Torino: museo dei frutti dimenticati
A Torino c’è un Museo della frutta davvero speciale. Me ne aveva parlato un amico appassionato di specie antiche e biodiversità e quando ho avuto occasione di andare nel capoluogo piemontese me ne sono ricordata e sono andata a visitarlo. Bene, è stata un’autentica rivelazione!
Il Museo della frutta “Fratesco Garnier Valletti” si trova in un’ala del Palazzo degli Istituti anatomici accanto al Museo di antropologia criminale “Cesare Lombroso” , lasciata libera dalla facoltà di Agraria e mette in mostra oltre un migliaio di “frutti artificiali plastici” modellati da Francesco Garnier Valletti a fine Ottocento. Vederli, allineati con cura nei cinque armadi vetrati costruiti appositamente, riempie di stupore. Sono così belli, colorati, ben conservati che mettono quasi voglia di allungare la mano e assaggiarli…
Ci sono 56 varietà di albicocche, 9 di fichi, 295 (proprio così 295) di mele, 501 ( sì, avete letto bene, 501) di pere, 98 di pesche, 70 di susine, 6 di pesche noci, 20 di prugne, 44 di uva, qualche mela cotogna e melograno e ancora ciliegie, fragole, mandarini, aranci, limoni. E anche se l’esposizione è dedicata alla frutta, non mancano poi gli ortaggi: 50 varietà di patate, alcuni esemplari di rapa, barbabietola, carota, pastinaca. L’apoteosi della biodiversità!
Ragion per cui, girando di scaffale in scaffale, viene spontaneo chiedersi: ma quante ne esisteranno ancora? Ma che gusto avevano? Ma è possibile oggi trovarne qualche seme, qualche esemplare?
Un pensiero di riconoscenza va dunque a Francesco Garnier Valletti (1808-1889) artista-artigiano-scienziato che, con la speciale tecnica da lui ideata, la ceroplastica, permette oggi a noi, uomini del 2000 di osservare tante varietà ormai scomparse e soprattutto di riflettere su quello che abbiamo fatto e su ciò che potremmo ancora fare per non cancellare definitivamente un grande patrimonio.
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