Essere sostenibili

Scegliere le creme solari

Ogni anno, prima dell’arrivo dell’estate, milioni di confezioni di prodotti solari ed abbronzanti vengono esposte sugli scaffali della grande distribuzione. Sulle confezioni é possibile trovare una miriade di informazioni diverse e totalmente opposte che creano quindi confusione. Ecco quindi una piccola guida fornita dall’autore di Bioecomen.
Le creme solari servono a proteggere la pelle dai raggi del sole, a non scottarsi ed a prevenire i classici rossori, bruciori e scottature classiche causate da una prolungata esposizione al sole.Creme solari sulle sdraioNormalmente le creme protettive si distinguono imediatamente in base al fattore di protezione: SPF (Sun protection factor: fattore di protezione solare) che indica la durata di esposizione al sole permessa dalla crema utilizzata. Per fare un esempio, se ci si scotterebbe in 60 minuti senza protezione, usando una crema con SPF 30 si potrebbe rimanere al sole senza problemi per ben 30 ore.

Veniamo ora agli ingredienti. Quelli che caratterizzano creme e lozioni solari si chiamano Filtri solari.
I filtri solari sono delle sostanze (sia naturali che chimiche) che riflettono o assorbono la luce del sole e non le permettono di attraversare la barriera protettiva e raggiungere l’epidermide.

I filtri si dividono in chimici e fisici. I filtri solari chimici sono sostanze chimiche generalmente derivate dal petrolio. La loro struttura è molto complessa. Riescono ad assorbire i raggi del sole, ma allo stesso tempo creano un surriscaldamento dell’epidermide dovuto allo smaltimento del calore che questi filtri provocano. Vengono usati come ingredienti nelle creme solari per via del loro basso costo, essendo prodotti in laboratorio, e per la loro peculiarità di essere trasparenti, non visibili e quindi anche anti-estetici.

La complessa composizione di queste sostanze fa si che la pelle diventi reattiva al trattamento e ci sono moltissime probabilità che la reattività sfoci in allergia e problemi cutanei più o meno gravi. Alcuni di questi sono sospettati di interferire con l’attività di alcuni estrogeni.

I filtri chimici a loro volta sono suddivisi in filtri per gli UV-A e filtri per gli UV-B, questo ci fa capire quante sostanze vengono usate per la composizione di una crema solare e quanti rischi di allergie e problemi a cui possiamo andare incontro.
Sono comunemente usati i seguenti composti e sono quindi da evitare:
Ethylhexyl Salycilate
Diethylhexyl Butamido Triazone
Butyl Methoxydibenzoylmethane
4-Methylbenzyliden Camphor (4-MBC)
Benzophenone-3(Bp-3)
Octyldimethyl-PABA (OD-PABA)
Ethylhexyl Triazone
Ecc.

I Filtri solari fisici sono sostanze sicuramente più naturali e sono generalmente usati in cosmetica:

* Zinc oxide ( ossido di zinco)
* Talc (talco)
* Titanium dioxide( Diossido di titanio)

Queste sostanze hanno la peculiarità di riflettere indifferentemente i raggi del sole senza che questi possano raggiungere l’epidermide.
Il loro effetto specchio fa si che i raggi vengano respinti del tutto e non assorbiti e quindi non causa il surriscaldamento dell’epidermide.
Sono più sicuri dei filtri chimici per via della loro composizione estremamente più semplice e quindi molto più tollerati dalla pelle.
Il loro più grande difetto sta nel fatto che lasciano una patina generalmente bianca sulla pelle, senza la possibilità di essere assorbiti. Questa caratteristica ne ha determinato la scelta dei produttori da questi ai loro “cugini” chimici per via della loro trasparenza sulla pelle.
Altra differenza sta nel fatto che più ne vengono spalmati sulla pelle e piu donano protezione essendo più concentrati, al contrario dei filtri chimici che hanno circa lo stesso livello di protezione indipendentemente dal dosaggio.

Questi filtri sono da preferire sicuramente ai filtri chimici, e sono gli unici filtri ad essere usati nei prodotto Bio-ecologici e quindi certificati dall’eco cosmesi Aiab Icea, da Ecocert, da BDIH.

Oltre ai suddetti filtri, le creme solari hanno al loro interno altre sostanze carratterizzanti che ne determinano le proprietà cosmetiche.
Le creme che vengono vendute come resistenti all’acqua, sono generalmente prodotti composti con oli minerali e petrolati. I più comuni e rintracciabili negli ingredienti dei prodotti sono:
Paraffinum liquidum
Petrolatum
Vaseline
Mineral oil

Scegliere le creme solari Queste sostanze sono derivate dal petrolio e sono proibite dalla certificazone eco-bio in quanto hanno vari effetti negativi sulla pelle, oltre ad essere difficilmente biodegradabili in natura. La loro propietà è di essere resistenti all’acqua e quindi ottimi nelle creme per bagnanti e sportivi in quanto non necessitano di spalmarsi sempre crema. I loro effetti dannosi vanno dalla loro cancerogenicità se impuri, al loro essere comedogenici e quindi tappano i pori della pelle impedendole di respirare, causando eruzioni cutanee ed altri inestetismi..

Altri ingredienti da evitare nei prodotti solari sono i Siliconi.
Queste sostanze garantiscono una perfetta spalmabilità e un effetto liscio-finto sulla pelle. Alcuni di questi sono addirittura classificati come cancerogeni e mutageni sugli animali da laboratorio.
Possiamo trovarli negli ingredienti come :
Dimethicone
Ciclomethicone
Dimethiconolo
e molti altri ingredienti che finiscono con One

Consigli utili in generale. Primo, non esporsi al sole nelle ore più calde (11-15) per evitare di prendere troppo sole con evidenti conseguenze sulla pelle dato che anche le migliori creme solari non garantiscono una protezione al 100%. I danni, tra l’altro, si riscontrano con l’andare degli anni con caduta della pelle e macchia cutanee, oltre all’insorgenza di tumori e altri problemi.

Che fare allora? Cerchiamo sempre di informarci il più possibile ed evitare prodotti dannosi e magari boicottare marchi che vendono senza scrupoli prodotti che creano problemi pensando solamente ai profitti e non alla salute del cliente.
Una buona regola è di scegliere cosmetici certificati Eco-Bio da enti come AIAB – ICEA che ne controllano gli ingredienti in base a loro lavore tossico-etico-ambientale oltre a Ecocert, BDIH vanno molto bene.

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