Sos Volontari per pulire l’oceano dalla plastica

Avete sentito parlare delle cinque enormi isole di plastica-spazzatura che inquinano gli Oceani? (ne abbiamo scritto nel post uscito il 19 luglio). Quella del Pacifico settentrionale, la Great Garbage Patch, sarebbe addirittura grande come l’Europa, “alimentata” da una tonnellata di plastica al giorno.

Fino ad oggi oltre a sensibilizzare e prevenire non pareva fosse possibile fare nulla. Ora invece pare che il progetto pilota nato un anno fa dalla mente geniale di uno studente olandese di ingegneria astrofisica, Boyan Slat, 21 anni, stia diventando un’azione concreta. Si chiama Ocean Cleanup e utilizza un sistema di barriere ancorato al fondale con due lunghissimi bracci fluttuanti, disposti ad angolo lungo il percorso delle correnti per convogliare la plastica verso le stazioni che la raccoglieranno.

La maggior parte della plastica si trova in superficie e le stazioni contengono frantumatori che raccolgono i rifiuti prima della fase di raccolta e riciclo.
Semplice? Sarà, ma nessuno ci aveva mai pensato prima. Ocean Cleanup ha già raccolto oltre 2,1 milioni di dollari grazie a una raccolta fondi online. Nel 2016 il sistema di pulizia oceanica verrà installato per la prima volta al largo delle coste di Tsushima, isola tra Giappone e Corea del Sud. Dopo aver valutato i risultati verrà applicato in latre zone e, in futuro, anche a fiumi elaghi inquinati dalla plastica-spazzatura. Volete dare una mano? Il team oggi è formato da Boyan e da un centinaio di volontari tra ingegneri, ricercatori, tecnici, etc che hanno testato la tecnologia messa a punto. Nuove leve, foetemente motivate, sono sempre bene accette. Per candidarsi basta andare sul sito e mandare il proprio curriculum.

Nicoletta