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	<title>Essere sostenibili &#187; Eco Shopping</title>
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	<description>Fatti, persone e novità per una vita sostenibile</description>
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		<title>Design con legno di recupero</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:40:50 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Eco Shopping]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Design con legno di recupero - tre giovani progettisti italiani si sono lanciati in quest'impresa e hanno creato Join, una linea di contenitori liberamente assemblabili e impalabili usando legno destinato alla stufa. 
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tre giovani progettisti appena laureati presso il Politecnico di Milano hanno creato <em>Join</em>, una linea di contenitori  impilabili realizzati in parte con legno di scarto recuperato, in parte con pannelli in materiali misti MDF. Si tratta di un sistema modulare a incastro e assemblabile a piacere.<span id="more-7548"></span> Come all&#8217;Ikea, chi acquista il prodotto lo deve montare a casa, con l&#8217;aiuto di un foglio di istruzioni. I contenitori, tra l&#8217;altro, si possono tingere a scelta in otto diversi colori. Il trio dei progettisti si è dato il nome <a href="http://www.dsquadro.com/" target="_blank"><em>Dsquadro</em> </a>ed è consapevole di proporre non solo oggetti, ma anche una filosofia del consumo. Infatti l&#8217;estetica dei prodotti creati si basa sulla qualità della forma e sul gioco degli incastri e non sulla bellezza di un legno particolare. Al contrario, il materiale è povero &#8211; in in prevalenza legno tipo abete recuperato in aziende e laboratori.<br />
I contenitori sono molto adatti per arredare camere di bambini,  stanze d&#8217;ufficio dall&#8217;aspetto informale e qualsiasi posto da tenere in ordine con fantasia e leggerezza.<br />
Oltre ai box vengono forniti anche piccoli contenitori da muro dove mettere cd, dvd, libri e<a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/05cornice-CD.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7555" title="porta CD Dsquadro" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/05cornice-CD-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a> oggetti simili. Possono essere assemblati sul muro creando moduli personalizzati. Con lo stesso sistema di incastri vengono creati anche dei lampadari molto originali.</p>
<p>Per tutti i dettagli consultare il <a href="http://www.dsquadro.com/" target="_blank">sito Dsquadro </a></p>
<p><em>Rita</em></p>
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		<title>La boutique delle stoffe tessute a mano</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 18:56:15 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Eco Shopping]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualità ed estetica dei tessuti proposti nell&#8217;appena inaugurata boutique Guri I Zi a Milano sono molto diverse rispetto agli analoghi prodotti che si trovano in giro nei negozi. Le trame delle stoffe infatti sono ben visibili e gli spessori più consistenti, i colori variano nelle differenti tonalità naturali di lino e cotone. Inoltre vengono prodotte a zero impatto ambientale.Si tratta [...]
Non ci sono articoli collegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualità ed estetica dei tessuti proposti nell&#8217;appena inaugurata boutique Guri I Zi a Milano sono molto diverse rispetto agli analoghi prodotti che si trovano in giro nei negozi. Le trame delle stoffe infatti sono ben visibili e gli spessori più consistenti, i colori variano nelle differenti tonalità naturali di lino e cotone. Inoltre vengono prodotte a zero impatto ambientale.<span id="more-7378"></span>Si tratta di tessuti realizzati a mano (e piedi) su telai in legno e spoletta, rifiniti spesso con ricami a mano, con trama fitta e adatti per l&#8217;uso casalingo. Vi sono tovaglie tradizionali e tovaglie americane, copriletti, tende, ecc. A vederli e nel toccarli vengono in mente le <strong>stoffe indistruttibili</strong> tessute dalle nostre bisnonne per i corredi, di una qualità oggi introvabile ( al massimo si trova ancora qualche esemplare di camicia o tovaglia nei mercatini estivi o nei negozi dell&#8217;usato scelto). Niente a vedere con le stoffe leggere e poco resistenti usate oggi per la biancheria della casa.</p>
<p>Il punto vendita prende il nome di <strong>un villaggio nel nord dell&#8217;Albania</strong>, Guri I Zi appunto. Interessante la storia: una cinquantina di<a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/linea-bagno.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7415" title="linea bagno" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/linea-bagno-300x253.jpg" alt="" width="300" height="253" /></a> donne hanno resistito al trend generale della zona di cercare fortuna nell&#8217;emigrazione e hanno ridato vita all&#8217;antica tradizione tessile creandosi così un lavoro.<br />
Ci racconta <strong>Monda Jaku</strong>, coordinatrice delle tessitrici di Guri I ZI e delle loro attività, che nel 2006 erano rimaste solo due donne nel paese che ancora tessevano a mano secondo il costume locale. Poi la svolta e cioè l&#8217;incontro con due ragazze italiane, <strong>Elena Galateri e Chiara Castiglioni</strong> che erano venute in quella zona piuttosto povera per seguire un progetto di volontariato. Quando le due volontarie italiane videro le bellissime stoffe prodotte in piccole quantità venne loro l&#8217;idea di costituire l&#8217;associazione <strong><em>Idee migranti </em></strong>come veicolo per aprire un mercato alle tessitrici.<br />
Detto fatto così è avvenuto, le steffe sono piaciute, sono state vendute e la richiesta è aumentata al punto da coinvolgere man mano altre tessitrici e ricamatrici. Oggi <strong>le donne coinvolte nel progetto sono  50</strong>. La stilista italiana <strong>Alessandra Dentice di Frasso</strong> dà loro una mano disegnando le linee  e studiando i raffinati accostamenti di colori. I filati di <strong>lino e cotone ecologico</strong> di alta qualità utilizzati per realizzare i manufatti vengono acquistati tutti dall&#8217;Italia.</p>
<p>La boutique si trova a Milano in via San Nicolao 10. Sul sito <a href="http://www.guriizi.com">www.guriizi.com</a> si trovano informazioni sui prodotti e sul lavoro delle tessitrici/ricamatrici.</p>
<p><em>Rita</em></p>
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<p>Non ci sono articoli collegati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Test Borsa spesa usa e riusa</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 06:22:31 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Eco Shopping]]></category>

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		<description><![CDATA[Le ho scoperte per caso a casa di un’amica. E hanno colpito la mia attenzione perché hanno des9ign e colori accattivanti. Si chiamano Envirosax e sono borse in poliestere, molto leggere, ma super resistenti. La mia amica le usa tutti i giorni per riporre e trasportare gli acquisti. Ripiegate infatti occupano pochissimo spazio (vedi foto [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le ho scoperte per caso a casa di un’amica. E hanno colpito la mia attenzione perché hanno des9ign e colori accattivanti. Si chiamano Envirosax e sono borse in poliestere, molto leggere, ma super resistenti. <span id="more-7254"></span>La mia amica le usa tutti i giorni per riporre e trasportare gli acquisti. Ripiegate infatti <strong>occupano pochissimo spazio</strong> (vedi foto sotto di una borsa arrotolata). Lei, cui sono state regalate tre anni fa, ne è contenta. Le sfoggia al supermercato come fossero borse firmate (e in realtà lo sono) ed è <strong>soddisfatta della portata</strong> (circa 20 kg pari a due sacchetti standard per la spesa), <strong>della leggerenzza e della praticità</strong>. Curiosa come sono le ho volute testare riempiendole di prodotti vari e, in effetti, hanno retto bene il peso.<br />
Dei due modelli “sperimentati”, uno con i manici e l’altro a tracolla,  quest’ultimo permette anche di fare meno fatica nel trasportare i vari pesi.<br />
Per approfondire ho visitato <a href="http://www.envirosax.it" target="_blank">il sito</a> della casa produttrice (chiaro e ben fatto) dove ho scoperto che queste borse (ora acquistabili in Italia) sono state ideate e create a partire dal 2004 da <strong>una coppia australiana</strong> che ha a cuore l’ambiente e vive in mnodo ecosostenibile nel Nord del Paese.<br />
Di che materiale sono fatte? Di <strong>RPET</strong>  ovvero: 55% da poliestere a filo piatto (vergine) e per il 45% da <strong>poliestere Repreve®</strong>. Come è ben spiegato, il 45% di Repreve® è composto al 100% da materiale riciclato. <strong><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/slingsax-ripiegata.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7257" title="slingsax ripiegata" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/slingsax-ripiegata.jpg" alt="" width="174" height="174" /></a><br />
Tinte e inchiostro sono ecologici</strong> e quest’ultimo è, dove possibile, riciclato.<br />
Envirosax <strong>fabbrica le borse in Cina</strong> dove tratta direttamente con chi produce,senza intermediari e si è assicurata che nella fabbrica non lavorano bambini e che i salari sono equi, le condizioni di lavoro sicure.<br />
Un ulteriore indice di serietà è infine <strong>la certificazione <a href="http://www.scscertified.com" target="_blank">SCS</a></strong><a href="http://www.scscertified.com" target="_blank"> </a> ottenuta da Envirosax a garanzia che le borse sono prodotte in poliestere riciclato o proveniente da bottiglie riciclate.<br />
Il prezzo? 13,90 euro la Slingsax a tracolla; 8,50 euro il modello con i manici (50&#215;42 cm). Si possono acquistare da Coin, sul sito on line di Feltrinelli e sul sito di Envirosax.</p>
<p><em>Nicoletta</em></p>
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		<title>Test smalto alla soia e al mais</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 05:56:44 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Eco Shopping]]></category>
		<category><![CDATA[kin D'amato]]></category>
		<category><![CDATA[sikerbe]]></category>
		<category><![CDATA[smalto ecologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Grigio, marrone, rosa, beige, verde, fucsia, oro, ma anche l’intramontabile rosso. I colori degli smalti intrigano: come farne a meno? Eppure, se vengono cambiati di continuo ricorrendo all’acetone e vengono scelti con poca attenzione, il rischio è di danneggiare a cheratina (una proteina fibrosa) delle unghie. Risultato: le unghie si indeboliscono e poi si sfaldano. [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Grigio, marrone, rosa, beige, verde, fucsia, oro, ma anche l’intramontabile rosso. I colori degli smalti intrigano: come farne a meno? Eppure, se vengono cambiati di continuo ricorrendo all’acetone <span id="more-7219"></span>e vengono scelti con poca attenzione, il rischio è di danneggiare a cheratina (una proteina fibrosa) delle unghie. Risultato: le unghie si indeboliscono e poi si sfaldano.<br />
Il motivo? Anche se non sempre compaiono tra gli ingredienti, molti smalti (anche delle case più affermate) contengono un composto noto come il “<strong>trio tossico</strong>” dei prodotti chimici: <strong>Ftalato dibutilico</strong> (DBP), <strong>toluolo</strong> (IUPAC metilbenzene), <strong>formaldeide</strong> (o aldeide fòrmica, nome IUPAC, metanale). Cosa fare allora? Leggere bene l’etichetta e acquistare i prodotti che non li utilizzano.<br />
Un esempio è come il marchio americano <a href="http://www.pritinyc.com/" target="_blank">Priti Nyc</a>  creato dnel 2005 dalla fotomodella <strong>Kim D’Amato</strong> ora commercializzato anche in Italia da <a href="http://www.sikerbe.it/" target="_blank">Sikerbe</a>. La <strong>formula è a base di soia e di mais</strong>.<br />
Noi abbiamo testato (e fatto testare) alcuni campioni e il risultato è stato davvero sorprendente: i colori si applicano senza problemi e, al contrario di quanto accade con altre marche, <strong>spesso</strong> <strong>basta una sola pennellata</strong> (facile da stendere) per ottenere da subito la copertura completa dell’unghia. I colori, tra l’altro sono molto resistenti e continuano a brillare a lungo nonostante lavaggi di piatti, di bucato e di mani… L&#8217;effetto sulle unghie può essere variato sia secondo la tonalità scelta sia  sovrapponendo più strati di smalto. Da subito poi, alcune persone più sensibili, hanno percepito <strong>una bella sensazione sulle unghie</strong>. Il prezzo di una boccetta di smalto è di 15,9 euro.<br />
Sikerbe ha inoltre in vendita, sempre di Priti NYC,  anche <strong>un prodotto a base di olio di soia e di olio di lemongrass</strong> (la boccetta da118 ml costa 25.90 euro) che elimina lo smalto senza disidratare l’unghia o la pelle. Basta acetone e derivati dal petrolio dunque!</p>
<p><em>Nicoletta</em></p>
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		<title>Banco di garabombo: equo e solidale a Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 06:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ES</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna a Milano il Banco di Garabombo: appuntamento annuale con il tendone del commercio equo e dell’economia solidale, giunto alla quindicesima edizione,a cura della cooperativa Chico Mendes Altromercato, Radio Popolare, la cooperativa Librerie in Piazza e l’appoggio dell’amministrazione comunale. “Il commercio equo non è solo roba per ricchi” spiega Stefano Magnoni della cooperativa Chico Mendes [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Torna a Milano il <a href="http://www.bancodigarabombo.it/" target="_BLANK㶸웻〫苘氐罘4⩈3윉〫">Banco di Garabombo</a>: appuntamento annuale con il tendone del commercio equo e dell’economia solidale, giunto alla quindicesima edizione,a cura della cooperativa Chico Mendes Altromercato, <strong>Radio Popolare</strong>, la cooperativa <strong>Librerie in Piazza</strong> e l’appoggio dell’amministrazione comunale.<span id="more-7275"></span><br />
“Il commercio equo non è solo roba per ricchi” spiega Stefano Magnoni della cooperativa Chico Mendes e infatti, come abbiamo verificato di persona,  i clienti del tendone sono persone comuni, che hanno imparato a <strong>gestire la propria spesa</strong> tenendo in considerazione la qualità e non solo il prezzo. Ciò che offre il commercio equo e solidale,infatti, ha un costo più alto rispetto a prodotti simili venduti nei supermercati; equiparabile però a quello di marchi noti reperibili nei negozi.<br />
Quali novità si possono trovare tra gli scaffali? Per esempio le proposte della <a href="http://www.altromercato.it/it/prodotti/cosmesi/campagne/" target="_BLANK㶸웻〫苘氐罘4⩈3윉〫꿠Øᘰ罘4罨4ϥℌ">linea benessere Natyr</a>: creme, doccia schiuma, oli per il corpo con ingredienti biologici che prendono spunto dalle <strong>tradizioni cosmetiche del Sud del mondo</strong> ( i prezzi vanno dai 7 euro in su).<a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/Olio-puro-di-argan-Natyr.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7292" title="Olio puro di argan Natyr" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/Olio-puro-di-argan-Natyr.jpg" alt="" width="211" height="208" /></a><br />
I gioielli beduini della cooperativa <strong>Silver Tent</strong> ( nata nell’ambito del progetto “La Tenda del Gioco” di <a href="http://www.ventoditerra.org/" target="_BLANK㶸웻〫苘氐罘4⩈3윉〫꿠Øᘰ罘4罨4ϥℌ">Vento di Terra ONG</a>) realizzati da 5 donne beduine dell’area ad est di Gerusalemme con materiali semplici quali alluminio, rame,argento e pietre. Tutte creazioni <strong>anallergiche e  nichel-free</strong> che ripropongono le forme della tradizione orafa tribale…Oppure gli oggetti preziosi creati nel carcere di Mantova con materiali di riciclo: carta, bulloni, fil di ferro e viti (10-30 euro circa a seconda del materiale usato). E per il guardaroba? C’è solo l’imbarazzo della scelta:la collezione moda Altromercato 2011 comprende borse, pochette ed abiti per tutte le taglie e tutti i gusti.</p>
<p>Per i più golosi infine,  la cooperativa <a href="http://www.liberaterra.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1" target="_BLANK㶸웻〫苘氐罘4⩈3윉〫꿠Øᘰ罘4罨4ϥℌ">Libera Terra</a> espone i prodotti coltivati nei terreni confiscati alle mafie come vino, olio e pomodorini secchi scelti con una particolare attenzione alle coltivazioni tipiche delle varie zone,  ma sono presenti anche tanti altri i prodotti biologici, di filiera corta o a “km zero” come formaggi, salumi, salse, mieli, tisane  e biscotti.</p>
<p>Il Banco di Garabombo  <strong>rimarrà aperto tutti i giorni fino al 9 di gennaio</strong>, a Milano, nel parcheggio di <strong>via Mario Pagano</strong>, accanto alla fermata della metropolitana. Si consiglia un giro in vista degli acquisti natalizi….</p>
<p><strong>Sabato 17 dicembre</strong> verrà anche presentato il libro <strong><em>Primi passi verdi</em></strong> (Altreconomia), manuale per crescere bimbi, da zero a 6 anni, in modo ecosostenibile!</p>
<p><em>Silvia</em></p>
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		</item>
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		<title>L&#8217;elettronica piu&#8217; ecosostenibile</title>
		<link>http://www.esseresostenibili.it/ecoshopping/lelettronica-piu-ecosostenibile/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 18:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ES</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eco Shopping]]></category>
		<category><![CDATA[Eco-guida]]></category>
		<category><![CDATA[politica energetica]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la diciasettesima volta Greenpeace ha pubblicato un Eco-guida ai prodotti elettronici dopo aver esaminato 15 importanti aziende produttrici. Non è il consumo di elettricità degli apparecchi che l&#8217;associazione ha messo in primo piano come criterio nell&#8217;indagine. I parametri valutati indicano l&#8217;impatto sull&#8217;ambiente dell&#8217;azienda nel complessivo ed è espresso in tre criteri: politica energetica dell&#8217;azienda [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la diciasettesima volta Greenpeace ha pubblicato un <strong><a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/inquinamento/Elettronica-verde/eco-guida/" target="_blank">Eco-guida ai prodotti elettronici </a></strong>dopo aver esaminato 15 importanti aziende produttrici. Non è il consumo di elettricità degli apparecchi che l&#8217;associazione ha messo in primo piano come criterio nell&#8217;indagine. I parametri valutati indicano l&#8217;impatto sull&#8217;ambiente dell&#8217;azienda nel complessivo ed è espresso in tre criteri: <strong>politica energetica</strong> dell&#8217;azienda produttrice, <strong>eco-compatibilità dei prodotti</strong> e <strong>sostenibilità della filiera</strong>.<br />
Il punteggio viene stabilito anche per le <strong>emissioni di gas serra</strong> prodotte <strong>durante l’intera catena produttiva</strong>: dalle materie prime dei singoli componenti alla produzione, fino alla fase di recupero a fine-vita dei prodotti, e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.</p>
<p>Nell&#8217;ultima Eco-guida al primo posto si era piazzata la società Nokia, questa volta invece tocca a Hewlett-Packard. Ecco perché:  i miglioramenti raggiunti nei processi produttivi in<span style="font-family: Helvetica-Narrow; font-size: medium;"><span style="font-family: Helvetica-Narrow; font-size: medium;"> tutta la catena </span></span>produttiva prendono il massimo dei voti. Inoltre HP ha il miglior programma per misurare e ridurre le emissioni di gas serra dei propri fornitori e si distingue per la propria politica sull&#8217;acquisto di carta: <strong>HP insieme a Dell sono infatti le uniche compagnie nella guida che escludono l&#8217;acquisto di carta da fornitori legati alla deforestazione illegale</strong>. Insieme ad Apple, HP ottiene il massimo punteggio anche per le proprie politiche in fatto di <strong>approvvigionamento di minerali da zone di guerra, indicando pubblicamente la lista dei propri fornitori.</strong></p>
<p align="LEFT">Altro fattore positivo per la trasparenza è che HP pubblichi<span style="font-family: Helvetica-Narrow; font-size: medium;"><span style="font-family: Helvetica-Narrow; font-size: medium;"> i dati sulle </span></span>emissioni di gas serra derivati dalle proprie attività <strong>con certificati da un&#8217;ente esterno</strong> e ha fissato obiettiviper ridurre tali emissioni. Nel 2010 HP ha registrato una riduzione del 9% nelle emissioni di gas serra rispetto al 2009, anche se dovrà fissare obiettivi più ambiziosi per ridurre le proprie emissioni di almeno il 20% entro il 2015 e di utilizzare il 100% di energia elettrica da rinnovabili entro il 2020. Secondo la guida di Greenpeace c&#8217;è invece poca trasparenza riguardo la percentuale di plastica riciclata che viene utilizzata, la durata della garanzia e la disponibilità delle parti di ricambio per le linee di prodotto principali.  HP non fornisce, inoltre, informazioni dettagliate sull&#8217;efficienza energetica dei propri prodotti, a eccezione di una percentuale di quelli che rispettano gli ultimi standard in termini di risparmio energetico Energy Star (o equivalenti standard internazionali). Sul sito web dovrebbero essere inoltr pubblicate le performance di efficienza di ogni prodotto in vendita.</p>
<p align="LEFT">All&#8217;ultimo posto delle 15 aziende esaminate si posiziona RIM (research in motion), la società che produce la linea Blackberry. Le viene contestato soprattutto il fatto che evita una certificazione indipendente delle sue emissioni di gas serra, che non ha fissato alcun obiettivo per la riduzione dei gas serra e che è membro di un&#8217;associazione che ha presa posizione contro rigidi standard di efficienza energetica.</p>
<p align="LEFT">Vi consigliamo di leggere tutta l&#8217;Eco-guida cliccando <a href="http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2011/inquinamento/eco-guida/eco-guida-nov2011.pdf" target="_blank">qui</a></p>
<p align="LEFT">Con particolare piacere ho letto che la società elettrica (nucleare) francese, EDF, è stata condannata per complicità in attività di spionaggio ai danni di Greenpeace Francia.<strong> EDF sarà costretta a pagare due milioni di euro a Greenpeace.</strong></p>
<p align="LEFT">Rita</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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