Lupo: no agli abbattimenti

Lupo: no alle uccisioni. Sono dieci le Associazioni che si sono schierate dalla parte dei lupi e che hanno inviato ai Presidenti di Regione interessati un decalogo di motivi in favore della prosecuzione del percorso dio tutela di questa specie cominciato 46 anni fa. Tra queste, WWF, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Lega Italiana Protezione Uccelli, Lega Abolizione Caccia, Lega Anti Vivisezione, Animalisti italiani, Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente. Insieme ai maggiori ricercatori mondiali sul lupo, le associazioni hanno sistenuto che le uccisioni non comportano alcuna diminuzione delle predazioni.

Eppure vi so0no ancora persone sconsiderate che uccidono i lupi. Come è sucesso a fine aprile nel comune di Suvereto (Livorno) dove un povero animale è stato ucciso, scuoiato e appeso ad un cartello stradale. Un gesto inumano condannato in particolare da Lorenzo Croce, presidente di Aidaa (Associazione italiana difesa animali ed ambiente) che ha messo una taglia di 30mila euro per trovare il colpevole.
Gli abbattimenti di questi animali non sono invece sostenibili. D’accordo con questa linea sono già undici Presidenti di Regione: Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Puglia: uno schieramento di schiacciante maggioranza, che rappresenta più del 70 per cento dei cittadini italiani all’interno della Conferenza delle Regioni, e che avrà come conseguenza lo stralcio del capitolo III.7 dal Piano Lupo, quello che dispone gli abbattimenti in deroga al regime di protezione imposto dalla Direttiva Habitat.
D’altra parte, nessuna positiva correlazione è riscontrabile tra uccisioni di lupi e calo delle predazioni: un’evidenza scientifica indirettamente confermata anche dallo stesso Ministro dell’ambiente Galletti, strenuo sostenitore degli abbattimenti, quando afferma che ogni anno almeno 300 lupi cadrebbero vittime dei bracconieri. Uccisioni che però non comportano alcuna riduzione delle proteste degli allevatori.
“La deroga alla rigorosa protezione del lupo che l’Europa ci impone, è una misura ingiusta, sbagliata e pericolosa per le conseguenze che avrebbe sulla popolazione dei lupi, già tanto ridotta” hanno affermato i rappresentanti delle Associazioni. “Una misura fieramente avversata dagli italiani, come dimostra la grande mobilitazione, che prosegue in difesa di un animale che è anche simbolo della natura del nostro Paese” concludono le Associazioni, determinate a non abbassare la guardia su quella che ha ormai assunto i caratteri di una fondamentale battaglia di civiltà.

Nicoletta