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	<title>Essere sostenibili &#187; Cultura</title>
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		<title>Guida ai &#8220;vestiti nuovi&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 06:54:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ possibile conciliare estetica ed etica nel proprio guardaroba? Deborah Lucchetti, presidente di Fair-cooperativa sociale e coordinatrice della Campagna Abiti Puliti, ne è convinta. E lo dimostra  in “I vestiti del consumatore” (Altreconomia edizioni, 4,5 euro), un libretto di piccolo formato con un centinaio di pagine ricche con do Deborah è aprire gli armadi e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ possibile conciliare estetica ed etica nel proprio guardaroba? Deborah Lucchetti, presidente di Fair-cooperativa sociale e coordinatrice della Campagna Abiti Puliti, ne è convinta. E lo dimostra  in “I vestiti del consumatore” (Altreconomia edizioni, 4,5 euro), un libretto di piccolo formato con un centinaio di pagine ricche con do Deborah è aprire gli armadi e guardare bene cosa vi avete accumulato. <span id="more-3731"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/moda_riciclata-400x300.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3734" title="moda_riciclata-400x300" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/moda_riciclata-400x300-300x225.jpg" alt="Guida ai vestiti nuovi" width="300" height="225" /></a>Capi firmati? Modelli alla moda? Tessuti sintetici? Stoffe a tinta sgargianti? Pagina dopo pagina si scopre dove vengono prodotti, da chi, in quali condizioni di lavoro. «Oggi sono i Paesi emergenti  a produrre la maggior parte delle esportazioni di tessile e di abbigliamento mondiale» scrive Deborah Lucchetti. «Una torta che valeva nel 2008 più di 600 miliardi di dollari». La principale motivazione è il basso costo del lavoro, la seconda è la liberalizzazione il sistema degli scambi internazionali che ha intensificato la competizione e la corsa al ribasso del prezzi.<br />
Pagina dopo pagina si viene a conoscere il ruolo della Grande distribuzione che ha acquisito un forte controllo sulle catene di fornitura, sulla formazione dei prezzi e sulla localizzazione dei siti produttivi. I nomi? L&#8217;americana Wal Mart, la francese Carrefour, la britannica Tesco. Pagina dopo pagina si  legge del grande business delle merci contraffatte.<br />
«Si valuta che l’incremento della contraffazione nel decennio 1996-2006 sia stato del 1700%» dice la Lucchini. «Con una quota che rappresenta tra il 7 e il 10% del commercio mondiale. Il 70% della contraffazione planetaria proviene dal Sud-est asiatico, Cina in testa, e il 60% viene esportato in Europa. Merci che vengono poi assemblate ed etichettate con i marchi soprattutto in Italia».<br />
Insomma, c’è molto da meditare leggendo il libro. E c’è molto da fare per essere protagonisti. Scegliere abiti puliti, tessuti ecologici, vestiti recuperati è possibile infatti. Dove? Come? In fondo al libro gli indirizzi.</p>


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		<title>Gustose ricette Fairtrade</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 06:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ci si mette a tavola non sempre si presta attenzione ai cibi. Si mangia e basta. Invece scegliendo un prodotto piuttosto che un’altro possiamo fare la differenza. Cerchiamo di “premiare” i piccoli agricoltori, quelli che hanno a cuore la terra (e la loro e la nostra salute) e quindi non utilizzano prodotti chimici. Cerchiamo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ci si mette a tavola non sempre si presta attenzione ai cibi. Si mangia e basta. Invece scegliendo un prodotto piuttosto che un’altro possiamo fare la differenza. Cerchiamo di “premiare” i piccoli agricoltori, quelli che hanno a cuore la terra (e la loro e la nostra salute) e quindi non utilizzano prodotti chimici. <span id="more-3631"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/banana_.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3633" title="banane Fairtrade" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/banana_.jpg" alt="Gustose ricette Fairtrade" width="290" height="250" /></a>Cerchiamo di acquistare prodotti locali e di stagione andando nelle aziende oppure nei mercatini che promuovono la Filiera Corta cioè la possibilità di acquistare direttamente dai contadini senza “pagare dazio” agli intermediari e alla grande distribuzione. E quando vogliamo assaggiare qualche frutto o spezia che arriva da lontano guardiamone l’etichetta e compriamo quelli <a href="http://www.fairtradeitalia.it" target="_blank">Fairtrade</a>. Questo marchio internazionale garantisce infatti che chi ha coltivato quegli alimenti ha ottenuto un compenso equo per coprire i costi di una produzione sostenibile e avere anche un margine di profitto da investire in progetti per lo sviluppo delle loro comunità (costruire strade, ospedali, acquedotti, offrire educazione scolastica, etc.). Al momento esistono <em>59 Paesi in via di sviluppo con oltre 7 milioni di persone coinvolte</em> nel commercio equo e solidale.</p>
<p>In Inghilterra, da qualche anno, viene pubblicato un ricettario con ingredienti Faitrade. Ora è appena uscita l’edizione italiana: <em>Equo &amp; Solidale, un ricettario per tutti i giorni</em> scritto da Sophie Grigson (Tecniche Nuove, 19.90 euro). Un libro di oltre 200 pagine, ricco di illustrazioni invoglianti, con decine di proposte per primi, secondi piatti e molti, molti dolci, pasticcini e “peccati di gola”. Qualche proposta? Zuppa agli anacardi, pollo al the verde con riso al limone, insalata preziosa (con quinoa, germogli di alfalfa,  semi di sesamo, avocado); biscotti della nonna con zenzero e gocce di cioccolato, banana rumba.</p>
<p>Insomma, calorie (eque e solidali) a gogo. Alcune proposte hanno qualche condimento di troppo, ma altre sono salutari e appetitose: basta saper scegliere. Gli ingredienti Fairtrade sono decine, dal caffè al cioccolato passando per banane, ananas, anarcardi, sesamo, the, zenzero, vaniglia, cannerlla, zucchero grezzo, riso, cioccolata, miele, etc. In cerca di qualche ispirazione per pranzo o cena inoltre, si possono leggere le storie di alcuni produttori e così scoprire che le prime banane Fairtrade sono arrivate in  Inghilterra nel 2000 dalle isole di Sopravvento, nelle Piccole Antille oppure che la vaniglia Fairtrade proviene dai Ghats occidentali, in India, una delle 25 oasi mondiali di biodiversità. Non si finisce davvero mai di imparare.</p>


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		<title>I Magnifici 20</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 05:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Che cos’hanno in comune i capperi, uva e vino rosso, cipolla rossa, tè verde, mirtilli? Sono tra gli alimenti più ricchi in assoluto di quercetina, una particolare sostanza naturale che ha azione protettiva delle nostre cellule. <span id="more-3471"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/verdure_8581.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3472" title="verdure" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/verdure_8581-300x238.jpg" alt="I Magnifici 20" width="300" height="238" /></a>Invece pochi sanno che l’acqua  dove viene fatto cuocere il cavolfiore risulta ricca di zolfo e quindi utilissima per curare eczemi e infiammazioni varie. Tra l’altro il cavolfiore è la verdura con la più alta percentuale di calcio…</p>
<p>Nell’uva, nelle more e nelle arachidi, oltre alla melatonina, si trova il resveratrolo, sostanza che rallenta il decadimento fisico-mentale dovuto all’invecchiamento e ha anche proprietà anticancerogene grazie agli effetti antiossidanti.</p>
<p>Chi “svela” questi “segreti”  in “<em>I magnifici 20</em>” (Ponte alle Grazie, 14 euro) è Marco Bianchi, ricercatore presso la Fondazione IFOM-Istituto Fondazione Italiana per la Ricerca  sul Cancro.</p>
<p>I Magnifici 20 sono in realtà le 20 famiglie di alimenti ricche di vitamine, minerali, acidi grassi e allo stesso tempo gustose, colorate e profumate, che meglio fanno alla nostra salute. Leggendo il libro si scoprono tante informazioni che molti dei lettori di “<em>Prevenire i tumori mangiando con gusto</em>” (Anna Villarini, Giovanni Allegro, Sperling &amp; Kupfer editori) di cui abbiamo scritto, già conoscono. Ma anche altre curiosità, i quantitativi ideali di alimenti ideali da mangiare e persino ricette.</p>
<p>Insomma, fa piacere che da più parti e da parte di più ricercatori si giunga sempre più spesso alle stesse conclusioni in fatto di alimentazione sana e gustosa. Ben vengano dunque questi libri e queste conferme. I cibi salutari devono arrivare su più tavole possibili. Nei piatti di più persone possibili. Buon appetito a tutti!</p>


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		<title>Napoli: sostenibile solo il cibo</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 16:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;argomento della sostenibilità è sentito soprattutto nel settore dell&#8217;alimentazione. Lo sanno bene i giornalisti perché le pagine che si occupano di prodotti alimentari sostenibili, sani ed etici sono tra le più lette. E, in effetti, i metodi di coltivazione e di allevamento incidono moltissimo sull&#8217;ambiente: l&#8217;agricoltura chimica, detta convenzionale, è spesso la causa di falde acquifere inquinatee [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;argomento della sostenibilità è sentito soprattutto nel settore dell&#8217;alimentazione. Lo sanno bene i giornalisti perché le pagine che si occupano di prodotti alimentari sostenibili, sani ed etici sono tra le più lette. E, in effetti, i metodi di coltivazione e di allevamento incidono moltissimo sull&#8217;ambiente: l&#8217;agricoltura chimica, detta convenzionale, è spesso la causa di falde acquifere inquinate<span id="more-3171"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/napoli-223.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3174" title="napoli 223" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/napoli-223-300x214.jpg" alt="Foto Rita Imwinkelied" width="300" height="214" /></a>e di terreni che hanno perso la naturale fertilità e capacità di autogenerare un equilibrio tra i vari organismi. Inoltre, frutta e verdura prive di antiparassitari sono più sane per le persone e gli animali.  Ma fare le scelte giuste per quanto riguarda il cibo non basta. L&#8217;ho potuto constatare in maniera inequivocabile di recente, quando ho passato qualche giorno a Napoli.</p>
<p>Il primo segnale dello stato insostenibile nel quale versa l&#8217;aria di Napoli l&#8217;ho avuto la prima sera quando ho pulito il viso con un detergente: il cotone usato diventava letteralmente nero al primo passaggio, al secondo diventava grigio (in altri posti, incluso Milano, diventa più o meno grigio al primo ed unico passaggio). Il secondo giorno ancora peggio, cominciava a bruciarmi il naso e la gola, il terzo giorno le mucose del naso facevano proprio male e avevano la tendenza al sanguinamento. Anche senza consultare i dati di Legambiente sul tasso dell&#8217;inquinamento era evidente che l&#8217;aria di Napoli è sporchissima e sicuramente deleteria per la salute degli abitanti.</p>
<p>Altrettanto evidente risulta la fonte di una buona parte dell&#8217;inquinamento: auto e motorini che girano<a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/napoli-2261.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3183" title="napoli 226" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/napoli-2261-300x191.jpg" alt="Napoli: sostenibile solo il cibo " width="300" height="191" /></a> ovunque e intasano i vicoli senza preoccuparsi di sensi unici  e senza farsi disturbare da stenditoi pieni di vestiti appesi collocati davanti all&#8217;uscio di qualche povera casa. Ovunque ingorghi di auto che si incontrano frontalmente nei vicoli stretti del centro storico, senza che ci sia la minima possibilità per loro di passare nelle due direzioni. E naturalmente negli stretti vicoli fiancheggiati da alti palazzi (in parte splendidi, ma spesso in pessime condizioni) l&#8217;aria stagna e le emissioni dai tubi di scappamento dei veicoli a due e quattro ruote creano livelli spaventosi di inquinamento.</p>
<p>D&#8217;altra parte a Napoli la cultura alimentare segue tutt&#8217;oggi criteri di sostenibilità: si trovano ad ogni angolo bancarelle con frutta, verdura e pesce provenienti dalle vicinanze, cioè a km 0. Ristoranti, bar e bancarelle offrono cibo e bevande preparate al momento con ingredienti naturali e proporzioni adeguate. Fatto questo molto positivo per l&#8217;ambiente e per la salute dei clienti.</p>
<p>Alla fine del mio soggiorno a Napoli ho così pensato che mi sarei volentieri accontentata di un livello alimentare un po&#8217; più basso in cambio di un ambiente più a misura d&#8217;uomo.</p>


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		<title>Patagonia&#8217;s Story</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 08:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ho saputo che il libro scritto da Yvon Chouinard, fondatore e proprietario di Patagonia era stato tradotto in italiano ne ho chiesta una copia. Mi incuriosiva saperne di più su questa persona che aveva creato l’azienda che realizza i miei capi di abbigliamento preferiti: sportivi, pratici, dalle linea e semplici e eleganti allo stesso [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho saputo che il libro scritto da Yvon Chouinard, fondatore e proprietario di Patagonia era stato tradotto in italiano ne ho chiesta una copia. Mi incuriosiva saperne di più su questa persona che aveva creato l’azienda che realizza i miei capi di abbigliamento preferiti: sportivi, pratici, dalle linea e semplici e eleganti allo stesso tempo. E prodotti con processi e sistemi sempre più rispettosi dell’ambiente partendo per esempio da cotone organico o da fibre in poliestere riciclabili. <span id="more-2620"></span><img class="alignleft size-medium wp-image-2621" title="Al centro, con la &quot;S&quot;, Chouinard" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/gruppo-più-vicino-r-300x209.jpg" alt="Al centro, con la &quot;S&quot;, Chouinard" width="300" height="209" />Tinti con colori meno inquinanti e infine quasi tutti riciclabili nuovamente.</p>
<p>Tra l&#8217;altro l&#8217;azienda ha appena ricevuto il premio Ispo “<em>Eco Responsibility Award”</em>, nella categoria tessile, con il pile da donna W’s R3 Hi-Loft ( vedi foto sotto). I criteri di valutazione hanno riguardato il contenuto ecologico del prodotto, così come la sostenibilità del processo produttivo e logistico impiegato, la cultura aziendale e l’applicazione della Corporate Social Responsibility.</p>
<p>Il titolo del libro è abbastanza emblematico. “Let my people go surfing” (Vivalda Editori, 20 euro), e non è stato, credo, volutamente tradotto. E’ un testo stampato su carta FSC, di medio formato,scritto fitto fitto,con foto in bianco e nero storiche e spettacolari immagini più recenti. Rispecchia lo spirito e i voleri del suo autore Yvon Chouinard, un uomo comune e straordinario allo stesso tempo.</p>
<p>Un uomo che ha realizzato i suoi sogni rimanendo semplice nel suo modo di pensare e di agire. E forse questa semplicità e la sua coerenza sono state la chiave del suo successo.</p>
<p>La prima parte del libro racconta la sua storia e di come è nata prima la sua azienda di materiale per l’arrampicata (da appassionato decise di realizzare la miglior attrezzatura possibile per scalare dirupi e pareti e poi di venderla anche agli altri) e quindi il marchio Patagonia per produrre capi d’abbigliamento più adatti ad arrampicare e, in generale, per stare all’aperto facendo o meno attività sportiva.<img class="alignright size-full wp-image-2657" title="untitled" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/copertina-patagonia-ridotta.jpg" alt="untitled" width="142" height="200" /></p>
<p>Un racconto tipico americano,di un self made man, di un ragazzo che, tra alti e bassi, crea quello che gli piace e gli serve per divertirsi. Senza curarsi troppo dei guadagni, cercando di ricavare quello che gli serve per vivere e sperimentare, circondandosi di collaboratori che vengono come lui dal mondo dello sport e sono in sintonia con il suo modo di pensare e di fare. Maturando, anno dopo anno, un attaccamento sempre più forte per la natura e per l’ambiente che dà loro la gioia di vivere e che, si accorgono, è sempre più in pericolo a causa dell’uomo.</p>
<p><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/W-R3-HiLoft-Hoody-300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3127" title="pile da donna in polartec per cui Patagonia ha ricevuto il premio ISPO " src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/W-R3-HiLoft-Hoody-300.jpg" alt="Patagonias Story" width="262" height="300" /></a>La seconda parte del libro è ancora più significativa perché unica nel suo genere. Spiega perchè e come Patagonia, facendo scelte giuste, è arrivata ad un tipo di commercio sano e redditizio. Il sogno di Chouinard non è mai stato quello tipico americano di arricchirsi velocemente vendendo la sua azienda al miglior offerente nel più breve tempo possibile. Vuole che la sua azienda giochi un ruolo nella nostra società, diventi un punto di riferimento, un modello etico cui fare riferimento. Perché la gente ha bisogno di punti di riferimento positivi, di aggregarsi, di assumersi le proprie responsabilità.</p>
<p>Patagonia, si scopre leggendo, è volutamente un covo di idealisti ( ogni dipendente ha diritto fino a due mesi di aspettativa retribuita per occuparsi di cause ambientali).</p>
<p>Persone che cercano di mettere in pratica le loro aspirazioni di business rispettoso dell’ambiente, cioè del patrimonio comune da preservare per le generazioni future. Il primo passo da fare? Assumersi le responsabilità dei danni che provochiamo con le nostre attività. Chouinard nel 2001 ha fondato l’organizzazione “1% for the Planet! Formata da imprese impegnate a donare almeno l’1% delle proprie vendite a favore di azioni concrete per proteggere e risanare l’ambiente naturale.</p>
<p>Chouinard in prima persona, sua moglie Malinda, il suo staff, “fanno tutti i giorni i compiti”: provano, tentano di trovare la via migliore anche se sono consapevoli che probabilmente non riusciranno mai a produrre capi del tutto sostenibili e non dannosi per l’ambiente. Ogni dipendente è responsabile del cambiamento cui punta l’azienda. Ogni dipendente ha la libertà di “andare a fare surf” se gli va, ma sa che ha un lavoro da svolgere e poi lo svolge. Per permettere anche ad altri di continuare, in futuro, a cavalcare le onde.</p>


<p>Non ci sono articoli collegati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Dolci senza zucchero</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 06:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ventiquattro chili di zucchero bianco all’anno. Questo è all’incirca il consumo medio di ogni italiano. Tra quello sciolto in caffè e bevande, quello mangiato in dolci e quello “nascosto” in altri alimenti (per esempio verdure in scatola, sughi pronti, maionese, pane, yogurt) e bevande gassate, alcolici. Lo zucchero, come è ben spiegato in Prevenire i [...]


Non ci sono articoli collegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ventiquattro chili di zucchero bianco all’anno. Questo è all’incirca il consumo medio di ogni italiano. Tra quello sciolto in caffè e bevande, quello mangiato in dolci e quello “nascosto” in altri alimenti (per esempio verdure in scatola, sughi pronti, maionese, pane, yogurt) e bevande gassate, alcolici. <img class="alignleft size-full wp-image-2970" title="dolci" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/dolci.jpeg" alt="Dolci senza zucchero" width="300" height="207" />Lo zucchero, come è ben spiegato in <a href="http://www.esseresostenibili.it/i-nostri-libri/" target="_blank"><em>Prevenire i tumori mangiando con gusto</em></a> <span id="more-2967"></span>di Anna Villarini e Giovanni Allegro, oltre a far ingrassare altera l’ambiente endocrino modificando l’insulina. Chi poi associa lo zucchero al consumo di grassi tende ad aumentare di peso e questo può causare diverse malattie e aumentare il rischio di tumori.</p>
<p>Dunque, rinunciamo ai dolci? No, perché toglierci questo piacere? Impariamo a preparare dessert e creme senza uova, latte e zucchero. Come lo spiega molto bene Pasquale Boscarello, autore di <em>Pasticceria naturale</em> (<a href="http://www.aamterranuova.it" target="_blank">Terra Nuova Edizioni</a>, 12 euro), trent’anni di esperienza in questo campo. “Qualche uovo ogni tanto non fa male se lo associamo, essendo energia yang (secondo la filosofia cinese è energia maschile) concentrata, se associato a verdure e cibi ad azione equilibrante” afferma Boscarello. <img class="alignright size-full wp-image-2978" title="copertinaPB ridottissima" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/copertinaPB-ridottissima1.jpg" alt="copertinaPB ridottissima" width="107" height="150" /></p>
<p>“Ma non va bene con lo zucchero che ha un effetto completamente opposto di massima espansione ed entra immediatamente in circolo. Se poi gli si unisce anche il burro, derivato dal grasso del latte (ricco di lipidi saturi apportatori di colesterolo cattivo) questo crea un eccesso di calore nell’organismo che, alla lunga può generale malattie”. La pasticceria tradizionale poi usa questi alimenti in dosi massicce…</p>
<p>Ma è possibile fare buoni dolci in modo diverso? “Le alternative allo zucchero bianco sono: malto, i miele e anche succo di agave, sciroppo d’acero, succo di mele, frutta secca” dice Boscarello. Negli anni Boscarello ha così messo a punto decine di ricette utilizzando semi oleosi come quelli di sesamo e di girasole; addensanti come amido di mais e agar-agar.</p>
<p>Nel libro sono spiegati i preparati base e oltre 200 ricette per mettere in tavola dessert unici, fatti con un pizzico di creatività, un occhio di riguardo alle stagioni e anche senza glutine. Qualche dolcetto sfizioso? Rustici di carote, Torta “uao!”, Pudding di zucca okkaido, Paste ripiene di frutta fresca. Buon dessert a tutti!</p>


<p>Non ci sono articoli collegati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>2010: l&#8217;anno della biodiversità</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 08:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La natura per migliorare la vita”. Con questo slogan si apre il 2010: l&#8217;anno Internazionale della Biodiversità proclamato dall’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn, International union for conservation of nature). 
“Negli ultimi cento anni, in campo alimentare, c’è stata una gravissima riduzione della biodiversità: l’esigenza di avere estese monoculture per rifornire l’industria con [...]


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<li><a href='http://www.esseresostenibili.it/stilidivita/in-cerca-della-naturalita/' rel='bookmark' title='Permanent Link: In cerca della naturalità'>In cerca della naturalità</a></li>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>“La natura per migliorare la vita”. Con questo slogan si apre il 2010: l&#8217;anno Internazionale della Biodiversità proclamato dall’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn, International union for conservation of nature). <span id="more-2932"></span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2950" title="semi" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/semi1.jpg" alt="2010: lanno della biodiversità" width="300" height="199" />“Negli ultimi cento anni, in campo alimentare, c’è stata una gravissima riduzione della biodiversità: l’esigenza di avere estese monoculture per rifornire l’industria con grandi quantità di cibo a basso costo ha orientato la scelta su poche varietà adatte a questo modello produttivo a discapito di altre” scrive Carlo Petrini in <em>Terra madre</em> (<a href="http://www.giunti.it" target="_blank">Giunti</a>- <a href="http://www.slowfood.it" target="_blank">Slow Food</a> editore, 12 euro con il cd <em>Gente di Terra madre</em>). “ Negli Stati Uniti, per esempio, l’80,6% delle varietà di pomodori si è estinto così come il 92,8% delle varietà di insalata, il 90,8% del mais, l’86,2% delle mele”.</p>
<p>Per fortuna molti Paesi hanno ancora a disposizione un buon grado di biodiversità, ma se la loro ambizione sarà di seguire l’esempio dell’Occidente il disastro è alle porte. “La biodiversità è invece la grande forza della Natura che ci permette di andare avanti e di risolvere i problemi. Biodiversità di varietà, di specie di razze. Quindi anche di uomini e di culture e di tradizioni. Se fossimo tutti uguali, con le stesse abitudini, i modi di comunicare, ci indeboliremmo”.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-2952" title="carlo_petrini_slowfood" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/carlo_petrini_slowfood3.jpg" alt="2010: lanno della biodiversità" width="254" height="193" />Cosa suggerisce dunque il presidente di Slow Food? E’ necessario creare un nuovo rapporto tra città e campagna perché siamo noi tutti, insieme, a dover salvare il mondo. Tutti coloro che sono coinvolti nella creazione del cibo devono tornare a essere sovrani: devono poter decidere cosa seminare nei campi, quali animali mettere nelle stalle e nei pascoli; devono poter rispettare le loro tradizioni.</p>
<p>Le comunità del cibo, fatte di persone che pongono il cibo al centro, sono fatte di contadini, ma anche di cittadini che si riuniscono in Gruppi di acquisto assicurando un’alleanza che scavalca il mercato distorto dall’industrializzazione dell’agricoltura.</p>
<p>Carlo Petrini crede che la svolta debba venire dalle comunità del cibo, i 100mila soci di Slow Food ci credono, le migliaia di persone in rappresentanza di oltre 150 Paesi, che hanno trasformato il sogno di <a href="http://www.terramadre.info" target="_blank">Terra Madre</a> in un appuntamento biennale reale (quest’anno ci sarà la quarta edizione, sempre a Torino, in occasione del Salone del Gusto) ci credono. L’uomo devo ritrovare il contatto con la Terra, l’uomo deve ritrovare il buon senso. Solo così ritroverà se stesso. Anche noi ci crediamo.</p>


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		<title>Donne per le donne</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 12:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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Non ci sono articoli collegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla ricerca di un regalo per una cara amica che compie gli anni il giorno della Befana ne ho scoperto uno davvero unico e originale che ho deciso di fare anche a me: l’iscrizione al corso “<em>Donne per le donne</em>”, il primo e unico in Italia tenuto da due trainer d’eccezione <a href="http://www.blessyou.it" target="_blank">Lucia Giovannini </a>e <a href="http://www.deboraconti.com" target="_blank">Debora Conti</a>. E’ in calendario a Riccione dal 21 al 23 maggio 2010 e quindi l’idea rimane valida anche per San Valentino o un’altra occasione speciale. <span id="more-2916"></span></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2930" title="La nascita di Venere (Botticelli)" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/venere1-300x293.jpg" alt="La nascita di Venere (Botticelli)" width="300" height="293" />Obiettivo del corso è <em>risvegliare l’energia femminile</em> che è in tutte noi, svilupparla e usarla al meglio migliorando i rapporti con noi stesse e con l’altro sesso. Un’occasione quindi per farsi un regalo e anche per farlo a chi ci sta a cuore: amiche, mamme, mogli, compagne, sorelle, figlie, colleghe.</p>
<p>Perché noi donne viviamo sempre più circondate da un’energia maschile, in una società maschile, in un ambiente di lavoro al maschile e adottandone i modelli di comportamento rischiamo di perdere la nostra grande forza, la nostra unicità femminile.</p>
<p>Frequentando di recente alcuni corsi di crescita personale proposti da Lucia Giovannini ho infatti scoperto che cambiare è possibile se lo vogliamo veramente e soprattutto agiamo. Quindi dobbiamo e possiamo ritrovare noi stesse, superare i condizionamenti e imparare a vivere al fianco degli uomini, ma anche delle donne.</p>
<p>A casa e sul lavoro. Lasciare le abitudini che non ci sono utili, dosare le energie, fissare e raggiungere gli obiettivi che abbiamo a cuore.<img class="alignleft size-full wp-image-2918" title="fuoco" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/fuoco.jpg" alt="Donne per le donne" width="300" height="200" /></p>
<p>Maggio è il mese del risveglio della Dea natura, il periodo più indicato per far sbocciare la nostra femminilità.</p>
<p>Gli strumenti che Lucia Giovannini e Debora Conti ci offriranno sono alcuni insegnamenti della <em>programmazione neurolinguistica e della neuro-semantic</em>a uniti alla partecipazione ad <em>antichi rituali dedicati alle donne</em> in diverse parti del mondo. Si lavorerà con <em>l’emisfero sinistro del nostro cervello</em>, quello più razionale e con l<em>’emisfero destro quello più creativo.</em></p>
<p>Si vivranno insieme dei momenti magici come la freccia delle visione e l<em>a danza sul fuoco e con il fuoco, </em>con musica all’aria aperta al chiaro di luna crescente:un rituale che si ripete da più di 4 mila anni in varie parti del mondo. La mattina ci sarà il tai chi sulla spiaggia. Si arriva il venerdì pomeriggio e si parte la domenica dopo pranzo.</p>
<p>Il costo del corso? Se ci si iscrive entro il 31 marzo è di 350 euro (320 se si porta un’altra donna). A parte c’è il pernottamento e i pasti (vegetariani) presso l’Hotel le Conchiglie di Riccione. Per informazioni: <a href="http://www.donneperledonne.mylifetv.it/" target="_blank">Mylife.</a></p>


<p>Non ci sono articoli collegati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Contro la cellulite</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 15:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosce, glutei, ginocchia. La cellulite colpisce in punti diversi e si presenta in varie forme. Non è solo un inestetismo, ma segnala un cattivo funzionamento dell&#8217;organismo dovuto a più fattori, anche combinati. Ristagno di liquidi,  circolazione venosa e linfatica alterate, cambiamenti di peso (magari dovuti a diete), assunzione di farmaci, etc. Colpisce soprattutto le donne, [...]


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<li><a href='http://www.esseresostenibili.it/alimentazione/combattere-il-cancro-a-tavola/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Combattere il cancro a tavola'>Combattere il cancro a tavola</a></li>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosce, glutei, ginocchia. La cellulite colpisce in punti diversi e si presenta in varie forme. Non è solo un inestetismo, ma segnala un cattivo funzionamento dell&#8217;organismo dovuto a più fattori, anche combinati. Ristagno di liquidi,  circolazione venosa e linfatica alterate, cambiamenti di peso (magari dovuti a diete), assunzione di farmaci, etc. Colpisce soprattutto le donne, ma anche gli uomini possono risentirne. <span id="more-2660"></span><img class="alignright size-full wp-image-2665" title="La donna nel bagno Botero r" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/La-donna-nel-bagno-Botero-r1.jpg" alt="La donna nel bagno Botero r" width="248" height="300" />La cellulite può essere dolorosa e causare ulteriori problemi. Purtroppo nella nostra società afflitta da sovraccarico alimentare, il numero delle persone che ne soffrono è in aumento. Cresce il numero delle persone obese, di coloro che si alimentano in modo poco equilibrato, che non fanno attivitò fisica a sufficienza e queste persone sono naturalmente a rischio cellulite.</p>
<p>Per guarire dalla cellulite non esiste la bacchetta magica né, tantomeno, la crema magica. La pubblicità ingannevole invita all&#8217;acquisto di pomate miracolose e costose. I risultati?  Nulli naturalmente. Creme e massaggi non sono (o non dovrebbero) essere nocivi, ma nemmeno risulutivi. L&#8217;unica via da seguire per trovare giovamento è adottare uno stile di vita sano prima di tutto per prevenire la cellulite e, nel caso questa si fosse già manifestata, per combatterla in modo efficace.</p>
<p>Con vita sana significa fare quotidianamente attività fisica e mangiare di meno e in modo consapevole. Come è ben spiegato nel libro <em>Prevenire i tumori mangiando con</em> <em>gusto</em> edito da Sperling &amp; Kupfer e scritto da Anna Villarini, ricercatrice dell&#8217;Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e Giovanni Allegro, coordinatore di Cascina Rosa, la scuola di cucina dell&#8217;INT creata da Franco Berrino.</p>
<p>Ecco comunque, in sintesi,  i consigli riportati dai due autori:</p>
<p>° via zuccheri e formaggi, poco olio e sale</p>
<p>° mangiare rapanelli o daikon (anche quotidianamente) e le verdure a foglie verdi</p>
<p>° condire con zenzero (non in presenza di fragilità capillare)</p>
<p>° evitare alcolici e caffé</p>
<p>° fare attività fisica tutti i giorni: almeno una passeggiata a passo veloce di 30 minuti</p>
<p>° non fumare: il fumo fa aumentare la cellulite</p>


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		<title>Libro bianco sui Parchi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 10:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Custodiscono angoli di natura incontaminata e paesaggi mozzafiato. Ma anche autentici scrigni di leggende, saperi tradizionali, arte e gastronomia. Oltre a preservare la straordinaria biodiversità della Penisola, i parchi naturali italiani tutelano e valorizzano un patrimonio culturale inestimabile. E possono rappresentare i luoghi ideali per sperimentare modelli di sostenibilità ambientale in campo turistico.
Questo auspicano gli [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Custodiscono angoli di natura incontaminata e paesaggi mozzafiato. Ma anche autentici scrigni di leggende, saperi tradizionali, arte e gastronomia. Oltre a preservare la straordinaria biodiversità della Penisola, i parchi naturali italiani tutelano e valorizzano un patrimonio culturale inestimabile. E possono rappresentare i luoghi ideali per sperimentare modelli di sostenibilità ambientale in campo turistico.</p>
<p><span id="more-2676"></span><img class="alignright size-full wp-image-2679" title="Pizzo Meta Sibillini  foto Giorgio Tassi" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/sibillini.913-r.jpg" alt="Pizzo Meta Sibillini  foto Giorgio Tassi" width="300" height="206" />Questo auspicano gli autori del Libro Bianco “Parchi e cultura 2009” appena presentato da Federculture e Federparchi, stampato in pochissime copie e scaricabile gratuitamente dal sito di <a href="http://www.parks.it" target="_blank">Ferparchi</a>.</p>
<p>Scorrendo il volume in formato pdf si scopre così che, tra parchi nazionali (24), aree naturali,, riserve marine, parchi naturali regionali sono in totale 1144 le aree tutelate in Italia pari al 12,8% del territorio nazionale (siamo al 12° posto in Europa, prima è la Germania, con il 59,4% della sua superficie protetta, segue la Svizzera con il 40% e quindi il Regno Unito con 37,4).</p>
<p>Di recente inoltre, le Dolomiti sono state proclamate dall’Unesco (organizzazione delle nazioni unite per l’educazione, la scienza e la cultura) patrimonio mondiale dell’umanità. In Italia altri 14 siti possono fregiarsi di questo importante riconoscimento.</p>
<p>Da qui l’importanza di continuare a valorizzare queste zone, favorendo da un lato la preservazione di fauna e flora e dall’altro custodendone il patrimonio culturale (oltre 1700 centri storici si trovano nei parchi, 150 musei, 300 castelli, torri, ville storiche).</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2708" title="Parco nazionale Foreste casentinesi" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/Foresta31.jpg" alt="Parco nazionale Foreste casentinesi" width="250" height="188" />Tra i Parchi più attivi che hanno promosso iniziative interessanti ci sono il <a href="http://www.parcoforestecasentinesi.it" target="_blank">Parco nazionale delle foreste Casentinesi </a>che ha creato un marchio di qualità da assegnare alle strutture che si attiene a linee guida della carta europea per il turismo sostenibile e il P<a href="http://www.parconazionale5terre.it" target="_blank">arco nazionale delle 5 terre</a> che ha addirittura aperto un’agenzia di viaggi per indirizzare favorire e indirizzare in modo sostenibile il turismo al suo interno.</p>
<p>L&#8217;Ente parco ligure ha così creato una card che consente l’utilizzo di pulmini ecologici, ascensori, l’accesso al sentiero n.2 (comprendente della Via dell’amore), a centri naturalistici, aree attrezzate, ad alcuni musei interni, l’utilizzo delle biciclette gratuito per tre ore, visita al Centro di salagione delle acciughe, sconti per l’acquisto di prodotti. Da ultimo il Parco sta anche avviando una collaborazione con le Regioni vicine per mandare per esempio turisti nelle vicine Lunigiana e Garfagnana nei periodi di maggiore affollamento</p>
<p>Gli esempi positivi dunque non mancano. I turisti del resto hanno dimostrato di apprezzare le iniziative avviate per sottolineare il legame tra natura e cultura come spettacoli teatrali, letture pubbliche,etc.</p>
<p>I dati economici parlano da soli: nonostante le risorse impegnate nella tutela delle aree da parte degli enti pubblici siano di circa 210 milioni di euro l’anno, le ricadute sul territorio parlano di un giro d’affari  di circa 2 miliardi di euro con 86mila occupati (4mila diretti)  2450 centri visita e oltre 35milioni di visitatori, un dato in aumento, in controtendenza rispetto al calo turistico generale.</p>


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