Wwf: una campagna per dire basta al bracconaggio

Stop al bracconaggio che causa la morte di migliaia di animali ogni anno. Elefanti, rinoceronti, tigri, squali, e anche animali meno noti come vigogne e guanachi nei Paesi sudamericani (uccisi per la loro lana e con un habitat sempre più ristretto) così come i pangolini cinesi, un piccolo mammifero dalla pelle a squame ricercato per la sua carne.

I dati dell’ultimo Indice del Pianeta Vivente elaborato dal WWF con la prestigiosa Zoological Society di Londra in 40 anni sono inquietanti. Ed è arrivato il momento di dire basta: Per questo viene lanciata la Campagna #diamovoce del WWF con un video di denuncia.

Il tempo stringe: ormai abbiamo già perso il 52% delle popolazioni di numerose specie di vertebrati. La strage silenziosa avviene in tutti i Continenti: dalla Cambogia all’Indonesia, dall’Amazzonia alla Russia passando per Kenya, Mozambico, Tanzania, bacino del Congo, sono almeno 14 le aree del pianeta ad alto tasso di bracconaggio indicate nella nuova mappa del WWF che indica i paesi dove, giorno dopo giorno, spariscono intere popolazioni di specie animali. Un giro di affari illegale di oltre  23 miliardi di dollari l’anno.  3.000 dollari al chilo è il prezzo dell’avorio sul mercato nero; più dell’oro il valore del corno di rinoceronte, 120.000 dollari al chilo; 175 dollari per un chilo di scaglie di pangolino. E i ranger che combattono questo crimine sono pochi e scarsamente preparati ed equipaggiati.

Che fare? Sostenere la campagna andando re sul sito del Wwf e fare una donazione per aiutare l’associazione a fermare il bracconaggio nel mondo e in Italia. Oppure fare un regalo speciale, scegliendo l’adozione di cuccioli di specie protette rimasti orfani a causa del bracconaggio.

Nicoletta