Qua la zampa!
In Italia gli animali domestici sono più di 44 milioni. In testa, come numero, ci sono i pesci da acquario (15,8 milioni), seguiti dagli uccelli (12,1), dai gatti (7,4) e dai cani (6,9). Per loro spendiamo oltre 3200 milioni di euro ogni anno di cui ben 1801 milioni per cure veterinarie e più di 1200 milioni per l’acquisto di cibo. Quest’ultimo dato, viene dal Rapporto Assalco 2009 (l’Assalco è l’Associazione nazionale imprese per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia) e riguarda in particolare il cibo per cani e gatti. E poi altre decne di migliaia di euro per medicinali, accessori, toelettatura, pensioni, addestramento, acquisto, etc. Insomma, un business non da poco di cui si parlerà a Zoomark International in calendario a Bologna dal 7 al 10 maggio.
D’altra parte quattrozampe & C. sono diventati parte inscindibile della nostra vita, importanti punti di riferimento cui riversare affetto e attenzioni. Amici fidati che occupano un posto di rilievo nei nostri cuori. Ecco perché, per tutti coloro che hanno avuto un animale o lo hanno, una lettura da fare è “Qua la zampa, dottore!” di Nick Trout (DeAgostini, 16 euro). Il libro racconta una giornata-simbolo delle tante trascorse da un veterinario (l’autore appunto) nella clinica veterinaria Angell Animal Medicl Center di Boston. Sedici racconti in presa diretta. Struggenti, divertenti, appassionati, sconvolgenti, ironici. Tante testimonianze di amore e sofferenza che emozionano e riempiono il cuore.
Un libro che si legge con curiosità dalla prima all’ultima pagina e che a volte induce alla lacrima. Così, almeno, è
capitato a me. Perché mi sono immedesimata in alcuni casi. Perché, da quando ho un cane, la mia vita è cambiata. E non riesco più a immaginarla senza di lei (anche mio marito e mio figlio la pensano come me). La mia è una cucciola meticcia di due anni, si chiama Beryl, dolcissima e bellissima (cuore di “mamma”): snella, pelo di lunghezza media, sopracciglia dorate, zampottoni lunghi. E’ stata male soltanto due volte (un po’ di mal di gola e un’indigestione di frutta: corbezzoli per la precisione) e ha subito un solo intervento, la sterilizzazione. E’ andato tutto benissimo, ma la dose di anestetico (quanto ne ha rigettato in seguito!)l’ha ridotta un cencio e vederla così a terra chiedere aiuti e conforto con quegli occhioni ci ha davvero colpiti nel profondo.
Se si ama si soffre, lo sappiamo. Vale per le persone e ancor più con gli animali così innocenti, generosi e semplici. E’ il minimo voler loro bene e fare di tutto perché stiano bene. E un buon dottore, a volte, fa davvero la differenza.
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