Una tassa sulle bibite, in Francia però
Tasse, gabelle, imposte più o meno occulte. In questo periodo in Italia si continua a recitare lo stesso copione di sempre. Ancora una volta chi è al governo cerca di far cassa in tutti i modi possibili colpendo chi le tasse le paga già senza prelevare dai grandi patrimoni e senza proporre soluzioni vere e risolutive. Eppure chiunque dotato i semplice buonsenso le conosce queste soluzioni. Solo che spesso vanno contro gli interessi dei poteri economici e politici e quindi queste strade non si percorrono. Al massimo si butta un po’ di fumo negli occhi riducendo qualche benefit ai politici, tassando qualche elicottero e altre robette ridicole.
Chi invece ha preso una decisione importante e significativa per noi che ci occupiamo di salute, è stato il Parlamento francese che, il 21 ottobre scorso, ha approvato una tassa sulle bibite che porterà ben 240 milioni di euro di entrate nel 2012. Denaro che andrà a coprire, al 50 per cento, i costi sociali dell’obesità. Queste sono le decisioni che vanno plaudite. Colpire chi propone sul mercato prodotti che danneggiano la salute da un lato e colpire chi li compra dall’altro.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità non dovremmo consumare più del 10 per cento delle calorie giornaliere totali in zuccheri semplici. In pratica, non più di 40-50 grammi di zuccheri semplici al giorno. Ma la maggior parte della popolazione ne assume oltre il 20 per cento. Tra l’altro circa la metà bevendo bibite. “In una lattina di bevanda zuccherata da 33 centilitri ci sono già circa 40 grammi di zucchero” spiega Anna Villarini in Scegli ciò che mangi (Sperling & Kupfer). Questo significa che se beviamo una lattina di una qualsiasi bevanda zuccherata abbiamo già consumato la nostra dose giornaliera e quindi non ci possiamo più permettere di mangiare frutta o qualsiasi altro alimento che contenga zucchero”. E’ evidente che le multinazionali stiamo facendo (negli Usa) forti pressioni sull’OMS per portare il limite di calorie giornaliere dal 10 al 25 per cento…
“Purtroppo l’eccessivo consumo di zucchero non promuove solo il sovrappeso e l’obesità nel bambino e nell’adulto, ma anche una serie di malattie cronico-degenerative correlate al consumo abituale di bibite” continua Villarini. “Come le malattie cardiovascolari, il diabete, alcuni tipi di tumori,demenze senili e altro”
Ben venga dunque la tassa sulle bibite. E tante altre tasse si potrebbero applicare. Il nuovo ministro della salute italiano, Renato Balduzzi, non ha che da copiare e da chiedere a chi ha a cuore veramente ilo benessere degli italiani e non gli interessi delle multinazionali.
Nicoletta
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