Essere sostenibili

Pesce a km zero

Cozze a 90 centesimi di euro, branzini, orate e rombi di allevamento a 6 euro al chilo. Sono alcuni esempi dei prezzi applicati, a Gorizia, dai pescatori della cooperativa triestina Lisert che vendono direttamente il pescato ai cittadini. Una vera e propria filiera corta ittica. Risultato? Superiore alle aspettative con tremila chili di vendite giornaliere Pesce a km zerosui banchi di una vecchia pescheria vicina al porto. Insomma il chilometro zero piace. I pescatori ci guadagnano e chi acquista anche.

“Vorremmo anche riuscire a creare un laboratorio di trasformazione artigianale dove proporre pesce pronto a cuocere (filetti panati) o pronto per essere consumato (pesce marinato, affumicato, insalate di mare ecc.) con specie difficilmente commercializzabili o non sufficientemente valorizzate quali la mendola, la salpa, l’aguglia, il molo, la boga…” spiega Michele Doz, presidente della cooperativa Lisert. “Sono questi pesci di eccezionali caratteristiche organolettiche, destinati purtroppo, viste le incongruenze del mercato, a venire ributtati a mare o venduti a prezzi ridicoli! E per un pescatore non esiste danno maggiore che rigettare in mare un pesce sano: rappresenta una sconfitta per se stesso oltre che un danno per l’ecosistema marino cui, a nostro avviso, può con buon senso essere evitato”. I pescatori della Lisert ci stanno provando insomma.

Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Twitter
  • Tumblr
  • Posterous
  • Google Bookmarks
  • Diggita
  • Wikio IT

Non ci sono articoli collegati.


1 Comment

Lascia una risposta