Sugli sci a impatto zero
Passo pattinato, passo alternato, passo spinta: lo sci da fondo, tra gli sport invernali è senza dubbi il più sostenibile. Ci si sposta sulla neve, tra i binari o fuori, ottimizzando la spinta di gambe e braccia. Impatto ambientale zero e, una volta acquistati (o noleggiati) sci e bastoncini, costi quasi nulli: da zero a 8 euro per il giornaliero a seconda delle località. In Italia i km di piste sono oltre 6mila in 334 località.
Il “carosello” più organizzato, oltre che il più grande d’Europa, è il Dolomiti Nordic Ski che vanta 12 comprensori dalla regione austriaca dell’Ostirol alle provincia di Bolzano, da quella di Belluno a quella di Udine con Forni di Sopra. In totale 1300 chilometri di piste tutte mappate e disponibili sui Gps portatili. Quest’anno è possibile acquistare persino una “mobile card” a 29 euro la settimana, per accedere alle piste di fondo e muoversi liberamente con i mezzi pubblici delle vallate interessate lasciando parcheggiata l’auto.
Collegato al circuito dolomitico c’è poi l’altopiano di Asiago con i suoi 500 chilometri di percorsi.
Altre mete? In Piemonte, Pragelato, già sede delle prove olimpiche, con una trentina di chilometri di piste; in Lombardia, con altrettanti chilometri, c’è Livigno dove non si spende nulla ed è possibile sciare anche la sera grazie ad un anello illuminato. In Molise c’è Capracotta con la sua decina di chilometri (5 impegnativi) e in Sicilia, sul versante Nord dell’Etna, sono stati messi a punto quattro piste, per un totale di 12 km, a Linguaglossa.
Per gli esterofili infine, c’è l’Engadina che offre una rete di circa 200 km di tracciati tra cui il più spettacolare è quello che costeggia il lago di St. Moritz. Mentre con un unico skipass si scia tra Val Venosta in Alto Adige, Austria e Svizzera con piste dai 900 ai 1900 metri d’altitudine.
Roby
Articoli collegati:

Ultimi commenti