Carne e carburante contro la foresta amazzonica
Da molti anni Greenpeace e altre organizazzioni ambientaliste stanno lottando contro il commercio di legname proveniente dalle foreste millenarie. Sono stati fatti molti progressi, l’opinione pubblica è discretamente sensibilizzata sull’argomento. Ma come alla Medusa della mitologia greca, tagliata la testa ne nasce non una di nuove, ma il numero raddoppiato. Infatti, il ministro dell’Ambiente del Brasile, Marina Silva, figlia della foresta, ha dato le dimissioni perché si sente completamente impotente. Si è resa conto di essere una specie di Don Quichotte dove i mulini del vento non sono più costituite solo dalla lobby dell’industria del legno, ma ancora di più dal business del biocarburante (perché poi “bio”carburante? mi sembra un’offesa) e della carne (allevatori di bovini). Quindi ormai sono le auto e la richiesta di carne i fattori che portano alla distruzione della foresta amazzonica. Quindi la libertà di girare in macchina e la disponibilità completa di bistecche e roast-beef contro la foresta con la sua bellissima flora e fauna.
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