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	<title>Essere sostenibili &#187; Alimentazione</title>
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	<description>Fatti, persone e novità per una vita sostenibile</description>
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		<title>I ristoranti Ethos</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 05:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è facile trovare, in Italia, ristoranti che offrono dei menu preparati con ingredienti bio e ricette di piatti &#8220;salutari&#8221; oltre che gustosi. Un percorso interessante da questo punto di vista lo stanno facendo i quattro locali del gruppo Ethos. Di iniziativa mia non sarei mai entrata in uno di questi, definiti &#8221;Pizzeria e Steakhouse&#8221; perché non [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è facile trovare, in Italia, ristoranti che offrono dei menu preparati con ingredienti bio e ricette di piatti &#8220;salutari&#8221; oltre che gustosi. Un percorso interessante da questo punto di vista lo stanno facendo i quattro locali del <a href="http://www.gruppoethos.it" target="_blank">gruppo Ethos</a>. Di iniziativa mia non sarei mai entrata in uno di questi,<span id="more-4002"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/pane_012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4048" title="pane_01" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/pane_012-300x200.jpg" alt="I ristoranti Ethos" width="300" height="200" /></a> definiti &#8221;Pizzeria e Steakhouse&#8221; perché non mangio  la carne. Invece sono rimasta sorpresa in modo positivo. Ecco i motivi: per fare le pizze viene usata farina biologica di provenienza italiana, a scelta bianca o integrale macinata a pietra. Perché è importante che la farina sia macinata a pietra? Solo così il chicco rimane interamente nella farina che esce dal mulino perché la crusca non viene separata durante la macinatura. La farina integrale non macinata a pietra è invece composta da farina bianca e crusca aggiunta, solitamente da provenienza diversa. <br />
Passando ai primi piatti è possibile sceglierne almeno uno preparato con ingredienti vegetariani biologici e uno con ingredienti biologici inclusa la carne. Inoltre, su richiesta specifica, la pasta è integrale.<br />
Anche tra i secondi di carne, pesce e ortaggi alcuni vengono preparati con ingredienti biologici. Inoltre, si può scegliere carne <em>Chianina</em>, un&#8217;antica razza di bovino allevata soprattutto in Emilia Romagna e Toscana.<br />
Da poco nei ristoranti di questa catena viene servita una birra biologica prodotta in Italia con soli ingredienti italiani, la <a href="http://www.birralibera.it/" target="_blank">Birra Libera</a>, un prodotto di filiera corta. Anche la qualità del pane viene curata più che in altri ristoranti: per farlo lievitare viene usata la pasta madre, un procedimento che dà un sapore particolare (leggermente acidulo) e risulta più digeribile rispetto al lievito di birra. Anche qui le farine vengono da coltivazioni italiane.  <br />
Un&#8217;altra particolarità dei ristoranti del gruppo Ethos sono i piatti contrassegnati con una foglia stilizzata a indicare che seguono le regole della dieta Gift di <a href="http://www.lucaspeciani.eurosalus.com/libri/libri/la-dieta-antifame---di-attilio-e-luca-speciani.html" target="_blank">Attilio e Luca Speciani</a>. Queste ricette non contengono ingredienti raffinati come zucchero, farina bianca, aromatizzanti, ecc., i criteri più importanti sono un&#8217;equilibrata composizione di carboidrati, proteine e verdure e la cura del gusto.<br />
Ho conosciuto questo gruppo di ristoranti grazie agli eventi che vengono organizzati regolarmento presso Grani&amp;Braci, la sede milanese nelle vicinanze della stazione Garibaldi, l&#8217;occasione per mostrare e parlare di nuovi alimenti e procedure di preparazione. Le date si possono trovare sul sito.</p>


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		<title>In giro per i negozi</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 10:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Milano ha aperto un negozio che vende prodotti enogastronomici molto particolari, a prezzi interessantissimi: Vie del gusto store. Si trova in viale Zara 28, si sviluppa su due piani e offre prodotti tipici provenienti da aziende agricole e di trasformazione  troppo piccole per entrare in una rete di distribuzione o per creare una propria rete di vendita. Vie del Gusto store è [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>A Milano ha aperto un negozio che vende prodotti enogastronomici molto particolari, a prezzi interessantissimi: <em>Vie del gusto store.</em> Si trova in viale Zara 28, <em>s</em>i sviluppa su due piani e offre prodotti tipici provenienti da aziende agricole e di trasformazione  troppo piccole per entrare in una rete di distribuzione o per creare una propria rete di vendita. <em>Vie del Gusto store</em> è nato proprio per dare a questi produttori l&#8217;opportunità <span id="more-3882"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/031.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3887" title="vie del gusto store" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/031-300x223.jpg" alt="In giro per i negozi" width="300" height="223" /></a><br />
 di uscire dal proprio territorio e proporsi ad un pubblico più allargato.<br />
 E&#8217; un vero piacere girare tra gli scaffali! Decine sono infatti le leccornie che occhieggiano in bella vista: marmellata di more di gelso ( un piccolo e antico frutto dal sapore delicato che praticamente nessuno usa più e che di conseguenza spesso viene lasciato marcire ai piedi dell&#8217;albero); crema di pistacchi; condimenti per la famosa pasta con le sarde della Sicilia,; pesto di finocchietto selvatico; vari tipi di pasta; tagliatelle all&#8217;uovo fatte con farina di farro macinata a pietra; una scelta di particolari tipi di aceti e olii extravergini d&#8217;oliva. Il piano inferiore dello store è dedicato ai vini e può essere considerata una vera enoteca, però  con prezzi molto accessibili. Numerosi i vini particolari  di piccoli produttori che tramandano saperi e vitigni di antica tradizione.</p>
<p>L&#8217;idea dello store l&#8217;hanno avuto gli editori di <em>Vie del Gusto, </em>una rivista mensile che racconta da anni le specificità del territorio italiano attraverso i suoi prodotti enogastronomici e artigianali. Spesso si tratta di prodotti che per le loro caratteristiche e l&#8217;alta qualità potrebbero ricevere il bollino di Slow food. <br />
 Far uscire queste specialità dal territorio di origine è problematico: metterle nelle mani di un distributore che è legato ai negozi significa vendere a prezzi, per ilconsumatore finale, piuttosto alti. <em>Vie del Gusto store</em> ha superato questo problema organizzando una specie di vendita diretta: cibi e bevande arrivano a Milano direttamente dai produttori, tagliando così fuori i distributori, e quindi il prezzo subisce solo un minimo di aumento, .<br />
 In <a href="http://www.viedelgusto.it/" target="_blank"><em>Vie del Gusto store</em> </a>si fanno anche degustazioni, corsi di cucina ed eventi.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>


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		<title>Gustose ricette Fairtrade</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 06:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ci si mette a tavola non sempre si presta attenzione ai cibi. Si mangia e basta. Invece scegliendo un prodotto piuttosto che un’altro possiamo fare la differenza. Cerchiamo di “premiare” i piccoli agricoltori, quelli che hanno a cuore la terra (e la loro e la nostra salute) e quindi non utilizzano prodotti chimici. Cerchiamo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ci si mette a tavola non sempre si presta attenzione ai cibi. Si mangia e basta. Invece scegliendo un prodotto piuttosto che un’altro possiamo fare la differenza. Cerchiamo di “premiare” i piccoli agricoltori, quelli che hanno a cuore la terra (e la loro e la nostra salute) e quindi non utilizzano prodotti chimici. <span id="more-3631"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/banana_.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3633" title="banane Fairtrade" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/banana_.jpg" alt="Gustose ricette Fairtrade" width="290" height="250" /></a>Cerchiamo di acquistare prodotti locali e di stagione andando nelle aziende oppure nei mercatini che promuovono la Filiera Corta cioè la possibilità di acquistare direttamente dai contadini senza “pagare dazio” agli intermediari e alla grande distribuzione. E quando vogliamo assaggiare qualche frutto o spezia che arriva da lontano guardiamone l’etichetta e compriamo quelli <a href="http://www.fairtradeitalia.it" target="_blank">Fairtrade</a>. Questo marchio internazionale garantisce infatti che chi ha coltivato quegli alimenti ha ottenuto un compenso equo per coprire i costi di una produzione sostenibile e avere anche un margine di profitto da investire in progetti per lo sviluppo delle loro comunità (costruire strade, ospedali, acquedotti, offrire educazione scolastica, etc.). Al momento esistono <em>59 Paesi in via di sviluppo con oltre 7 milioni di persone coinvolte</em> nel commercio equo e solidale.</p>
<p>In Inghilterra, da qualche anno, viene pubblicato un ricettario con ingredienti Faitrade. Ora è appena uscita l’edizione italiana: <em>Equo &amp; Solidale, un ricettario per tutti i giorni</em> scritto da Sophie Grigson (Tecniche Nuove, 19.90 euro). Un libro di oltre 200 pagine, ricco di illustrazioni invoglianti, con decine di proposte per primi, secondi piatti e molti, molti dolci, pasticcini e “peccati di gola”. Qualche proposta? Zuppa agli anacardi, pollo al the verde con riso al limone, insalata preziosa (con quinoa, germogli di alfalfa,  semi di sesamo, avocado); biscotti della nonna con zenzero e gocce di cioccolato, banana rumba.</p>
<p>Insomma, calorie (eque e solidali) a gogo. Alcune proposte hanno qualche condimento di troppo, ma altre sono salutari e appetitose: basta saper scegliere. Gli ingredienti Fairtrade sono decine, dal caffè al cioccolato passando per banane, ananas, anarcardi, sesamo, the, zenzero, vaniglia, cannerlla, zucchero grezzo, riso, cioccolata, miele, etc. In cerca di qualche ispirazione per pranzo o cena inoltre, si possono leggere le storie di alcuni produttori e così scoprire che le prime banane Fairtrade sono arrivate in  Inghilterra nel 2000 dalle isole di Sopravvento, nelle Piccole Antille oppure che la vaniglia Fairtrade proviene dai Ghats occidentali, in India, una delle 25 oasi mondiali di biodiversità. Non si finisce davvero mai di imparare.</p>


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		<title>Controllo acqua &#8220;fai da te&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 07:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se ognuno avesse la possibilità di controllare in casa propria l&#8217;acqua che esce dal rubinetto e assicurarsi che non contiene inquinanti e non è troppo  calcarea, allora forse si ridurrebbe il consumo di acqua in bottiglia.  E proprio ridurre gli sprechi ed educare il consumatore all&#8217;utilizzo responsabile dell’acqua è l&#8217;obiettivo del progetto &#8220;Milano da bere&#8221;, finanziato dalla regione Lombardia (105mila euro distanziamento).
Tra le [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ognuno avesse la possibilità di controllare in casa propria l&#8217;acqua che esce dal rubinetto e assicurarsi che non contiene inquinanti e non è troppo  calcarea, allora forse <em>si ridurrebbe</em> <em>il consumo di acqua in bottiglia</em>.  E proprio ridurre gli sprechi ed educare il consumatore all&#8217;utilizzo responsabile dell’acqua è l&#8217;obiettivo del progetto &#8220;Milano da bere&#8221;, finanziato dalla regione Lombardia (105mila euro distanziamento).</p>
<p><span id="more-3486"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/Un_Kit_aperto_esposto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3573" title="Un Kit analisi acqua aperto" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/Un_Kit_aperto_esposto-300x202.jpg" alt="Controllo acqua fai da te" width="300" height="202" /></a>Tra le iniziative promosse c&#8217;è anche un kit per il controllo dell’acqua” fai da te” messo a punto da un’équipe di ricercatori dello <em>ZooPlantLab</em> dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.</p>
<p>Il commercio delle acque minerali, tra l&#8217;altro, sta causando gravi danni all&#8217;ambiente dovuti da un lato dal trasporto su strada delle casse di bottiglie e dall&#8217;altro all&#8217;impiego della plastica come contenitore privilegiato delle acque minerali. Per queste ragioni risulta evidente la necessità di tornare a bere l’acqua del rubinetto, ma molte persone esitano principalmente per due motivi: il primo è il timore che questa sia inquinata, il secondo è che non ne gradiscono il sapore. Ognuno ha il proprio gusto personale però è possibile verificare se l’acqua sia inquinata o meno. E il kit <em>ImmediaTest – acqua</em> è stato ideato proprio per questo.</p>
<p>In pratica nel kit si trovano gli strumenti necessari per controllare <em>sei parametri chimici</em> importanti per la qualità dell’acqua potabile:  pH, durezza, quantità di nitriti e nitrati, cloruri e solfati. I test si fanno utilizzando delle <em>strisce colorimetriche</em> ed una scheda di lettura appositamente studiata per interpretare i risultati. Si può acquistare su <a href="http://www.immediatest.com" target="_blank">internet</a> al costo di 14,90 euro più spese di spedizione.</p>
<p>Il gruppo di ricercatori milanesi ha creato anche la versione <a href="http://www.immediatest.com/025.php" target="_blank">ImmediaTest &#8211; acqua Education</a> adatta a svolgere le analisi con un gruppo di persone, a scuola o nell&#8217;ambito di incontri di educazione ambientale. Anche questa versione si acquista su Intenet.</p>
<p>Presto sarà in vendita anche una nuova variante che conterrà tutto il materiale per eseguire due analisi complete e poter così misurare i parametri dell&#8217;acqua prima e dopo il trattamento con impianti di depurazione domestici. Grazie ad esso (il nome provvisorio è <a href="http://www.fem2ambiente.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=53:immediatest-acqua-2-test&amp;catid=54:immediatest-acqua-doppio-test&amp;Itemid=83" target="_blank">ImmediaTest-acqua 2 test </a> si potrà  verificare se saranno ancora presenti i sali di calcio e magnesio, importanti per il fabbisogno metabolico, o se l’acqua è stata impoverita troppo dall’impianto. Domanda questa che si pongono sempre più persone dopo aver acquistato un depuratore domestico. Il progetto &#8220;<em>Milano da bere</em>&#8221; è finanziato con il contributo della Direzione Generale Commercio, Fiere e Mercati della Lombardia nell&#8217;ambito di un programma per la tutela dei consumatori.</p>


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		<title>I Magnifici 20</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 05:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che cos’hanno in comune i capperi, uva e vino rosso, cipolla rossa, tè verde, mirtilli? Sono tra gli alimenti più ricchi in assoluto di quercetina, una particolare sostanza naturale che ha azione protettiva delle nostre cellule. Invece pochi sanno che l’acqua  dove viene fatto cuocere il cavolfiore risulta ricca di zolfo e quindi utilissima per [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che cos’hanno in comune i capperi, uva e vino rosso, cipolla rossa, tè verde, mirtilli? Sono tra gli alimenti più ricchi in assoluto di quercetina, una particolare sostanza naturale che ha azione protettiva delle nostre cellule. <span id="more-3471"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/verdure_8581.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3472" title="verdure" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/verdure_8581-300x238.jpg" alt="I Magnifici 20" width="300" height="238" /></a>Invece pochi sanno che l’acqua  dove viene fatto cuocere il cavolfiore risulta ricca di zolfo e quindi utilissima per curare eczemi e infiammazioni varie. Tra l’altro il cavolfiore è la verdura con la più alta percentuale di calcio…</p>
<p>Nell’uva, nelle more e nelle arachidi, oltre alla melatonina, si trova il resveratrolo, sostanza che rallenta il decadimento fisico-mentale dovuto all’invecchiamento e ha anche proprietà anticancerogene grazie agli effetti antiossidanti.</p>
<p>Chi “svela” questi “segreti”  in “<em>I magnifici 20</em>” (Ponte alle Grazie, 14 euro) è Marco Bianchi, ricercatore presso la Fondazione IFOM-Istituto Fondazione Italiana per la Ricerca  sul Cancro.</p>
<p>I Magnifici 20 sono in realtà le 20 famiglie di alimenti ricche di vitamine, minerali, acidi grassi e allo stesso tempo gustose, colorate e profumate, che meglio fanno alla nostra salute. Leggendo il libro si scoprono tante informazioni che molti dei lettori di “<em>Prevenire i tumori mangiando con gusto</em>” (Anna Villarini, Giovanni Allegro, Sperling &amp; Kupfer editori) di cui abbiamo scritto, già conoscono. Ma anche altre curiosità, i quantitativi ideali di alimenti ideali da mangiare e persino ricette.</p>
<p>Insomma, fa piacere che da più parti e da parte di più ricercatori si giunga sempre più spesso alle stesse conclusioni in fatto di alimentazione sana e gustosa. Ben vengano dunque questi libri e queste conferme. I cibi salutari devono arrivare su più tavole possibili. Nei piatti di più persone possibili. Buon appetito a tutti!</p>


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		<title>Superverdure in tavola</title>
		<link>http://www.esseresostenibili.it/stilidivita/superverdure-in-tavola/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 11:42:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[All’Istituto nazionale dei tumori di Milano dove è in corso il progetto Diana 5 che valuta se una sana alimentazione e un’adeguata attività fisica possono ridurre le recidive del tumore alla mammella, le verdure micorizzate sono presenti in tutti i piatti proposti alle donne coinvolte nello studio. Sono buone, gustose, e soprattutto coltivate senza alcun [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>All’Istituto nazionale dei tumori di Milano dove è in corso il progetto Diana 5 che valuta se una sana alimentazione e un’adeguata attività fisica possono ridurre le recidive del tumore alla mammella, le verdure micorizzate sono presenti in tutti i piatti proposti alle donne coinvolte nello studio. Sono buone, gustose, e soprattutto coltivate senza alcun tipo di sostanza tossica. <span id="more-3307"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/Vegetables-11.jpg"></a><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/Giusto-con-tartufo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3317" title="tartufo micorrizato" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/Giusto-con-tartufo.jpg" alt="Superverdure in tavola" width="280" height="239" /></a>Anch’io le ho assaggiate e sono pienamente d’accordo su questo giudizio: qualità superiore e senza ogm.</p>
<p>Di quale tipo di vegetali si tratta? Sono ortaggi, frutta, cereali nati da una biotecnologia tutta italiana messa a punto da Giusto Giovannetti (nella foto) , 61 anni, biologo, esperto di microbiologia della radice, al CCS Aosta, Centro di Colture Sperimentali. Dopo una trentina d’anni di studi (partendo dai tartufi), ora i prodotti “micorizzati” sono arrivati sul mercato. Le micorizze sono insiemi di microrganismi che creano un’associazione simbiotica tra funghi e radici delle piante, fondamentale per la crescita della stessa spiega Giovannetti. «Oggi però, causa l’inquinamento, nei terreni ce ne sono sempre meno e le piante ne soffrono». Ecco perché è necessario intervenire con le biotecnologie. Per aiutare le piante a combattere in modo naturale contro i parassiti si inoculano nelle radici le micorizze necessarie. Queste rinforzano l’apparato radicale facilitando l’assimilazione dei nutrienti e arricchiscono anche il terreno di biomassa organica rendendo fertili zone rese sterili da fitofarmaci e fertilizzanti chimici.<br />
Il risultato? Ortaggi, frutta, cereali più belli a vedersi, più profumati, più saporiti e, in base ai test dell’Istituto di biologia e biotecnologia agraria del CNR di Pisa, con almeno il 20% in più di antiossidanti.<br />
In Italia al momento ci sono circa 70 mila ettari micorizzati e stanno aumentando giorno dopo giorno. Si producono  e vendono (soprattutto all’estero) ortaggi a foglia. In Italia si è da poco iniziata la commercializzazione di alcune insalate già pronte in busta con il marchio “Insalute” in una sessantina di negozi in Piemonte (anche Eatitaly, a Torino).  Il Consorzio veneto Freschissimi invece ha creato un portale per la vendita online in tutta Italia: speeditaly.it.</p>


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		<title>Combattere il cancro a tavola</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 06:09:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Anche il cancro può essere prevenuto&#8221; è questo lo slogan della Giornata mondiale contro il cancro in calendario oggi, 4 febbraio. La campagna, dell’Unione internazionale contro il cancro, è l’occasione per presentare una nuova relazione scientifica: &#8220;Protezione contro le infezioni che causano il cancro&#8221; (in cui vengono presi in esame i nove tipi di infezione che possono portare al cancro). <span id="more-3100"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/800px-Arance_spremuta1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3111" title="800px-Arance_spremuta" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/800px-Arance_spremuta1-300x224.jpg" alt="Combattere il cancro a tavola" width="300" height="224" /></a>&#8220;Su 12 milioni di persone a cui ogni anno viene diagnosticato il cancro, circa il 20% dei casi può essere attribuito a infezioni batteriche e virali che causano direttamente o aumentano il rischio di contrarre questa malattia&#8221; ha affermato il professor David Hill, presidente dell’UICC. Le cause dell’insorgenza delle infezioni?<br />
Stili di vita scorretti e anche cattive abitudini alimentari.<br />
“Convertendoci” a cibi sani e abbinando la giusta attività fisica rinforziamo invece le nostre difese immunitarie. “Non si tratta di diventare vegetariani” spiega Anna Villarini, ricercatrice dell’<a href="http://www.isitutotumori.mi.it" target="_blank">Istituto nazionale dei tumori di Milano</a>, autrice di <em>Prevenire i tumori mangiando con gusto</em> con lo chef Giovanni Allegro (Sperling &amp; Kupfer editore). “Bisogna piuttosto ridurre il consumo di carni rosse e bianche, eliminare i salumi e preferire il consumo del pesce, meglio se azzurro. Da ridurre inoltre sono anche formaggi, zucchero e latticini”.</p>
<p>Ben vengano invece cereali integrali, verdure di stagione, legumi e cibi come seitan, tofu e tempeh, semi oleosi (girasole, sesamo) e frutta secca per fare i dolci. Imparare a cucinare variando combinazioni e menù è alla portata di tutti. Come ben sanno i partecipanti ai corsi di cucina naturale preventiva di Cascina Rosa, dependance dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, e anche ai corsi proposti, a Torino, dall’associazione Moveat e, nel Sud delle Marche, dall’associazione <a href="http://ww.collesantandrea.it" target="_blank">Colle Santandrea</a>. Tenuti sempre da Giovanni Allegro.</p>


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		<title>Cucinare senza latte e uova</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 06:35:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti italiani sono intolleranti al latte e alle uova. Ma non lo sanno e continuano a berne e mangiarne. Per star meglio basterebbe loro sostituire questi alimenti e provare piatti e ricette nuove. Lo spiega, molto bene, Giuliana Lomazzi in Senza latte e senza uova (Edizioni Terra Nuova, 10 euro). A cosa serve cucinare senza [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti italiani sono intolleranti al latte e alle uova. Ma non lo sanno e continuano a berne e mangiarne. Per star meglio basterebbe loro sostituire questi alimenti e provare piatti e ricette nuove. Lo spiega, molto bene, Giuliana Lomazzi in <em>Senza latte e senza uova</em> (<a href="http://www.aamterranuova.it" target="_blank">Edizioni Terra Nuova</a>, 10 euro). <span id="more-2864"></span><img class="alignright size-medium wp-image-2868" title="latte " src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/latte-r-299x300.jpg" alt="latte " width="299" height="300" />A cosa serve cucinare senza latte (e derivati) e senza uova? A riequilibrare e purificare l’organismo. Prendiamo il latte, per esempio. Il nostro organismo, dopo i primi anni di vita, perde la lattasi un enzima che permette di digerire il latte. Lo perde perché, in pratica, il latte non gli serve più. Invece la gran parte degli adulti continua a bere latte e consumare latticini (capaci di innalzare colesterolo e pressione) causa una martellante pubblicità che colpevolizza chi non ne fa uso, complice la classe medica poco informata.</p>
<p>Eppure il latte viene abbandonato da qualsiasi mammifero dopo lo svezzamento. Berlo in età successive quindi è un po’ andare contro natura. Inoltre il latte di oggi non è più il latte di una volta, ha perso gran parte dei nutrienti per i trattamenti cui viene sottoposto (pastorizzazione, sterilizzazione ad alte temperature: proviene spesso da allevamenti intensivi dove le mucche sono nutrite con mangimi e non erba, dove sono riempite di ormoni e antibiotici.</p>
<p>E’ bene inoltre sfatare la diceria che &#8220;il latte apporta calcio alle ossa&#8221;: non è mai stato provato scintificamente, mentre risulta che sia maggiore il numero di fratture all&#8217;anca in chi consuma grandi quantità di latticini (Le Scienze, settembre 2007).</p>
<p>Come è ben scritto a pag. 108 nel libro <em>Prevenire i tumori mangiando con gusto</em> di Anna Villarini e Giovanni Allegro: “E’ vero che il latte fornisce calcio, ma contiene anche proteine animali che, essendo molto ricche in aminoacidi contenenti zolfo, abbassano il PH naturale del nostro organismo, in generale, e del sangue, in particolare. E più è acido il sangue, più il calcio che è arrivato alle ossa viene richiamato indietro per regolare il PH, in quello che viene chiamato effetto tampone”. Il calcio introdotto con il latte quindi non viene utilizzato appieno.</p>
<p>Meglio assumerne attraverso la frutta secca (mandorle), sesamo e anche mangiando il pesce con le lische quando è possibile.</p>
<p>E le uova? “Forniscono proteine di buona qualità ben assimilabili e forniscono vitamine D,A,B,E” dice Lomazzi nel volume. “Però spesso si compiono due errori quando si va a fare la spesa: si acquistano uova di galline allevate in batteria (nutrite con mangimi artificiali e antibiotici e impossibilitate a fare movimento) e si sottopongono a cotture prolungate che incidono molto sulla digeribilità alterando nutrienti preziosi come gli acidi grassi”.</p>
<p>E allora, cosa aspettiamo a cucinare senza burro e panna e senza uova? Di ricette nel libro di Giuliana Lomazzi ce ne sono oltre un centinaio. A base di avena, miglio, farro, kamut, mandorle….</p>


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		<title>Stevia, la pianta dolcificante</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 11:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dolcificante naturale]]></category>
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		<description><![CDATA[Abituarsi a fare meno del gusto dolce dato da un dolcificante come lo zucchero, il miele o il malto è sicuramente la cosa migliore. Non sempre però è possibile, soprattutto con i bambini che frequentano la scuola e quindi vogliono uniformarsi ai loro compagni. Per questi casi esiste un&#8217;interessantissima alternativa, poca nota da noi ma in Giappone prodotta e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Abituarsi a fare meno del gusto dolce dato da un dolcificante come lo zucchero, il miele o il malto è sicuramente la cosa migliore. Non sempre però è possibile, soprattutto con i bambini che frequentano la scuola e quindi vogliono uniformarsi ai loro compagni. Per questi casi esiste un&#8217;interessantissima alternativa, poca nota da noi ma in Giappone prodotta e usata abitualmente dagli anni 70: la pianta Stevia Rebaudiana. Un piccolo arbusto perenne della famiglia dei crisantemi che cresce in Paraguay e in Brasile<span id="more-3072"></span><a href="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/274px-Stevia-rebaudiana-total1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3089" title="Stevia rebaudiana" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/274px-Stevia-rebaudiana-total1.jpg" alt="Stevia, la pianta dolcificante" width="275" height="239" /></a>e le cui foglie sono da sempre utilizzate dalle popolazioni locali per dolcificare bevande ed alimenti. E&#8217; rimasta sconosciuta fuori dai luoghi di orgine per molto tempo e solo nel 1899 il botanico Santiago Bertoni ha studiato le sue caratteristiche e nel 1931 due chimici francesi hanno isolato i glucosidi presenti nelle foglie che danno il sapore dolce.</p>
<p>Le caratteristiche di questo dolcificante sono eccezionali: non ha calorie, è adatto per chi soffre di diabete, non crea dipendenza dal sapore dolce, ha un effetto ipotensivo, non danneggia i denti. Nonostante questi pregi, non è facile acquistare questo prodotto: l&#8217;Unione europea non ha ancora permesso la vendita (per mancanza di studi scientifici), negli Stati Uniti si può comprare come prodotto dietetico, ma non è ammesso nell&#8217;industria alimentare, per esempio per dolcificare bibite come Diet Coke. In Svizzera viene prodotto e venduto liberamente in drogherie, farmacie ed erboristerie/negozi del naturale e biologico . Ma naturalmente è possibile <a href="http://www.inkanatural.com/it/default.asp?par=0_164" target="_blank">acquistarlo</a> su molti siti Internet.</p>
<p>Ma come si presenta questo dolcificante?  Si può comprare in forma di polvere, molto adatto per dolcificare torte e buddini, ma attenzione alle quantità: la polvere di Stevia è quasi 300 volte più dolce dello zucchero, quindi ne basta veramente poca. Esiste l&#8217;alternativa in forma di estratto liquido, adatto per dolcificare bevande, ma anche torte. Io ho aggiunto 2 gocce al castagnaccio ed era molto buono. Il concentrato liquido dolcifica circa 70 volte più dello zucchero. Ma si possono anche usare direttamente le foglie, secche o fresche. Quelle secche sono in vendita (sempre su Internet o in Svizzera), per usare quelle fresche basta coltivare una pianta in vaso o nel giardino.</p>
<p>Va aggiunto una nota sul sapore: come lo zucchero di canna integrale, anche i dolcificanti da Stevia hanno un sapore. Assomiglia alla liquirizia ed è più presente nella versione liquida. Per questo motivo non lo trovo adatto per dolcificare il caffé, ma alle torte e alle tisane per i bambini aggiunge un ottimo sapore. <a href="http://www.cibo360.it/alimentazione/cibi/dolci/stevia.htm#D" target="_blank">Qui un sito</a> che da ampio spazio alla Stevia</p>


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		<title>2010: l&#8217;anno della biodiversità</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 08:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NicPen</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[“La natura per migliorare la vita”. Con questo slogan si apre il 2010: l&#8217;anno Internazionale della Biodiversità proclamato dall’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn, International union for conservation of nature). 
“Negli ultimi cento anni, in campo alimentare, c’è stata una gravissima riduzione della biodiversità: l’esigenza di avere estese monoculture per rifornire l’industria con [...]


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<li><a href='http://www.esseresostenibili.it/stilidivita/in-cerca-della-naturalita/' rel='bookmark' title='Permanent Link: In cerca della naturalità'>In cerca della naturalità</a></li>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>“La natura per migliorare la vita”. Con questo slogan si apre il 2010: l&#8217;anno Internazionale della Biodiversità proclamato dall’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn, International union for conservation of nature). <span id="more-2932"></span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2950" title="semi" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/semi1.jpg" alt="2010: lanno della biodiversità" width="300" height="199" />“Negli ultimi cento anni, in campo alimentare, c’è stata una gravissima riduzione della biodiversità: l’esigenza di avere estese monoculture per rifornire l’industria con grandi quantità di cibo a basso costo ha orientato la scelta su poche varietà adatte a questo modello produttivo a discapito di altre” scrive Carlo Petrini in <em>Terra madre</em> (<a href="http://www.giunti.it" target="_blank">Giunti</a>- <a href="http://www.slowfood.it" target="_blank">Slow Food</a> editore, 12 euro con il cd <em>Gente di Terra madre</em>). “ Negli Stati Uniti, per esempio, l’80,6% delle varietà di pomodori si è estinto così come il 92,8% delle varietà di insalata, il 90,8% del mais, l’86,2% delle mele”.</p>
<p>Per fortuna molti Paesi hanno ancora a disposizione un buon grado di biodiversità, ma se la loro ambizione sarà di seguire l’esempio dell’Occidente il disastro è alle porte. “La biodiversità è invece la grande forza della Natura che ci permette di andare avanti e di risolvere i problemi. Biodiversità di varietà, di specie di razze. Quindi anche di uomini e di culture e di tradizioni. Se fossimo tutti uguali, con le stesse abitudini, i modi di comunicare, ci indeboliremmo”.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-2952" title="carlo_petrini_slowfood" src="http://www.esseresostenibili.it/wp-content/uploads/carlo_petrini_slowfood3.jpg" alt="2010: lanno della biodiversità" width="254" height="193" />Cosa suggerisce dunque il presidente di Slow Food? E’ necessario creare un nuovo rapporto tra città e campagna perché siamo noi tutti, insieme, a dover salvare il mondo. Tutti coloro che sono coinvolti nella creazione del cibo devono tornare a essere sovrani: devono poter decidere cosa seminare nei campi, quali animali mettere nelle stalle e nei pascoli; devono poter rispettare le loro tradizioni.</p>
<p>Le comunità del cibo, fatte di persone che pongono il cibo al centro, sono fatte di contadini, ma anche di cittadini che si riuniscono in Gruppi di acquisto assicurando un’alleanza che scavalca il mercato distorto dall’industrializzazione dell’agricoltura.</p>
<p>Carlo Petrini crede che la svolta debba venire dalle comunità del cibo, i 100mila soci di Slow Food ci credono, le migliaia di persone in rappresentanza di oltre 150 Paesi, che hanno trasformato il sogno di <a href="http://www.terramadre.info" target="_blank">Terra Madre</a> in un appuntamento biennale reale (quest’anno ci sarà la quarta edizione, sempre a Torino, in occasione del Salone del Gusto) ci credono. L’uomo devo ritrovare il contatto con la Terra, l’uomo deve ritrovare il buon senso. Solo così ritroverà se stesso. Anche noi ci crediamo.</p>


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<li><a href='http://www.esseresostenibili.it/stilidivita/in-cerca-della-naturalita/' rel='bookmark' title='Permanent Link: In cerca della naturalità'>In cerca della naturalità</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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