Gli Schmeiser e gli Ogm

feb 27, 09 Gli Schmeiser e gli Ogm


Si chiamano Percy e Louise Schmeiser, sono una coppia di agricoltori canadesi ultrasettantenni insignita nel 2007 del Right Livelihood Award (il premio Nobel alternativo). I due sono noti alle cronache perché, dopo 60 anni di attività come coltivatori, nel 1998 si sono ritrovati i campi contaminati da polline di piante Ogm brevettate da Monsanto e una citazione in giudizio della multinazionale con la richiesta di 120.000 dollari per violazione di brevetto. La causa, che ha attirato l’attenzione internazionale, si è protratta per sei anni e si è conclusa con la condanna degli Schmeiser.
I coniugi in questi giorni sono in Italia su invito dei negozi B’io e NaturaSì, Confederazione Italiana Agricoltori, Commissione internazionale per il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura e con la collaborazione tecnica di FederBio e AssoBio.
Obiettivo: promuovere una riflessione sulla questione Ogm. Non solo su loro impatto ambientale e salutistico ma anche su quello economico, ovvero sui diritti e doveri dei diversi soggetti coinvolti che dovrebbero essere messi sullo stesso piano.
“Il nostro obiettivo oggi è far conoscere cosa può accadere in situazioni come la nostra” ha spiegato Percy Schmeiser nel primo appuntamento milanese (oggi, 27 febbraio, sono a Bologna). “Cerchiamo di far aumentare la consapevolezza su questi temi. Spero che l’Italia faccia la scelta giusta”.
La coppia ha infatti sottolineato come la sofferta sentenza abbia creato un precedente che pone le aziende agricole in uno stato di inferiorità rispetto a Monsanto perchè la multinazionale può citare in giudizio e vincere, contro chiunque riutilizzi sementi, anche contaminate accidentalmente, in cui sia riscontrata la presenza della canola ogm.

Successivamente, è stato ricordato da Schmeiser, c’è stata un’altra vertenza tra l’agricoltore canadese e la Monsanto, che il 19 marzo 2008 si è chiusa con un accordo extra-giudiziale: questa volta è stato lui a citare l’azienda, dopo aver scoperto una nuova contaminazione Ogm. Prima di entrare in aula, Monsanto ha accettato e ha pagato, ammettendo esplicitamente la sua responsabilità per questa ulteriore contaminazione genetica.

“L’impegno di Ecor Naturasì è per un’agricoltura libera da Ogm” ha affermato Fabio Brescacin, amministratore delegato di EcorNaturaSì Spa, la più importante società italiana di distribuzione di prodotti biologici. “Si tratta di scelte che riguardano non solo ciò che mangiamo, ma anche il rispetto per il nostro territorio e la libertà di chi produce e chi si nutre. A partire dai semi, il cui valore è fondamentale per trasmettere la vita. Per questo nella nostra Fattoria Di Vaira, l’azienda agricola di 500 ettari che abbiamo preso in gestione in Molise, collaboriamo con un’azienda svizzera, per produrre le sementi più adatte all’agricoltura biodinamica”.

Ma quali sono i vantaggi degli Ogm per i cittadini? A questa domanda ha provato a rispondere Matteo Giannattasio, medico e agronomo e direttore scientifico della rivista Valore Alimentare pubblicata daEcorNaturaSì: “Gli Ogm non sono meno costosi per i costi delle sementi (tre – quattro volte più alti) e dei pesticidi; non sono più nutrienti, spesso sono meno saporiti e quasi sempre si presentano come un concentrato di pesticidi; non risolveranno il problema della fame perché il vero nodo è lo squilibrio nella produzione tra diverse aree del Pianeta. L’alternativa ai cibi Ogm è l’agricoltura biologica, che preserva le biodiversità, rispetta l’ambiente e non fa gli interessi delle multinazionali”.

Questi gli altri appuntamenti in programma: 2 marzo ore 18, Firenze (Ospedale degli Innocenti, piazza SS. Annunziata); 4 marzo ore 10,30, Roma (Confederazione italiana agricoltori, Via Mariano Fortuny 20).

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2 Commenti

  1. Beh, nel caso degli Schmeiser senza dubbio alle sentenze.

    Su tutto il resto non certo a questo Matteo Giannattasio, che pare saperne gran poco. Si spera che come medico (se pratica) ne sappia di più.

    ciao
    BBB!

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