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	<title>Essere sostenibili &#187; Stili di vita</title>
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	<description>Fatti, persone e novità per una vita sostenibile</description>
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		<title>Lampadina nostalgica, ma a Led</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 08:26:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I nostalgici della lampadina a incandescenza saranno contenti della nuova proposta a led di Panasonic : l&#8217;azienda giapponese ha appena messo sul mercato una lampadina a led con passo tradizionale E27: il bulbo è in vetro trasparente e la forma simile a quella delle vecchie lampadine a incandescenza.Il prodotto si chiama Led Lamp Nostalgic Clear, la luce che emane è [...]
Non ci sono articoli collegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I nostalgici della lampadina a incandescenza saranno contenti della nuova proposta a led di Panasonic : l&#8217;azienda giapponese ha appena messo sul mercato una lampadina a led con passo tradizionale E27: il bulbo è in vetro trasparente e la forma simile a quella delle vecchie lampadine a incandescenza.<span id="more-7316"></span>Il prodotto si chiama <em>Led Lamp Nostalgic Clear</em>, la luce che emane è calda, ma anche fioca perché i suoi 210 lumen corrispondono ai 20 Watt della vecchia lampadina a incandescenza. Ho avvitato il bulbo di Panasonic nella mia lampada della scrivania e la luce che emana è sufficiente per illuminare l&#8217;ambiente circostante. Non mi sembra però adatta per illuminare ambienti più vasti inserendo il bulbo per esempio in un lampadario a soffitto: i 20 Watt non sono sufficienti.</p>
<p>La lampadina presenta tutti i vantaggi tipici dei led: a differenza di quella a risparmio compact fluorescent (la più diffusa), <strong>si accende all&#8217;istante e</strong> <strong>il risparmio energetico è ottimo</strong>, infatti è classificata nella fasce energetica A. A differenza della maggior parte dei led emana la luce tutt&#8217;intorno e non solo verso il basso. La sua durata viene indicata in 40 mila ore.<a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/20111120013.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7325" title="led lamp nostalgic clear visto da vicino" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/20111120013-272x300.jpg" alt="" width="272" height="300" /></a></p>
<p>Il pregio di questa lampadina è poi il <strong>design</strong>: attraverso il vetro trasparente rimane visibile la risorsa della luce che ha la stessa grafica come quella della lampadina a incandescenza con il filo di andato e di ritorno. Naturalmente nella lampadina led queste componenti hanno una funzione diversa. Infine, il prodotto ha ricevuto<strong> il premio d&#8217;oro “Japan Good Design Award 2011″.</strong></p>
<p><em>Rita</em></p>
<p>Non ci sono articoli collegati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Pedalando da Framura a Levanto</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 05:53:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ciclabile framura levanto]]></category>
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		<description><![CDATA[Una vittoria nella battaglia per il recupero delle ferrovie dismesse. Il 2 luglio, nella riviera ligure di Levante, a due passi dalla Cinqueterre, è stato inaugurato l’ultimo tratto &#8211; fino a Framura &#8211; della ciclo-pedonale che già univa da un anno Levanto a Bonassola. Niente benzina, niente inquinamento, polmoni ossigenati e spiagge dalle acque trasparenti [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Calibri,serif;">Una vittoria nella battaglia per il recupero delle ferrovie dismesse. Il 2 luglio, nella riviera ligure di Levante, a due passi dalla <strong>Cinqueterre</strong>, è stato inaugurato l’ultimo tratto &#8211; fino a Framura &#8211; della <strong>ciclo-pedonale</strong> che già univa da un anno Levanto a Bonassola. <span id="more-7015"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/framura-ok.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7016" title="framura ciclabile" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/framura-ok-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Niente benzina, niente inquinamento, polmoni ossigenati e spiagge dalle acque trasparenti a portata di pedale: partendo da Framura si incontrano infatti <strong>Porto Pidocchio</strong>, spiaggetta deliziosa incassata in una sorta di fiordo, Punta Colonna, scogliera che dà su una cala incontaminata, Pra’ Miché al Paggio.<br />
In un amen si arriva a <strong>Bonassola</strong>, con il suo lido e, dopo un nuovo tratto di tunnel, ecco le rocce di La Francesca, un’altra spiaggetta e i 200 metri finali di ciclabile allo scoperto, prima di raggiungere Levanto e la sua grande spiaggia.<br />
Ma questa comoda pista (tutta in piano, 4 metri e 70 per due corsie riservate alle bici e una ai pedoni, perfettamente asfaltata e bene illuminata) non fa la gioia dei soli turisti. È un’opportunità anche per i locali. La scontrosa Framura offre i suoi silenzi e la sua <strong>natura selvaggia</strong>, la vivace e delicata Bonassola propone i suoi ristorantini, l’isola pedonale a mare, la singolare spiaggia di sabbia grigia, la vitale Levanto apre a tutti i suoi negozi e i supermercati: una facile pedalata di pochi km può mettere in moto <strong>un’osmosi virtuosa</strong>.<br />
Ma poi, perché non sognare più in grande? Perché non continuare e collegare (sempre attraverso le gallerie) Framura a <strong>Deiva Marina</strong> e Levanto a Monterosso, la prima delle Cinque Terre? I sindaci interessati ci contano, i cicloturisti anche. Non è più tempo di campanilismi. Una «litoranea ciclabile» del Levante ligure è nell’interesse di tutti.<br />
</span></p>
<p><strong><span style="font-family: Calibri,serif;">Gianni Buosi</span></strong><br />
<a href="http://www.rivistabc.com" target="_blank">www.rivistabc.com</a></p>
<p><span style="font-family: Calibri,serif;"><br />
</span></p>
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		<title>Pedalando su bici d&#8217;epoca</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 06:32:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[eroicaq cvicloturistica]]></category>
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		<category><![CDATA[gardesana bici storiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Pedala su strade sterrate come accadeva tanti anni fa. In sella a bici di tanto tempo fa. Vestiti come una volta. Faticando quindi come ieri e molto più di oggi dato che la tecnologia e lo studio dei materiali permettono di creare modelli di due ruote superleggri, resistenti e in grado di ottimizzare la spinta. [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Pedala su strade sterrate come accadeva tanti anni fa. In sella a bici di tanto tempo fa. Vestiti come una volta. Faticando quindi come ieri e molto più di oggi dato che la tecnologia e lo studio dei materiali permettono di creare modelli di due ruote superleggri, resistenti e in grado di ottimizzare la spinta. <span id="more-6918"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/eroica-ok.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6920" title="eroica ok" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/eroica-ok-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Ma i nostalgici della bici non  si curano della fatica e pedalano. Sono sempre più numerosi e sono l’emblema della mobilità sostenibile. Se ne contano ormai alcune <strong>migliaia in Italia</strong>. In genere si ritrovano in occasione di cicloturistiche ad hoc. La prossima è <strong>domenica 2 ottobre</strong>, a Gaiole in Chianti e si chiama <a href="http://www.eroica-ciclismo.it" target="_blank">Eroica</a>, giunta alla 15esima edizione il diploma di “eroico” per chi li porta a termine. I percorsi  sono 5: dai 38 ai 205 km. Si possono anche fare tutto l’anno, a piacere, seguendo i cartelli posizionati.<br />
Un’occasione per scoprire il territorio, le tradizioni e la gastronomia. “Gli eventi sportivi sono <strong>momenti di incontro</strong>, di socializzazione” spiega Mario Labadessa, fondatore di <a href="http://www.bicidepoca.com" target="_blank">Bicidepoca.com</a>, la prima community del settore. “<strong>Si fa attività fisica</strong>, si bruciano calorie, ma si fa soprattutto turismo slow, a misura d’uomo”.</p>
<p>Nascono amicizie faticando sulle due ruote, <strong>fiorisce il mercato delle biciclette</strong>, <strong>dell’abbigliamento e degli accessori</strong>. Altri appuntamenti autunnali? Il 9 ottobre, a San Nicolò di Rottofreno, nel piacentino, ci sarà  <a href="http://www.granfondoepica.it" target="_blank">L’Epica sulle tracce di Annibale</a>  che percorre i luoghi della Battaglia della Trebbia che vide opposti l’esercito romano con Scipione e quello cartaginese con Annibale nel 218 a.C. Domenica 16 ottobre, da <a href="http://www.malcesinepiu.it" target="_blank">Malcesine </a>, parte invece la prima edizione della Gardesana, cicloturistica d’epoca lungo le sponde orientali del lago di Garda: 40 km fino a Torbole e ritorno. Da non perdere infine la sfilata storica con biciclette e abbigliamento d&#8217;epoca del gruppo folkloristico &#8220;<a href="http://www.ciclistidaltritempi.it" target="_blank">I ciclistidaltritempi</a>&#8220;.</p>
<p><em>Nicoletta</em></p>
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		<title>Cosa indossate? Lo spiega la campagna Detox!</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 06:06:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ES</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che cosa avete addosso mentre state leggendo questo articolo? Una T-shirt e un paio di jeans?, Un abito? Una felpa e dei pantaloncini? E sicuramente slip, maglietta intima o canottiera, calze. Tessuti che stanno a contatto con la nostra pelle per buona parte del giorno e della notte. La pelle dal nostro corpo, che misura [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa avete addosso mentre state leggendo questo articolo? Una T-shirt e un paio di jeans?, Un abito? Una felpa e dei pantaloncini? E sicuramente slip, maglietta intima o canottiera, calze. Tessuti che stanno a contatto con la nostra pelle per buona parte del giorno e della notte. <strong><span id="more-6747"></span></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/adidas-openspace.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6777" title="adidas-openspace" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/adidas-openspace-300x109.jpg" alt="" width="300" height="109" /></a>La pelle dal nostro corpo</strong>, che misura circa due metri quadrati di superficie, <strong>è una gigantesca spugna</strong> che assorbe tutto ciò con cui entra in contatto. Ebbene i capi che indossiamo <strong>possono contenere decine di sostanze tossich</strong>e a causa del tessuto con cui sono fatti (ricavato da filati provenienti da coltivazioni fatte crescere con pesticidi e insetticidi per esempio), colorazione, la tipologia di lavaggio, etc. Con possibili <strong>danni</strong>  quindi per la nostra salute e sicuramente per quella del Pianeta. Ecco perché l’associazione <strong>Greenpeace</strong> ha lanciato, poche settimane fa, <a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/" target="_blank">la campagna “<strong>Detox</strong>”</a> per far pressione sull&#8217;Adidas. Grazie allapronta risposta dei simpatizzanti, la multinazionale, seguendo l&#8217;impegno di Puma e Nike, ha deciso di aderire all&#8217;invito. Ecco il testo arrivato a tutti i sostenitori:</p>
<p>“Dopo Nike e Puma, anche Adidas ha annunciato che diventerà toxic-free. È la vittoria di milioni di persone che dipendono dai fiumi per l&#8217;acqua potabile e l&#8217;agricoltura. È anche la tua vittoria: se in migliaia non avessimo sfidato i grandi marchi dello sport, aprire la strada a un futuro libero da sostanze tossiche avrebbe richiesto molto più tempo.<br />
Nike, Adidas e Puma si sono impegnate pubblicamente a ridurre a zero il rilascio di sostanze chimiche pericolose in tutta la loro filiera produttiva e nei prodotti entro il 2020. I tre brand più importanti dello sport finalmente lo ammettono: non esistono &#8220;livelli sicuri&#8221; di sostanze tossiche e solo una politica di &#8220;scarichi zero&#8221; può fermare l&#8217;industria che inquina le nostre acque con composti chimici persistenti e che mettono a rischio la salute.<br />
Dopo la pubblicazione delle nostre inchieste &#8220;Panni sporchi&#8221; e &#8220;Panni sporchi 2&#8243; sembra proprio che eliminare le sostanze tossiche stia tornando di moda. Nelle prossime settimane terremo gli occhi ben aperti per assicurarci che queste aziende mantengano le promesse fatte, trasformando gli annunci pubblici in fatti concreti. È così che costruiremo un futuro toxic-free!</p>
<p>Grazie al tuo impegno <strong>abbiamo vinto la campagna Detox</strong>, così come molte altre campagne.</p>
<p>Possiamo agire in modo autonomo e indipendente perché, come sai già, non accettiamo contributi da governi, aziende o partiti politici. Insieme possiamo vincere ancora altre battaglie per il pianeta. Sostieni <a href="http://www.greenpeace.org" target="_blank">Greenpeace</a>, ora&#8221;.</p>
<p><em>Nicoletta</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Io ci sono stata/Chaimandir a Imola</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 06:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ES</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tecoteca]]></category>
		<category><![CDATA[Yoshiko Hirao]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nostra lettrice, Paola, è stata a Chaimandir, un negozio- sala da tè di Imola circa un mese fa, durante la manifestazione “Imola in musica”. Ecco cosa ha scritto.  “Sapendo che sarei stata ad Imola per un seminario e conoscendo i miei gusti in fatto di alimentazione, due miei amici che abitano in questa deliziosa [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una nostra lettrice, Paola, è stata a <a href="http://www.chaimandir.com" target="_blank">Chaimandir</a>, un negozio- sala da tè di Imola circa un mese fa, durante la manifestazione “Imola in musica”. Ecco cosa ha scritto.  “Sapendo che sarei stata ad Imola per un seminario e conoscendo i miei gusti in fatto di alimentazione,<span id="more-6501"></span> <a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/sala_te_scorcio-300x206.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6503" title="Chaimandir Imola tecoteca" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/sala_te_scorcio-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>due miei amici che abitano in questa deliziosa cittadina mi hanno invitata a Chaimandir, un locale davvero unico e particolare che si trova in centro. Se ne occupano <strong>Franca</strong> (che fa anche l’insegnante di yoga), sua sorella <strong>Annalisa</strong> e il marito <strong>Bruno</strong>. Il primo impatto, grazie alle meravigliose composizioni di fiori realizzati da <strong>Yoshiko Hirao</strong>, vera maestra dell’arte giapponese dell’Ikebana, è stato piacevole. Sia la vetrina che gli arredi sono comunque caldi e accoglienti con <strong>teiere e tazze</strong> di ogni tipo, le scatole con le infusioni di <strong>tè pregiati e di infusi:oltre 150!</strong> (Tutti da agricoltura biologica fatta forse un’eccezione o due e anche del commercio equo e solidale). Insomma, un bell’ambiente. Sul retro c’è la sala degustazione con piccoli tavolini e il banco bar. Quella sera proponevano alcuni assaggi in più. Noi abbiamo preso un<strong> polpettone di verdure</strong>, un’insalata, <strong>spezzatino di soia</strong> in sugo di pomodoro. Confesso di essere stata molto affamata e che le porzioncine, seppur buone, non mi hanno saziato del tutto. Abbiamo pasteggiato con tè verde ed ho così appreso, leggendo la Carta delle proposte della casa, quali e quante varianti ce ne siano. Franca, Annalisa e Bruno  hanno modi garbati e gentili e sono sempre disponibili a dare spiegazioni al riguardo. Non solo su tè e infusi, anche su come vanno preparati e serviti. Si vede che tutti e tre <strong>lavorano con passione</strong>. Numerosi sono poi gli eventi che organizzano durante l’anno. Insomma un indirizzo che consiglio: a chi ama questa bevanda, ai curiosi e a tutte le persone di mente aperta.</p>
<p>Chaimandir, , via Orsini 35, tel. <span class="skype_pnh_print_container">0542/27950</span><span class="skype_pnh_container" dir="ltr"><span class="skype_pnh_mark"> begin_of_the_skype_highlighting</span> <span class="skype_pnh_highlighting_inactive_common" title="Call this phone number in Italy with Skype: +39054227950" dir="ltr"><span class="skype_pnh_left_span"> </span><span class="skype_pnh_dropart_span" title="Skype actions"><span class="skype_pnh_dropart_flag_span" style="background-position: -2781px 1px ! important;"> </span> </span><span class="skype_pnh_textarea_span"><span class="skype_pnh_text_span">0542/27950</span></span><span class="skype_pnh_right_span"> </span></span> <span class="skype_pnh_mark">end_of_the_skype_highlighting</span></span>.</p>
<p><em>Paola</em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Invitiamo        i  lettori a mandarci  pareri, recensioni     anche     su    gastronomie e catering con alimenti biologici; su      locali   per    chi   ha problemi di celiachia; su negozi e supermercati del          biologico;   su agriturismi bio che propongono pranzi e cene con i  loro          prodotti.  Così come vorremmo  mettere on line, sul blog, il     vostro       giudizio su  negozi che vendono capi o scarpe in tessuti e     materiali       ecologici,  mobili in legno certificato, Botteghe  del    commercio  equo e      solidale.</em></span><br />
<span style="text-decoration: underline;"> <em> Ecco l’     indirizzo dove mandarci  recensioni e foto:   info@esseresostenibili.it.</em></span></p>
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		<title>Cibo per animali: occhio all&#8217;etichetta</title>
		<link>http://www.esseresostenibili.it/stilidivita/cibo-per-animali-occhio-alletichetta/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 15:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ES</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stili di vita]]></category>
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		<description><![CDATA[Prima di acquistare qualsiasi prodotto si dovrebbe leggere l&#8217;etichetta per valutarne la qualità. Il problema è che spesso alcuni ingredienti non sono molto conosciuti e ancor meno si ha la possibilità di valutarli. Il problema è lo stesso quando si prendono in considerazione le etichetta di crochette e scatolette che contengono cibo per cani e [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di acquistare qualsiasi prodotto si dovrebbe leggere l&#8217;etichetta per <strong>valutarne la qualità</strong>. Il problema è che spesso alcuni ingredienti non sono molto conosciuti e ancor meno si ha la possibilità di valutarli. Il problema è lo stesso quando si prendono in considerazione le etichetta di crochette e scatolette che contengono cibo per cani e gatti.<span id="more-6481"></span> <a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/cane3-800x600.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6485" title="cane" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/cane3-800x600-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>A parte le voci &#8220;<strong>farina di carne</strong>&#8221; e &#8220;<strong>farina di pesce</strong>&#8221; si trovano poche sigle chiare e comprensibili. Cosa si nasconde più precisamente dietro la voce &#8221;<strong>sottoprodotti di origine vegetale&#8221;</strong>, &#8220;<strong>sottoprodotti di pesce</strong>&#8220;, &#8220;<strong>derivati di carne</strong>&#8220;?<br />
E cosa mai indicherà la dicitura &#8220;oli e grassi&#8221; ? Forse olio d&#8217;oliva oppure strutto o ancora <strong>olio derivato da petrolio</strong> o cos&#8217;altro?<br />
L&#8217;altro giorno, alla ricerca di crocchette di qualità, ne ho trovato un tipo  per cani con un&#8217;etichetta chiarissima. Ecco cosa riporta sotto la voce ingredienti: &#8220;<strong>mais</strong>, carne di pollo disidratato, glutine di mais, olio di mais, lievito di birra essicato, polpa di barbabietola, <strong>rosa canina</strong>, yucca schidigera, <strong>olio extravergine d&#8217;oliva</strong>, spinaci essiccati, <strong>pomodoro essicato</strong>, carote essicate, <strong>alghe marine</strong>, scorza di mela essicata (bioflovonoidi), estratto di mirtillo, vitamine, minerali. Conservato con <strong>antiossidanti naturali</strong> ricchi in tocoferoli e rosmarino.&#8221; Persino le verdure presenti sono elencate e descritte. Le percentuali dei singoli ingredienti non sono indicate, come sempre nelle crocchette, ma vale la regola secondo la quale gli ingredienti sono elencati in ordine di quantità.<br />
 La stessa ditta vende anche scatolette con alimenti umidi. Ecco l&#8217;etichetta: &#8220;<strong>Pollo (min. 80%)</strong>, pesce bianco (min. 7%), verdure (min. 4%, di cui carote min. 2% e piselli min. 2%), olio extravergine d&#8217;oliva (min. 1%), olio di semi&#8221;.<br />
L&#8217;etichetta di una scatoletta tipo (di una nota marca) con bocconcini umidi invece: &#8220;Carni e derivati (carni 14% di cui manzo 4% e pollo 4%), cereali, ortaggi (4%), estratti di proteine vegetali, sostanze minerali, zuccheri. <strong>Solfato rameico</strong> (1,9 mg/kg)&#8221;. A parte i derivati di carne, i non meglio specificati cereali e verdure, salta all&#8217;occhio la voce &#8220;zucchero<em>&#8220;. </em><strong>I cani sono ghiottissimi di zucchero</strong>, ma in ogni manuale é specificato che non si devono somministrare biscotti e altri cibi dolci <strong>perché il cane non li puo&#8217; digerire</strong>. E&#8217; forse la presenza di un poco di zucchero il motivo per il quale i cani mangiano troppo se alimentati con i bocconcini industriali?</p>
<p>(Le crocchette e i bocconcini con l&#8217;etichetta trasparente e gli ingredienti naturali e di qualità vengono prodotti in Italia da Naturina. 15 kg di crocchette per cani adulti costano 69.50 euro se acquistate al negozio, 49.50 invece se acquisate online sul sito <a href="http://www.naturina.it">www.naturina.it</a>. 400g di bocconcini per cani adulti costano 2.20 euro).</p>
<p><em>Rita </em></p>
<p><em> </em></p>
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