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	<title>Essere sostenibili &#187; Ambiente</title>
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	<description>Fatti, persone e novità per una vita sostenibile</description>
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		<title>Golfo del Messico: il disastro continua</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 11:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Che cosa sta succedendo nel Golfo del Messico? I media non ne parlano più. Ma il petrolio continua ad uscire dalla trivellazione della British Petroleum. Alcuni uomini stanno facendo dei tentativi (anche ridicoli) per fermare l’onda nera devastante. Il governo americano non è riuscito proteggere i suoi cittadini. Le ripercussioni sull’oceano, sui suoi abitanti, su [...]


Non ci sono articoli collegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Che cosa sta succedendo nel Golfo del Messico? I media non ne parlano più. Ma il petrolio continua ad uscire dalla trivellazione della British Petroleum. Alcuni uomini stanno facendo dei tentativi (anche ridicoli) per fermare l’onda nera devastante.<span id="more-4003"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/carl_safina_leatherback1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4013" title="carl_safina_leatherback" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/carl_safina_leatherback1-300x223.jpg" alt="Golfo del Messico: il disastro continua" width="300" height="223" /></a> Il governo americano non è riuscito proteggere i suoi cittadini. Le ripercussioni sull’oceano, sui suoi abitanti, su noi tutti sono e saranno gravissime&#8221;. Questa, in sintesi, la denuncia di <a href="http://www.carlsafina.org" target="_blank">Carl Safina</a>, biologo, esperto in ecosistemi marini, autore di cinque libri, divulgatore scientifico, presidente del <a href="http://www.blueocean.org" target="_blank">Blue Ocean</a> Institute che ha sede a New York. Il suo obiettivo è far sapere cosa c’è dietro il disastro causato dalla BP nel Golfo del Messico. Quali sono le implicazioni ecologiche, sociologiche e morali. Per noi come persone che abbiamo a cuore il nostro pianeta, per noi consumatori perchè l&#8217;oceano è una immensa risorsa alimentare. Che ci stanno togliendo. Anche grazie alla BP. Lo racconta alla <a href="http://www.ted.com" target="_blank">Ted Conferenc</a>e molto bene. <!--copy and paste--><a href="http://www.ted.com/talks/carl_safina_the_oil_spill_s_unseen_culprits_victims.html" target="_blank">Guardate il video</a> e rifletteteci sopra.</p>


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		<title>Una pianta anti zanzare</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 06:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Stop alle zanzare. Senza prodotti chimici, grazie ad una pianta, la Catalpa originaria del Nord America, ma presente da tempo in Italia. A scoprirne le proprietà di repellente naturale ed ecologico per questi fastidiosissimi insetti è stato Giovanni Ambrogio, 72 anni, vivaista di Leno (Brescia). Dopo aver individuato alcuni anni fa, su segnalazione di alcuni [...]


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<li><a href='http://www.esseresostenibili.it/ambiente/vaso-biodegradabile/' rel='bookmark' title='Permanent Link: &#8220;Vaso&#8221; biodegradabile'>&#8220;Vaso&#8221; biodegradabile</a></li>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Stop alle zanzare. Senza prodotti chimici, grazie ad una pianta, la Catalpa originaria del Nord America, ma presente da tempo in Italia. A scoprirne le proprietà di repellente naturale ed ecologico per questi fastidiosissimi insetti è stato Giovanni Ambrogio, 72 anni, vivaista di Leno (Brescia). <a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/catambra_dimensioni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3979" title=" piante di catambra" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/catambra_dimensioni-300x161.jpg" alt="Una pianta anti zanzare" width="300" height="161" /></a>Dopo aver individuato alcuni anni fa, su segnalazione di alcuni amici, una zona verdeggiante in riva al Po, nel cremonese, dove le zanzare erano assenti, Giovanni Ambrogio si mise a studiare le piante presenti fino ad individuare la Catalpa. Il suo segreto? Una sostanza naturale, il catalpolo, che tiene lontane le zanzare. Con grande caparbietà il vivaista ha poi selezionato, tramite innesti successivi, una variante ornamentale della pianta, contente catalpolo in misura quattro volte superiore alla media. Da qui il brevetto della pianta a livello europeo con il nome di Catambra</p>
<p>Basta dunque zampironi, pasticche e fornelletti, spray e ogni genere di insetticida, più o meno tossico. Per non essere punti dalle zanzare basta piantare qualche pianta in giardino oppure metterle, in vasi, sul terrazzo o in casa. “Il catalpolo è una molecola volatile contenuta nelle foglie che genera un effetto a cascata per un raggio d’azione doppio all’ampiezza delle fronde” spiega Giovanni Ambrogio. “In giardino basta una pianta ogni tre metri, sul balcone ogni due, in casa una per stanza”. Visti i risultati alcuni comuni  lombardi hanno già provveduto a piantumare con Catambre alcuni parchi evitando così le costose e tossiche disinfestazioni chimiche. <br />
 Per saperne di più e trovare gli indirizzi dei negozi e dei vivai dove è possibile acquistare la pianta basta andare sul sito del <a href="http://www.ambrogioitalia.com" target="_blank">Vivaio Ambrogio</a> dove è  visibile anche un <a href="http://www.ambrogioitalia.com/catambra_video_003.htm" target="_blank">video</a>.</p>


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<li><a href='http://www.esseresostenibili.it/ambiente/vaso-biodegradabile/' rel='bookmark' title='Permanent Link: &#8220;Vaso&#8221; biodegradabile'>&#8220;Vaso&#8221; biodegradabile</a></li>
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		<title>L&#8217;impatto ambientale dell&#8217;alimentazione</title>
		<link>http://www.esseresostenibili.it/ambiente/come-ridurre-limpatto-ambientale-dellalimentazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 09:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Spesa biologica]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente e nutrizione]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando componiamo un menu pensiamo principalmente al gusto, alla salute e al portafoglio. Ma c&#8217;è anche un quarto fattore, importantissimo,  il più delle volte ignorato: l&#8217;impatto degli alimenti sull&#8217;ambiente. Infatti, il settore agricolo è responsabile del 33% delle emissioni di gas serra sulla terra. E in media, il 25% dell&#8217;impatto sull&#8217;ambiente della singola persona dipende dalla sua alimentazione.
Sono cifre altissime, [...]


Non ci sono articoli collegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando componiamo un menu pensiamo principalmente al gusto, alla salute e al portafoglio. Ma c&#8217;è anche un quarto fattore, importantissimo,  il più delle volte ignorato: l&#8217;impatto degli alimenti sull&#8217;ambiente. Infatti, il settore agricolo è responsabile del 33% delle emissioni di gas serra sulla terra. E in media, il 25% dell&#8217;impatto sull&#8217;ambiente della singola persona dipende dalla sua alimentazione.<a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/beef.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-3950" title="beef" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/beef.gif" alt="Limpatto ambientale dellalimentazione"  /></a><br />
Sono cifre altissime, illustrate ieri durante un convegno organizzato a Milano dal Barilla Center for food and nutrition. Com&#8217;è facile immaginare, quest&#8217;impatto pesante è dovuto al dilagante stile di vita &#8220;all&#8217;americana&#8221;, cioè consumo di molta carne e di cibi raffinati. Fra le varie tabelle mostrate durante il congresso spiccava quella che mostra l&#8217;impatto causato dalla produzione e cottura, in termini di emissioni di CO2 (anidride carbonica), di tre gruppi alimentari: frutta, pasta e carne bovina. L&#8217;impatto minore deriva dalla frutta: ogni chilo corrispondono a 90 grammi di CO2, mentre ogni chilo di pasta causa l&#8217;emissione di 1,2 kg di CO2. La carne bovina batte tutti i parametri: ogni chilo corrisponde all&#8217;emissione di 32 kg di CO2!</p>
<p>A che cosa è dovuto l&#8217;impatto pesante della carne bovina? Fondamentalmente il problema nasce per la poca efficienza della catena alimentare: per nutrire gli animali, gli agricoltori coltivano grano, legumi e mais. Poi gli animali vengono macellati e consumati come cibo. Ma la quantità di proteine ricavate da un bovino macellato è cinque volte inferiore della quantità di proteine che si può ricvare dal terreno usato per coltivare gli alimenti destinati all&#8217;alimentazione del bovino. In altre parole: un ettaro di terreno può produrre 5 volte più proteine (vegetali) di quante ne fornisce un bovino nutrito con grano ecc. coltivato su un ettare di terreno. Quindi, mangiare carne bovina significa quintuplicare lo &#8220;sforzo&#8221; della terra. Ma questo non è tutto:  per ogni mucca allevata nelle stalle europee vengono erogati 900 euro di sussidi all&#8217;anno! L&#8217;efficienza alimentare della carne bovina è davvero bassa.<br />
Ogni anno la popolazione mondiale cresce di 79 milioni di persone. <br />
Forse dopo l&#8217;efficienza energetica delle macchine e degli edifici dovrebbe essere migliorata l&#8217;efficienza alimentare. Com&#8217;è stato detto al congresso, questo si può fare mangiando più possibile alimenti di produzione locale e a filiera corta, evitando più possibile la carne e non acquistando prodotti con voluminosi imballaggi. A questo proposito si potrebbe migliorare con poco sforzo il modo di imballare i formaggi nei supermercati: ogni pezzo viene &#8220;protetto&#8221; da tre strati, prima una foglia di plastica trasparente, poi una foglia di alluminio, infine il sacchetto di carta!</p>
<p>Trovo interessante come si procurano la carne le popolazioni africane che vivono in campagna: galline e galli girano e<a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/DSCN1172.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3955" title="galline libere" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/DSCN1172-300x189.jpg" alt="Limpatto ambientale dellalimentazione" width="300" height="189" /></a> si riproducono liberamente. Ogni tanto uno di loro finisce in pentola.</p>


<p>Non ci sono articoli collegati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ecomaretona al via</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 06:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Avete a cuore l&#8217;ambiente? Vi piace correre? C&#8217;è un modo per unire le due cose:partecipare a una o più tappe della terza edizione dell&#8217; Ecomaretona 2010. Obiettivo di quest&#8217;anno è monitorare le coste delle due grandi isole del nostro Paese, la Sardegna e la Sicilia. La partenza è prevista per il 3 luglio, da Cagliari, [...]


Non ci sono articoli collegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p><strong><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Avete a cuore l&#8217;ambiente? Vi piace correre? C&#8217;è un modo per unire le due cose:partecipare a una o più tappe della terza edizione dell&#8217; Ecomaretona 2010. Obiettivo di quest&#8217;anno è monitorare le coste delle due grandi isole del nostro Paese, la Sardegna e la Sicilia. <a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/Ecomaretona-r.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3926" title="Ecomaretona " src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/Ecomaretona-r-300x200.jpg" alt="Ecomaretona al via " width="300" height="200" /></a>La partenza è prevista per il 3 luglio, da Cagliari, l&#8217;arrivo, 28 tappe e 500 chilometri dopo, il 31 luglio a Reggio Calabria. Chiunque, prenotandosi, può correre accanto all&#8217;organizzatore, l&#8217;imprenditore tessile Giuseppe Tamburino. Quest&#8217;anno inoltre,  l&#8217;iniziativa supporta Walce (Women Against Lung Cancer in Europe) </span></span></strong><strong><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">per sensibilizzare le donne sui</span></span></strong><strong><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> </strong></span></span></strong><strong><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">tumori del polmone (in aumento negli ultimi anni). </span></span></strong></p>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Cosa faranno, oltre a correre, gli “ecomaretoneti”? Riscopriranno le coste di Sardegna e Sicilia con le loro eccellenze, le bellezze e le risorse, ma anche registrando situazioni di degrado e di cattivo utilizzo. Con un occhio particolare per: <span style="color: #000000;">numero e qualità delle spiagge pubbliche e dei servizi; accessi ai diversamente abili alle spiagge; pulizia delle spiagge; sicurezza e sorveglianza delle spiagge pubbliche e private. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Per i bambini </span></span></span><strong><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">verranno organizzate degli appuntamenti con brevi corse e tanti giochi divertenti. Verrà anche allestito un Ecovillaggio dove si terranno incontri e iniziative all&#8217;insegna della sostenibilitàl</span></span></strong><strong><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">. Per chiacchierare con i corridori e mettere a punto insieme strategie per salvaguardare i luoghi a noi più vicini.</span></span></strong></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>


<p>Non ci sono articoli collegati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Trekking del Cristo pensante</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 06:15:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[
Questa è la storia di un piccolo grande uomo e di una piccola grande idea. L&#8217;uomo è Pino Dellasega, ex atleta Fiamme Gialle, maestro di sci e fondatore della Scuola Italiana Nordic Walking. L&#8217;idea era quella di realizzare e posizionare la statua del Cristo Pensante (riproduzione di un manufatto acquistato anni fa da Pino in [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Questa è la storia di un piccolo grande uomo e di una piccola grande idea. L&#8217;uomo è Pino Dellasega, ex atleta Fiamme Gialle, maestro di sci e fondatore della Scuola Italiana Nordic Walking. L&#8217;idea era quella di realizzare e posizionare la statua del Cristo Pensante (riproduzione di un manufatto acquistato anni fa da Pino in Polonia) sulla cima del Castellazzo, a 2333 metri, sullo spartiacque tra la valle di Fiemme e il Primiero, nel comune di Tonadico. <a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/cristo-pensante-r1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3922" title="cristo pensante " src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/cristo-pensante-r1-300x225.jpg" alt="Il Trekking del Cristo pensante" width="300" height="225" /></a>Un&#8217;impresa “impossibile” dato che il monte si trova all&#8217;interno di una Parco nazionale dove è difficile persino spostare un sassolino, figuratevi portare una scultura su di una montagna&#8230;<br />
 Eppure Pino ci è riuscito. Ha lottato, ha patito, eppure non ha mai mollato. In molti gli hanno chiuso la porta in faccia, tanti altri però hanno creduto al suo sogno.) Dopo quasi due anni, dal 29 giugno del 2009 il “Cristo pensante”, opera dello scultore Paolo Lauton (in marmo bianco, 2500 chili di peso) e l&#8217;enorme croce di Pierpaolo Dellantonio, svettano sul Castellazzo. E da questo progetto è nato anche il “Trekking del Cristo pensante”. Un percorso di due ore, alla portata di tutti, messo a punto grazie alla collaborazione tra l’APT della Val di Fiemme, l’APT di San Martino di Castrozza, Passo Rolle e Vanoi e l’Ente Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino. <br />
 A un anno di distanza sono state oltre 15mila le persone che sono salite in vetta a dire una preghiera (o un pensiero) ai suoi piedi. Religiosi e laici. Il Trekking infatti riprende una tradizione di fede polacca vuole essere un invito alla meditazione e a riappropriarsi del proprio tempo abbandonando per un momento la frenesia del quotidiano e gustando lo scenario incantevole che la natura sa offrire da quelle parti.<br />
 Il 29 giugno, in occasione dell&#8217;anniversario, si terrà un trekking commemorativo. Un&#8217;occasione per scoprire quei posti magici, per muoversi in modo sostenibile, per stringersi gli uni agli altri e respirare a pieni polmoni l&#8217;aria della speranza. Con Pino Della Sega e tutti i suoi amici virtuali e reali. Anche con i bastoncini da nordic walking.</span></span></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Nespresso e i rifiuti di alluminio</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 07:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Eco Shopping]]></category>
		<category><![CDATA[elettricità]]></category>
		<category><![CDATA[nespresso]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alluminio]]></category>

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		<description><![CDATA[Martella e martella, giorno dopo giorno, a base di pubblicità televisiva, e Nespresso, con l&#8217;aiuto della simpatica faccia di Clooney, prende piede anche da noi, nel paese della moca e dei gourmet del café. Purtroppo e non tutti lo sanno, ogni café Nespresso lascia una cialda vuota realizzata con 0,5 grammi di alluminio. L&#8217;alluminio di solito si può riciclare, ma non quello delle [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martella e martella, giorno dopo giorno, a base di pubblicità televisiva, e Nespresso, con l&#8217;aiuto della simpatica faccia di Clooney, prende piede anche da noi, nel paese della moca e dei gourmet del café. Purtroppo e non tutti lo sanno, ogni café Nespresso lascia una cialda vuota realizzata con 0,5 grammi di alluminio. L&#8217;alluminio di solito si può riciclare, ma non quello delle cialde . Va infatti destinato alla spazzatura generale, non a quella differenziata.<span id="more-3780"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/Nespressotab.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3813" title="Nespresso" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/Nespressotab-300x205.jpg" alt="Nespresso e i rifiuti di alluminio" width="300" height="205" /></a></p>
<p>A prima vista sembra irrivelante buttare via 0,5 grammi di alluminio ogni volta. Infatti, i responsabili di Nespresso fanno sapere che la quantità di alluminio usato per la fabbricazione delle cialde è ridotta al minimo e che le norme dell&#8217;UE prevedono in questo caso la non riciclabilità. Il problema sta negli enormi quantitativi di cialde che Nespresso vende: nel 2009 ne sono state prodotte 4.8 miliardi ! Basta un semplice calcolo per rendersi conto che 10 milioni di capsule corrispondono a 5 tonnellate di alluminio, 100 milioni di capsule a 50 tonnellate e così via. Quindi Nespresso provoca un enorme spreco di un prezioso materiale. E anche uno spreco di energia perché  la produzione di alluminio è uno dei settori industriali più energivori che esiste. </p>
<p>Naturalmente tutte le cialde di café, non solo quelle di Nespresso, causano rifiuti che potrebbero essere evitare benissimo usando la caffettiera o una macchina espresso senza cialde. Ma mai è stato raggiunto un successo nel settore del caffé come sta succedendo con Nespresso:. Stanno così sparendo le moca e le belle caffettiere di design create negli anni 90. Da profani appare un mistero come il sistema cialda abbia potuto espandersi in misura così enorme di fronte ai grossi problemi di energia e di rifiuti che affligge ormai tutto il mondo. A che cosa serve risparmiare da una parte e inventare nuovi sprechi da un&#8217;altra? (la domanda naturalmente è retorica, ognuno di noi lo può intuire&#8230;)</p>


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		<title>Novità luci a risparmio</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 14:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Eco Shopping]]></category>
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		<category><![CDATA[illuminazione led]]></category>
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		<description><![CDATA[Due aziende hanno fatto progressi enormi nello sviluppo di luci a basso consumo energetico: Ikea e Flos. Da Ikea è in vendita una bella gamma di luci da utilizzare in esterni che si ricaricano con i raggi del sole. Flos invece ha presentato all&#8217;ultimo Salone del Mobile di Milano le sue proposte per illuminare gli ambienti con luci a led, una nuova tecnologia che oggi consente il [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Due aziende hanno fatto progressi enormi nello sviluppo di luci a basso consumo energetico: Ikea e Flos. Da Ikea è in vendita una bella gamma di luci da utilizzare in esterni che si ricaricano con i raggi del sole. Flos invece ha presentato all&#8217;ultimo Salone del Mobile di Milano le sue proposte per illuminare gli ambienti con luci a led, una nuova tecnologia che oggi consente il massimo risparmio energetico.<a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/superstudio072.jpg"></a><span id="more-3567"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/superstudio0721.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3803" title="led illuminazione diffusa" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/superstudio0721.jpg" alt="Novità luci a risparmio" width="300" height="224" /></a><br />
Assegnerei quattro stelle (su cinque) in un&#8217; ipotetica scala generale divalutazione, alle nuove lampade da giardino Ikea: una piccola cellula fotovoltaica integrata nel corpo della lampada fornisce l&#8217;elettricità. Le lampade illuminano molto bene e hanno prezzi davvero accesibili. All&#8217;interno del corpo-lampada si trovano delle lampadine a led che consuma pochissima elettricità e che hanno una durata di almeno 20 mila ore. La ricarica solare garantisce autonomia elettrica per circa nove ore al giorno, quindi queste lampade da giardino dovrebbero funzionare, facendo un calcolo approssimativo, per almeno sei anni. Dopo saranno da buttare  perché le lampadine a led non si possono sostituire.<br />
Comunque sia, il catalogo Ikea offre 10 diversi modelli, alcuni da appoggiare sulla tavola, altri da posizionare per terra. I prezzi vanno da un minimo di otto ad un massimo di 30 euro. Nessuna di queste lampade ha bisogno di un collegamento elettrico per il funzionamento. Si può scegliere tra modelli funzionali con luce bianca e modelli decorativi che emettono una luce colorata, rossa o turchese.</p>
<p>Durante l&#8217;ultimo Salone del Mobile di Milano, l&#8217;azienda illuminotecnica Flos ha sorpreso i visitatori con un grande allestimento di illuminazioni a led, <em>Soft Architecture. </em>In pratica, i progettisti di Flos hanno creato delle contro-pareti<a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/KELVIN_led_45_blk_front.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3800" title="KELVIN_led_45_blk_front" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/KELVIN_led_45_blk_front.jpg" alt="Novità luci a risparmio" width="277" height="239" /></a> sotto le quali vengono integrate sorgenti luminosi a led, in più punti,  e a secondo il tipo di ambiente posizionati diversamente. Con questo sistema l&#8217;ambiente non viene più illuminato da una sorgente di luce unica, attaccata a una parete o al soffitto, ma viene creata una luce diffusa attraverso delle pareti qua e là illuminate. Nella foto le sorgenti di luce sono indicate con una freccia nera. <br />
Naturalmente, per leggere o per attività di precisione, la luce diffusa va completata con una lampada che crea una luce mirata. Per quest&#8217;uso, Flos propone la lampada <em>Kelvin Led. </em> <em>   <br />
</em>La proposta di Flos cambia il concetto dell&#8217;illuminazione indoor. In termini di risparmio energetico è un grande passo avanti. Ma naturalmente in questo caso si parla di prezzi ben più alti di quelli che valgono per le lampade Ikea.</p>


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		<title>Facciamo Nordic Walking</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 06:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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		<category><![CDATA[taglio centrale]]></category>
		<category><![CDATA[Pino Dellasega]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo un popolo di sedentari, spesso mangiamo male e rischiamo sempre più di prendere tanti chili di troppo e di ammalarci. Ormai è dimostrato che per stare in salute è necessario mangiare in modo sano ed equilibrato e soprattutto fare attività fisica. Il nordic walking, la camminata nordica con i bastoncini “inventata” in Finlandia e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo un popolo di sedentari, spesso mangiamo male e rischiamo sempre più di prendere tanti chili di troppo e di ammalarci. Ormai è dimostrato che per stare in salute è necessario mangiare in modo sano ed equilibrato e soprattutto fare attività fisica. Il nordic walking, la camminata nordica con i bastoncini “inventata” in Finlandia e arrivata in Italia di recente, è un modo per “darci una mossa”  senza controindicazioni. <span id="more-3603"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/nordic-walking-sulla-spiaggia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3605" title="nordic walking sulla spiaggia" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/nordic-walking-sulla-spiaggia.jpg" alt="Facciamo Nordic Walking" width="300" height="200" /></a>La bella stagione è l&#8217;ideale per cominciare. E’ un&#8217;attività sportiva indicata a tutti e a tutte le età, praticabile ovunque: in città, in campagna, sulla spiaggia. Tra l’altro, a parità di sforzo, è un’attività che presenta molti più benefici di tante altre. Se ben fatta, <em>tonifica e rinforza almeno l’85%  dei muscoli</em> del nostro corpo e <em>aumenta del 50% il dispendio calorico</em> rispetto alla semplice camminata. “Grazie al nordic walking si migliora la postura e si impara a camminare in modo corretto, coordinato e consapevole” spiega Pino Dellasega, fondatore della <a href="http://www.scuolaitaliananordicwalking.it" target="_blank">Scuola italiana Nordic walking</a> e autore di “<em>Nordic Walking, camminare con i bastoncini</em>” (<a href="http://www.artimedia.it" target="_blank">Artimedia</a>,Valentina Trentini editore, 286 pag. 18 euro), l’unico manuale sull’argomento. “I bastoncini non servono come appoggio, ma per dare la spinta. Il peso del corpo viene ripartito su quattro punti così che le articolazioni delle gambe non vengono sollecitate troppo e si alleggerisce lo stress su ginocchia e caviglie. In questo modo si prevengono anche i disturbi alla schiena e alla cervicale”. Non da ultimo il nordic walking <em>contribuisce ad allentare lo stress</em>, a stimolare la parte creativa del nostro cervello. Insomma, fa davvero star bene a 360°.</p>
<p>I costi? A parte le fondamentali lezioni iniziali con un istruttore certificato, basta avere un paio di scarpe da ginnastica, abbigliamento comodo e dotarsi di un paio di bastoncini (fissi telescopici) il cui prezzo medio variano dai 25 agli oltre 100 euro per i modelli più leggeri in carbonio. Una volta attrezzati non resta che praticare. Il nordic walking è anche un’opportunità per s<em>ocializzare ed entrare in contatto con la natura</em>. Camminare con i bastoncini è infatti ecosostenibile, a impatto zero, ideale per scoprire l’ambiente e il territorio che ci circondano. Allora, cosa aspettate a mettervi in contatto con un istruttore?</p>


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		<title>Bici Day</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 06:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Riflettori accesi sulla due ruote. Il 9 maggio in Italia si celebra la prima edizione della Giornata Nazionale della Bicicletta e anche l’XI edizione di Bimbinbici. L’obiettivo comune è rilanciare l’impegno dei Comuni a favore della mobilità sostenibile. Il Ministero dell’Ambiente, in particolare, prevede premi ai Paesi e alle città che durante la giornata e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Riflettori accesi sulla due ruote. Il <em>9 maggio</em> in Italia si celebra la <em><strong>prima edizione della <a href="http://http://giornatadellabicicletta.minambiente.it/" target="_blank">Giornata Nazionale della Bicicletta </a>e</strong></em> anche l’XI edizione di <em><strong>Bimbinbici.</strong></em> L’obiettivo comune è rilanciare l’impegno dei Comuni a favore della mobilità sostenibile. Il Ministero dell’Ambiente, in particolare, <span id="more-3706"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/image_preview.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3709" title="Val di Fiemme" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/image_preview-300x198.jpg" alt="Bici Day" width="300" height="198" /></a>prevede premi ai Paesi e alle città che durante la giornata e quindi in via permanente riservino chilometraggi consistenti, protetti, agli amanti delle due ruote. Le adesioni al Concorso sono state numerose così come, testimonia la<a href="http://www.fiab-onlus.it" target="_blank"> Fiab</a>- Federazione italiana amici delle biciclette, quelle dell e cittadine, oltre 250, che metteranno in cantiere giochi, manifestazioni, iniziative per portare i pargoli o far usare loro le biciclette.  La speranza è che, come al solito, il favorire questo mezzo pulito di locomozione non si limiti al 9 maggio.</p>
<p>Passi avanti sono stati fatti, è vero, anche nelle grandi città, ma mai abbastanza. Eppure gli esempi all’estero aspettano soltanto di essere copiati e applicati. Anche con poche risorse. Da capire infatti è che creare percorsi per i ciclisti è proprio una risorsa. Lo hanno verificato, negli anni, le Regioni più a vocazione turistica. I ciclisti sono una categoria di turisti eccezionale: non inquinano, sono educati, amanti della natura, amano mangiare i prodotti locali di qualità in dosi consone allo sforzo fisico (quindi abbondanti).</p>
<p>Spicca su tutti il <em>Trentino</em><strong> </strong>che ha messo a punto itinerari, mappe, alberghi attrezzati con ricoveri e piccole officine, menù studiati ad hoc. Di recente sono stata in <a href="http://www.visitfiemme.it" target="_blank"><strong>Val di Fiemme</strong></a> e sono rimasta piacevolmente sorpresa dalle attenzioni riservate a chi si sposta in bici. Da solo e in famiglia. C’è una pista lungovalle di 37 chilometri e un dislivello fattibile di 150 metri, più di 200 chilometri per chi predilige la mountain bike ricavati da sentieri fra le magnifiche foreste e i vecchi percorsi militari; parchi per chi pratica il free-ride, le acrobazie.</p>
<p>E poi guide gratuite, mappe da scaricare dal web, hotel bike-friendly. Insomma un vero paradiso per i ciclisti che qui si sentono a casa e non una specie a rischio d’estinzione. Anche in <em>Alto Adige</em> non mancano gli itinerari tra i campi e i boschi. Lo stesso dicasi per il <em>Veneto e il Friuli Venezia Giulia</em>.<br />
Sarà il caso però che si scenda finalmente a valle e dentro le città dove c’è molto ancora da fare. Buona biciclettata a tutti!</p>


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		<title>GeMiTo: tutti a piedi!</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 06:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Riccardo Carnovalini]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Genova andata e ritorno passando per Milano e Torino. A piedi, alla ricerca della bellezza e di uno stile di vita “più lento, più profondo, più dolce”. La partenza è avvenuta domenica 25 aprile,  dal Bigo del Porto Antico di Genova e siamo già alla settima tappa del viaggio (vedi video). Tutti possono partecipare [...]


Non ci sono articoli collegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Genova andata e ritorno passando per Milano e Torino. A piedi, alla ricerca della bellezza e di uno stile di vita “più lento, più profondo, più dolce”. La partenza è avvenuta <em>domenica 25 aprile</em>,  dal Bigo del Porto Antico di Genova e siamo già alla settima tappa del viaggio (vedi video). Tutti possono partecipare a una o più tappe. I chilometri da percorrere saranno 707.<span id="more-3551"></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/33zw7tIpsvM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/33zw7tIpsvM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>I protagonisti di <a href="http://www.gemito.movimentolento.it" target="_blank">GeMiTo</a>? Riccardo Carnovalini, Alberto Conte, Claudio Jaccarino, Gianluca Bonazzi, Andrea Zuin, Benedetta Erbice e quattro asinelli-portatori.  E poi <em>tutti noi</em> nel senso che ci si può iscrivere  direttamente sul sito e quindi presentarsi sul cammino. Da casa si può seguire il percorsocollegandosi a facebook, twitter o guardando i video. Il principale obiettivo del progetto sarà quello di raccontare “progetti a colori” che <em>conciliano sobrietà con occupazione</em>, iniziative che producono ricchezza rispettando il territorio e chi lo abita.</p>
<p>L’itinerario connetterà tra loro realtà economiche che funzionano, con una rete “a bassa velocità” su cui far transitare le persone, le loro esperienze e le loro idee, ma anche le energie e l’ottimismo necessari per metterle in pratica. Sono previsti incontri sul territorio per creare uno sciame d’interesse e di proposte sulle strategie necessarie a un’economia costruita dal basso, con piccoli e rivoluzionari esempi locali. <em>L’agricoltura biologica contro quella transgenica</em>, i vigneti contro i capannoni, il bello contro il brutto, il valore della fraternità e della comunità contro l’atomizzazione sociale, il cammino e l’ascolto contro una vita dopata dalla velocità e dalla superficialità. Ecco qualcosa in più su chi ha aderito sin dall&#8217;inizio:  <em>Riccardo Carnovalini</em>, ideatore dell’iniziativa, è un camminatore di professione che ha fatto del viaggio a piedi una ragione di vita. Con lui c&#8217;è <em>Alberto Conte</em>, ingegnere aerospaziale che qualche anno fa ha abbandonato la carriera in azienda per dedicarsi al suo grande sogno: la realizzazione di una rete nazionale di itinerari a piedi e in bicicletta; quindi <em>Gianluca Bonazzi</em>, scrittore e “raccoglitore di storie” e <em>Claudio Jaccarino</em>, pittore in cammino.<span id="_marker"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 4pt 0cm 2pt;"><span style="font-family: Verdana; font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"> </span></p>
<p>“GeMiTo sarà anche un esperimento di comunicazione che utilizzerà tecnologie innovative” mi ha detto Alberto Conte, animatore del progetto e di <a href="http://www.itineraria.it" target="_blank">Itineraria</a> e del Movimento lento.”Una mappa interattiva on line si popolerà giornalmente di video, fotografie, racconti”. GeMiTo crediamo sia un’opportunità per molti di entrare in contatto con il proprio territorio, conoscerlo più da vicino e, allo stesso tempo, per cercare di scrutare anche dentro il nostro territorio più profondo cioè noi stessi. Perché camminare apre il cuore e la mente, aiuta a respirare e a cambiare. Come ha detto Marcel Proust: “L’unico vero viaggio, non è andare verso nuovi paesaggi, ma avere altri occhi.”</p>


<p>Non ci sono articoli collegati.</p>]]></content:encoded>
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