L’incredibile disonestà attorno alla spazzatura
Quotidiani e riviste sono pieni di articoli sul problema rifiuti, ma nonostante questo la situazione rimane praticamente invariata. Una nostra lettrice che vive vicino a Napoli e che fa parte del Coordinamento Regionale rifiuti della Campania (CO.RE.Ri) ci ha fornito alcune informazioni che forse non sono arrivate sulle prime pagine dei giornali.
Per esempio il fatto che al Sud la tassa sui rifiuti è più che il doppio rispetto e a Milano.
Ma ecco quello che racconta la nostra testimone: “Mio fratello, che vive a Milano e ha i bidoni condominiali sotto casa, paga 150 euro di tasse di rifiuti. Io che abito a Pozzuoli, in provincia di Napoli, per la stessa metratura pago 383 euro, e devo trascinare la spazzatura differenziata fino alla più vicina campana per i rifiuti secchi, sorta di isole per la raccolta disseminate lungo il territorio”.
Ma anche dove viene praticato la raccolta differenziata, in realtà regna la truffa: la spazzatura non viene remunerata come succede altrove, anzi: ”Nella triste realtà, i cittadini ormai sensibilizzati continuano a fare la raccolta differenziata nonostante sia ormai di dominio pubblico che poi gli autocompattatori preposti allo smistamento gettino tutto insieme, come mostrano innumerevoli testimonianze video di privati cittadini facilmente reperibili sul web.
Inoltre i comuni virtuosi, colpevoli di raccogliere troppa spazzatura differenziata, vengono multati perché levano “ciccia” all’incenerimento. Ovvero i comuni campani sono obbligati per legge (che volle l’allora governatore della Campania Rastrelli) a conferire una consistente parte dei rifiuti all’incenerimento, pena una multa salatissima. Il che non solo frena questa raccolta, ma la rende di fatto assolutamente non conveniente per i comuni, costretti così a pagare 2 volte: una volta per raccoglierla e un’altra per non aver prodotto abbastanza indifferenziato per l’incenerimento. È facile comprendere, una volta in possesso di questi dati reali, come i comuni abbiano le mani legate in favore dei ricchi guadagni di qualcuno. Non di certo i cittadini”.
Quindi succede che i cittadini collaborano, ma gli amministratori si rivelano incapaci di promuovere e fare mercato!
“Il CO.RE.Ri. ha proposto da anni soluzioni fattibili. Ribadiamo COMBUSTIONE ZERO – RICICLO TOTALE DELLA MATERIA perché sappiamo che la raccolta porta a porta si può fare, l’economia del riciclo e della valorizzazione del territorio è in linea con l’attuale crisi globale che richiede un ritorno a logiche di mercato reale.
A nostro avviso, censurare oltre la visibilità dei cittadini, che hanno le risposte e che potrebbero inchiodare politici e industriali alle loro responsabilità, costituisce un grave danno all’evoluzione delle regole democratiche nel nostro Paese.
In questo senso un chiaro allarme parte da Terzigno: non sono stati i comitati di cittadini a bruciare camion di rifiuti, tantomeno sono stati i cittadini a devastare le isole ecologiche, ma probabilmente chi è contro la raccolta differenziata e sa che si guadagna dalle discariche come dalla combustione”.
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