Piante mangia veleni
Formaldeide, benzene, toluene, xylene, monossido di azoto. Per non parlare di virus e batteri di vario tipo. Sono soltanti alcuni dei nomi degli inquinanti che respiriamo tra le pareti domestiche e in ufficio. Provengono da fornelli, stufe, detersivi, mobili, stampanti, condizionatori e umidificatori.
In pratica, senza rendercene conto, giorno dopo giorno li respiriamo. Le conseguenze? Variano a seconda dell’inquinante e del tempo di esposizione giornaliero e prolungato nel tempo. Si va dalle irritazioni delle mucose a quelle delle vie respiratorie, dalle allergie ai fastidiosi pruriti alle infezioni. Nei casi più gravi si registrano anche problemi a fegato, reni e all’apparato cardiocircolatorio.
Ma, per fortuna, un modo per combattere questi veleni c’è ed è, soprattutto, alla portata di tutti: ricorrere al verde. Le piante infatti assorbono, filtrano e metabolizza le sostanze nocive per poi immagazzinarle in alcune parti e in alcuni casi arrivano anche detossificarle. Agiscono insomma come una specie di “fegato verde”. L’ho imparato partecipando ad un convegno organizzato di recente a Milano, da PromoGiardinaggio, associazione non profit nata con l’intento di diffondere la cultura del verde. Non tutte le piante però sono ugualmente efficaci. In base a studi specifici, all’Università di Parma ne hanno individuate una settantina le specie (appartenenti a 34 diverse famiglie) che risultano più efficaci.
Qualche nome? Contro benzene e formaldeide: hedera helix (assorbe anche il fumo di sigaretta come il Ficus benjamina), Dracaena marginata e deremensis “Janet Craig”, Philodendron domesticum. Specifiche per il benzene: Spathiphyllum waalini “mauna loa”, Alore vera, Pelargonium domesticum. Per il monossido di carbonio: Chlorophytum elatum. Cosa fare dunque? Compriamole e mettiamolee nelle nostre case. Come è stato dimostrato, oltre che belle sono anche utili!
Non ci sono articoli collegati.


Ultimi commenti