Eco fashion a Milano

set 28, 11 Eco fashion a Milano

Moda ed ecologia non si escludono per forza, come ha sostenuto più volte, con una punta di rammarico, Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia. Nel settore dell’arte culinaria per esempio è avvenuto un cambiamento inaspettato e radicale: solo 20 anni fa a qualsiasi chef sarebbe venuta la pelle d’oca alla proposta di sostituire il fegato di anatra o i teneri petti di pollo gonfiati dagli ormoniRUBERlabcon prodotti di cascine che allevavano con i tradizionali sistemi “ruspanti”. Oggi invece l’Accademia Internazionale di Alta Cucina di Spoleto offre corsi di cucina biologica e in tutta l’Italia sono all’opera dei chef che usano prodotti e ricette compatibili con l’ecologia, a km0 e di stagione.

Così ci auguriamo che anche nella moda prima o poi l’idea di legare l’estetica alla buona qualità ambientale si diffonda. All’evento-mostra So critical so fashion, tenutosi durante la settimana della Moda Milanese nel Palazzo del Ghiaccio, 39 stilisti hanno presentato le loro collezioni “alternative”. Cosa significa alternativo nel sistema moda? Gli stilisti hanno raccontato sostanzialmente tre criteri principali che seguono: la loro moda non è fast, quindi non realizzano capi che si buttano dopo una stagione. Utilizzano tessuti provenienti dagli enormi stock giacenti nei magazzini delle aziende tessili e che rischiano la distruzione senza essere mai stati usati. Quando le stoffe non vengono da stock, sono tessuti con filati ecologici tinti con procedure pulite.

Ecologina, Riciclabo e RUBERlab sono tre nuovi brand sviluppati da tre stiliste giovani e molto determinate. Le prime due creano capi fashion con tessuti e abbigliamenti (di alta qualità) acquistati nei magazzini delle aziende produttrici, con lavorazione molto curata. RUBERlab invece è un nuovo marchio di capi realizzati in tessuti tinti con colori al 100% vegetali. La stilista ha presentata la sua prima collezione che si distingue per la sua linea molto femminile.

Rita  

 

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