Rifiuti: la differenza la fa Rovigo
Raccolta porta a porta, conferimento rifiuti controllati via satellite e batteri “mangia” inquinanti. Una formula semplice, ma soprattutto che funziona quella adottata dalla provincia di Rovigo. A cinque anni dall’entrata in funzione di questo sistema ha così raggiunto gli standard ottimali di gestione dei rifiuti urbani fissato dall’Unione europea. Il punto di partenza? La raccolta differenziata, arrivata al 63,5% , che entro l’anno raggiungerà il 65% (Rovigo città è già al 55%): niente male rispetto ad una media nazionale del 24%. Ogni cittadino divide i suoi rifiuti in sacchetti trasparenti di diverso colore che deposita in contenitori di uguali colori. Plastica, vetro, metalli, rifiuti organici, carta vengono così ben separati dai rifiuti “generici” che finiscono in discarica. Un sistema Gps (Global Positioninf System) controlla contenuti e percorso dei camion dell’immondizia di modo da evitare immissione di rifiuti “illeciti”. Chi sbaglia e mette materiali diversi da quelli previsti nei contenitori viene dapprima avvertito e quindi multato. Infine, la ciliegina sulla torta, il liquame che esce dalla discarica e che potrebbe inquinare la falda acquifera viene dato in pasto a batteri che “digeriscono “ gli inquinanti in modo naturale. La fitodepurazione ha poi termine immettendo il liquido trattato dai batteri in un lago artificiale dove la canna palustre lo metabolizza definitivamente. Ennesima dimostrazione che quando l’amministrazione fa bene il suo lavoro e i cittadini collaborano, i risultati si ottengono. Basta copiare, no?
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