La Sardegna tutela la biodiversità

ago 06, 09 La Sardegna tutela la biodiversità

Da sempre la Sardegna è stata terra di agricoltori e pastori eppure oggi l’80% del fabbisogno isolano di frutta e verdura viene coperto importando prodotti. Questo, naturalmente a scapito dell’economia locale e anche della tutela di varietà vegetali e animali endemiche di indiscutibile interesse agrario e scientifico. santarmida-ridotta-300x225“Per cercare di riscoprire e valorizzare semi orticoli e frutticoli sardi sono stati costituiti, grazie al sostegno dei tecnici di Laore (l’Agenzia Regionale per l’assistenza tecnica in Agricoltura),  nove Comitati per la tutela della Biodiversità in Barbagia” spiega Maurizio Fadda, presidente dell’associazione di produttori biologici Biosardinia. “L’obiettivo è proteggere il patrimonio della biodiversità riscoperto da eventuali speculazioni e favorire la coltivazione di questi semi da parte di agricoltori professionali e non solo. Frutti e verdure da utilizzare in piatti della gastronomia locale cucinati secondo antiche ricette”.

L’associazione S’Armidda, creata nel 2007, riunisce in una sorta di federazione i nove comitati comunali: Gavoi, Teti, Fonni, Tiana, Austis, Dorgali, Orgosolo, Oliena, Nuoro. Quest’ultimo, in particolare, è stato dall’inizio promosso e sostenuto dall’Associazione di produttori biologici Biosardinia.

 ”In mezzo a difficoltà e disinteresse della gente e delle istituzioni la rete S’Armidda comunque opera con convinzione e passione” conclude Maurizio Fadda. “Vogliamo che la nostra gente si riappropri delle nostre tradizioni agricole che sono, oltre che i nostri semi, anche le nostre radici”.

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