Deserto: alla scoperta della Riserva protetta di Dubai

Il deserto è un mondo a parte. Un mondo meraviglioso che attira e affascina. Un mondo ricco, inaspettatamente, di vita. Un ambiente unico da non sottovalutare, ma da esplorare, in tutta sicurezza, con chi lo conosce. Ho avuto l’opportunità di farlo a Dubai partecipando ad un Safari nel deserto proposto all’interno della Dubai Desert Conservation Reserve, un’area di 225 chilometri quadrati (il 4,7per cento dell’intera area dell’Emirato di Dubai) creata nel 2004 per proteggere l’ultima parte restante di paesaggio desertico dell’area e il suo habitat naturale. Un’esperienza unica. Per l’ambiente, per la guida che ci ha accompagnati (il marocchino Amza), per ciò che abbiamo visto, per il cibo.

Come si è svolta l’esperienza? L’agenzia che organizza il tour (sono solo quattro gli operatori autorizzati a portare i turisti, in gruppi limitati, nella Riserva) ha mandato un pullmino a prendere chi si era prenotato nei rispettivi alberghi. Un’ora di viaggio ed eccoci nella riserva. Qui, dopo aver messo il turbante bianco e rosso agli uomini e nero alle donne, siamo saliti a bordo di una range rover d’epoca coloniale scoperta (c’è anche chi ha fatto invece il giro in sella ad un cammello). La nostra meta? Addentrarci nella Riserva per cercare di vedere qualche animale.

gazzella

Una gazzella del deserto. Foto Nicoletta Pennati

Quali lo abitano? La Volpe rossa arabica, la volpe del deserto, il gatto del deserto, il caracal (un felino di media grandezza), il Gordon Wildcat (gatto selvatico di Gordon), la gazzella araba, la gazzella del deserto e l’Arabina Oryx (un’altra specie di gazzella), la lepre del deserto, due specie di ricci, due specie di topi, tre specie di pipistrelli, oltre a serpenti, lucertole e vari tipi di insetti. La sera fa meno caldo, le chances di fotografarne qualcuno aumentano. Soprattutto perché i ranger hanno posizionato abbeveratoi e mangiatoie. Dopo aver girovagato a vuoto per un po’, esserci fermati per fare qualche foto di dune, abbiamo trovato delle antilopi che brucavano un cespuglio: che bellezza!

Quindi stop per la dimostrazione di volo del falco, da sempre utilizzato per la caccia. A seguire le foto di rito all’addestratore e al rapace avvolti dalla magica e calda luce del tramonto…

E poi? Tutti al campo tendato dove abbiano gustato specialità locali come zuppa di lenticchie, pane croccante, carne di agnello e di cammello, riso, insalata e spiedini di verdure (io ho mangiato solo questi ultimi e il riso). Come bevande niente alcolici ma acqua, te, soft drink e… latte di cammello (buono buono). Voto ai cuochi: 10 e lode. Mentre mangiavamo hanno anche proposto due spettacoli: la danza di una ballerina specializzata nei movimenti del capo e la “danza” di alcuni uomini con i loro coltelli da caccia. Gran finale con caffè. Dolcetti e narghilè a base di mela: rilassante davvero.