Mobili riciclati: la nuova vita dei Re-tavoli

Il quartiere Isola, in zona Porta Garibaldi, a Milano, è stata la sede, nei giorni del Salone internazionale del Mobile, del progetto Distretto Isola Design 2011. Parole d’ordine: design ed ecologia. Artigiani e commercianti del quartiere hanno infatti aperto le porte dei propri laboratori ed per mostrare le loro creazioni, tutte realizzate nel segno della sostenibilità ambientale.
Da NVK, studio di architettura e design in via Carmagnola, sono stati presentati mobili e complementi d’arredo realizzati secondo la filosofia dello Slowdesign, così battezzata dalla designer Natasha Van Kleef: no allo spreco, riduzione degli inquinanti nel processo produttivo, tracciabilità dei materiali.
Un esempio? La linea Sustain, certificata eco-friendly in legno certificato FSC (Forest Stewardship Council) proveniente cioè foreste gestite secondo standard riconosciuti a livello internazionale. Ideati per ridurre gli ingombri domestici, tavoli e sedie dispongono di ampi vani e cassettoni per riporre bottiglie, sacchetti e tutto ilo necessario per la raccolta differenziata.
E poi i Re-tavoli, tavoli recuperati e messi a nuovo attraverso un semplice processo che prevede l’uso di resine naturali. Brillanti e colorate, queste sostanze atossiche donano loro nuovo aspetto e nuova “vita”. Questi oggetti, assemblati con gambe e piani d’appoggio di differente provenienza, sono quindi pezzi unici, adatti a soddisfare diverse esigenze di arredo: scrivania per lo studio,  piano gioco per bambini, tavola per la sala da pranzo. I prezzi variano a seconda delle dimensioni e del tipo di finitura, da momento che si tratta di oggetti di riuso.

A pochi passi dallo studio NVK si trova lo show-room ENNE14 dell’architetto Nadia Ruocco: uno spazio espositivo che è anche abitazione, dove la proprietaria espone mobili provenienti da diversi Paesi. Tra questi, spiccano una serie di lampade bianche, traforate secondo motivi curvilinei. Sono in terra semi-refrattaria bianca e realizzate senza impiego di coloranti o lacche dall’artista italiana Donatella Palumbo. All’interno delle applique è inserita una lampadina a basso consumo: grazie ai motivi traforati, la luce emanata crea magnifici giochi sulle pareti circostanti. “Durante il processo di creazione avanza spesso del materiale, non riutilizzabile per le stesse lampade” ha spiegato l’architetto. “Così, gli scarti vengono riciclati per dar forma ad originali monili, poi rifiniti con tinture naturali e scampoli di stoffa”.
I prezzi delle lampade vanno dai 130 ai 160 euro, mentre i bijou vanno da 18 euro per gli orecchini, e 48 per le collane.

E per chi non fosse riuscito a passare all’Isola durante il Fuorisalone? Nessun problema, artigiani e designer continuano a lavorare e ad aprire le loro botteghe al pubblico tutto l’anno. Il progetto Green Island prosegue infatti tutto l’anno. Con interventi e installazioni permanenti come  il muro verde realizzato dal fotografo Paul Clemence o il primo “Giardino di erbe spontanee” creato a Milano da Claudia Zanfi sul cavalcavia della stazione per valorizzare la biodiversità dell’area.

Rossella Bulla