Riccardo Carnovalini, ecoviaggiatore
Professione ecoviaggiatore. E fotografo.Da più di trent’anni. E’ questo in sintesi l’identikit di Riccardo Carnovalini che, camminando in lungo e in largo, ha avuto l’opportunità di vedere e scoprire un’Italia unica.
Paesaggi di ieri e di oggi, paesaggi scomparsi e paesaggi che rischiano di scomparire. Ma anche scenari da sogno protetti e salvaguardati.
Cosa l’ha spinta a diventare ecoviaggiatore?
Il motore di tutto è stata la curiosità, la voglia di conoscere cosa c’è “oltre”, unita alla passione per la natura e per il territorio, soprattutto quello italiano. Provo amarezza per la mancanza di curiosità da parte dei cittadini verso i paesaggi delle proprie terre e quindi, con il mio lavoro, cerco di suscitarla.
Come sono cambiati il territorio italiano e i suoi abitanti?
In Italia ciò che l’uomo non ha toccato si è “salvato”. Le coste sono state molto compromesse. A seguito di edificazioni selvagge soffrono di erosione e si accorciano sempre più. Un esempio eclatante è la Liguria. Anche l’abbandono e lo spopolamento della campagna e della montagna hanno determinato problemi ambientali. A differenza degli anni 90, oggi però c’è un maggiore interesse verso il territorio, come del resto si era verificato negli anni 80 con la nascita di alcune associazioni ambientaliste.
Quali comportamenti adotta per contribuire alla salvaguardia della natura?
Mi sposto a piedi o in bicicletta, anche per andare a fare la spesa. E in casa uso ogni risorsa con consapevolezza e parsimonia, sia che si tratti di acqua o di energia elettrica.
Qual è il suo itinerario preferito?
E’ come chiedere a una madre di scegliere fra i suoi figli…Ogni viaggio è come una creatura: unica e meravigliosa. Nasce studiando il percorso a tavolino nei minimi dettagli e quindi si parte! Spesso le aspettative non corrispondono alla realtà, ma questo non è negativo perché si scopre sempre qualcosa di nuovo.
Come è possibile trasformare la passione per la natura in lavoro?
Bisogna accumulare competenze e diversificare. All’inizio facevo soltanto il fotografo naturalista, poi ho cominciato anche a scrivere articoli e libri; in seguito sono diventato anche guida ambientale escursionistica. Esistono inoltre concorsi per diventare guardiaparco e per prepararsi, acquisire una formazione scientifica/forestale aiuta di sicuro. Infine, alcuni progetti di tutela ambientale sono finanziati da enti e associazioni e quindi si viene pagati per realizzarli. Un esempio? Camminamare un progetto per portare la gente a camminare nel triangolo Genova-Milano-Torino.
Qualche consiglio per chi ama camminare come lei?
“Pensa e organizza il TUO viaggio! Il cammino deve produrre un cortocircuito: bisogna generare curiosità in chi ti vede, magari, in posti insoliti dove in genere nessuno arriva camminando, magari lungo i fiumi. Meglio incominciare dal proprio territorio e poi allargare il raggio d’azione.
Silvia
Non ci sono articoli collegati.


Ultimi commenti