Guida ai “vestiti nuovi”
E’ possibile conciliare estetica ed etica nel proprio guardaroba? Deborah Lucchetti, presidente di Fair-cooperativa sociale e coordinatrice della Campagna Abiti Puliti, ne è convinta. E lo dimostra in “I vestiti del consumatore” (Altreconomia edizioni, 4,5 euro), un libretto di piccolo formato con un centinaio di pagine ricche con do Deborah è aprire gli armadi e guardare bene cosa vi avete accumulato.
Capi firmati? Modelli alla moda? Tessuti sintetici? Stoffe a tinta sgargianti? Pagina dopo pagina si scopre dove vengono prodotti, da chi, in quali condizioni di lavoro. «Oggi sono i Paesi emergenti a produrre la maggior parte delle esportazioni di tessile e di abbigliamento mondiale» scrive Deborah Lucchetti. «Una torta che valeva nel 2008 più di 600 miliardi di dollari». La principale motivazione è il basso costo del lavoro, la seconda è la liberalizzazione il sistema degli scambi internazionali che ha intensificato la competizione e la corsa al ribasso del prezzi.
Pagina dopo pagina si viene a conoscere il ruolo della Grande distribuzione che ha acquisito un forte controllo sulle catene di fornitura, sulla formazione dei prezzi e sulla localizzazione dei siti produttivi. I nomi? L’americana Wal Mart, la francese Carrefour, la britannica Tesco. Pagina dopo pagina si legge del grande business delle merci contraffatte.
«Si valuta che l’incremento della contraffazione nel decennio 1996-2006 sia stato del 1700%» dice la Lucchini. «Con una quota che rappresenta tra il 7 e il 10% del commercio mondiale. Il 70% della contraffazione planetaria proviene dal Sud-est asiatico, Cina in testa, e il 60% viene esportato in Europa. Merci che vengono poi assemblate ed etichettate con i marchi soprattutto in Italia».
Insomma, c’è molto da meditare leggendo il libro. E c’è molto da fare per essere protagonisti. Scegliere abiti puliti, tessuti ecologici, vestiti recuperati è possibile infatti. Dove? Come? In fondo al libro gli indirizzi.
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Il vostro sito mi piace molto ma da quando avete dato l’accesso alla pubblicità di ogni tipo a mio parere perdete un po’ di credibilità sull’etica della vs. missione,
tra l’altro compaiono annunci pseudo erotici circa la possibilità di incontri con donne 23enni con vestiti succinti… per trasmettere messaggi di un certo tipo bisogna davvero crederci e dare l’esempio…. salutoni vanessa
cara Vanessa naturalmente non diamo l’accesso a queste pubblicità assurde…compaiono e scompaiono, non riusciamo a capire bene, almeno per ora, come fare per evitarle! Non ci arriva niente, in termini economici, da queste intrusioni pseudo erotici…
Cara Vanessa, per le campagne pubblicitarie sul nostro blog abbiamo impostato dei parametri che riguardano solo promozioni attinenti agli argomenti trattati. Purtroppo il fornitore non filtra adeguatamente le pubblicità, anche per l’atteggiamento ambiguo degli inserzionisti. Per risolvere il problema, che già si era presentato e per il quale avevamo fatto delle verifiche rivelatesi a questo punto inutili, nei prossimi giorni provvederemo a rimuovere le inserzioni. Cordiali saluti.