienti biologici pari o superiori al 95% del prodotto finito, come per il settore alimentare; così ad esempio se un’azienda in una formulazione che prevede un mix di 10 ingredienti ne usa solo uno in una prcentuale del 15% può comunque scrivere ecobiocosmesi e questo mi sembra poco trasparente.
    Di enti certificatori ce ne sono diversi, qualcuno è molto scrupoloso, altri sono più permissivi.Interessante è vedere i disciplinari a confronto per capire un po’ di più e poi indiscutibilmente imparare a leggere le etichette.Gli ingredienti provenienti da agricoltura biologica solitamente sono contrassegnati da un asterisco e le percentuali sono in ordine decrescente, quindi non sarà difficile capire almeno indicativamente quanti ingredienti bio sono stati usati.
    Per chi volesse maggiori informazioni nel numero di settembre di l’erborista sono stati pubblicati alcuni tra i disciplinari di ecobiocosmesi, anche se manca quello dell’ente secondo me più rigoroso e scrupoloso..peccato.. a proposito di AIAB scrivono a fianco del livello di certificazione 1, quindi presumo abbiano solo un tipo di certficazione,e poi scrivono “indipendente dalla % di bio al netto di acqua”..quindi??mi auguro di aver mal interpretato quello che hanno pubblicato altrimenti ci sarebbe da chiedersi come faccia un prodotto ad essere certificato come ecobio se di bio non ha nulla.Per cortesia chiedo a qualcuno che magari conosce questo disciplinare di spiegarmi perchè non vorrei farmi un’idea sbagliata..il ccpb prevede almeno un 70% di ingredienti bio e bioagricert il 95%, anche se qui mettono sullo stesso livello ingredienti bio e naturali. Nello stesso articolo scrivono che a giugno 2008 ben 117 aziende erano certificate con AIAB, 9 con CCPB e 10 con BIOAGRICERT, gran bella differenza di numeri…
    Ognuno tragga le proprie conclusioni da tutto questo discorso ma soprattutto impari a leggere le etichette.

  2. NicPen /

    Chiara ciao!
    Le tue rifklessioni sono molto interessanti. Una domanda: qual è l’ente che ha il disciplinare più rigoriso secondo te?
    Io ho avuto modo di consultare anche quelli di Coconat e Demeter. A mio parere è quest’ultimo che ha il disciplinare più restrittivo e infatti pochisime aziende riescono ad ottenere la certificazione Demeter.
    Comunque anche i farncesi di Ecocert sono rigorosi e quelli tedeschi di BDIH (Bund Deutscher Industrie und Handelsunternehmen). Ormai esistono diversi prodotti in Italia con queste certificazioni.
    Comunque, dalle ultime informazioni avute dal responsabile Aiab del settore cosmetico a livello internazionale pare che si stia studiando un disciplinare europeo comune.
    Certi che gli interessi in gioco, dato che il mercato seppur di nicchia, è in espanzsione, sono molti. Il mio consiglio, come io e la collega Rita Imwinkelried scriviamo nel nostro EcoShopping (Sperling & Kupfer) è di leggere sempre le etichette prima di fare acquisti.
    le aziende serie non mancano.

  3. chiara /

    ciao quando sono stata a Sana ho conosciuto uno dei responsabili di Socert e da quello che mi ha spiegato il loro disciplinare per ecobiocosmesi è tra i più rigidi, sarebbe interessante se vi permettesse di pubblicarlo, magari confrontandolo con gli altri.Demeter, da quello che mi risulta, certifica l’origine biodinamica delle piante usate ma non il prodotto finale, mentre Coconat non è un ente certificatore, ma solo un marchio di qualità.BDIH e ECOCERT sono buoni, o almeno lo credevo, poi sempre leggendo l’articolo de l’erborista ho scoperto che basta avere un minimo del 5 o del 10% nel caso di ecocert e nessuna percentuale nel caso di BDIH di materia prima biologica per avere la certificazione e allora mi cominciano a sorgere dei dubbi.Il migliore mi sembrerebbe il SOIL inglese che esige un minimo del 95% oppure dal 70 al 90% in base ai livelli di certificazione.Io continuo a dire che dovrebbero portare questa percentuale al 95% come nell’alimentazione, ma così facendo forse nessuna azienda si certificherebbe più, o almeno sarebbero poche.Certo è che dopo aver letto i disciplinari pubblicati non comprerò più prodotti certificati aiab o icea perchè mi sembrano poco seri, preferirò invece quelli a marchio sol, socert o ccpb oppure quelli fatti in casa da me!! buona giornata

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