Test: tempere naturali
L’unica forma di pittura esistente fino XV secolo? La tempera. In seguito venne la pittura a olio. I colori a tempera sono particolarmente apprezzati da disegnatori e illustratori perché coprono le superfici in modo lucido e uniforme come gli acquerelli, ma sono coprenti come la pittura a olio.Vengono fatti utilizzare dai bambini perché meno costosi e “impegnativi” di quelli a olio.
Sono infatti formati da pigmenti mescolati con agglutinanti diversi, come la chiara d’uovo, il latte, la cera, la colla, che li rendono stemperabili in acqua e quindi di uso molto facile, sono sempre diluibili, anche se il pigmento è completamente essiccato. I pigmenti in commercio, come la colla impiegata, possono essere sia naturali sia sintetici.
A Terra Futura, a Firenze, la Spring Color di Castelfidardo (An) ha presentato Biocolore, una tempera naturale prodotta con latte in polvere e pigmenti naturali ricavati da fiori tintori. Gli altri ingredienti, che si possono leggere sulle bustine da 30 grammi sono: carbonati di calcio, margarine, carbossimetilcellulosa, borace, sorbato di potassio, allume di rocca, potassico, acido tartarico. Cercando su wikipedia ho letto che si tratta di additivi alimentari, conservanti, minerale (la borace). Tutti autorizzati dalla Cee, non sono sostanze tossiche. Ragion per cui se qualche piccolo artista si mettesse in bocca le dita sporche di colore non correrebbe alcun rischio…
Anche per questo Spring Color dichiara e sottolinea gli ingredienti. Ed è una delle poche aziende che lo fa.
Al contrario della maggior parte degli altri produttori (come ho avuto modo di verificare cercando gli ingredienti su altre due confezioni di tempere di mio figlio). La confezione in bustine di polvere colorata sono anche pratiche perché permettono di usare solo il quantitativo che serve sciolto in acqua senza temere di seccare il prodotto lasciando aperto troppo a lungo il tappo del classico tubetto. Un’unica brutta sorpresa ho avuto quando ho effettuato il mio test su di una maglietta: avevo capito, leggendo la spiegazione, che i colori si lavavano via facilmente dalle dita, dalle mani, ma anche dai capi di vestiario… Invece non è andata così, la maglietta macchiata di giallo, una volta lavata a mano, non è tornata pulita, ma il giallo si è anche trasformato in una specie di color arancio!
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