Essere sostenibili

Guida al consumo dell’acqua

Presso edizioni Altreconomia è uscita un’interessante guida al consumo dell’acqua dove l’autore, Luca Martinelli, fornisce in 7 brevi capitoli e su 72 pagine, molte informazioni sull’acqua minerale in bottiglia e su quella degli acquedotti. Un capitolo particolarmente interessante è quello dove vengono analizzate le società delle acque minerali,Guida al consumo dellacquauna decina in tutto, cinque delle quali molto grandi e proprietarie di numerosi “brand”. Un esempio: del gruppo San Benedetto, di proprietà della famiglia Zoppas, fanno parte le acque San Benedetto, Guizza, Alpe Guizza Caudana, Acqua di Nepi e Primavera.

Leggendo il libro diventa anche chiaro perché in radio e tv abbondano le pubblicità sull’acqua minerale: le società che imbottigliano l’acqua pagano un canone irrisorio alla comunità per la gestione e lo sfruttamento delle sorgenti. Così, per la produzione di 450 milioni di litri di acqua Lila (Vicino a Potenza), la società di imbottigliamento (che è la Coca Cola) paga un canone di soli 135 mila euro! Con margini di guadagno così enormi avanzano abbastanza capitali da investire in pubblicità lavaggio-cervelli.
Colpisce in modo particolare leggere come le acque minerali vengono spedite e distribuite in tutto il mondo. Un esempio: l’acqua Ferrarelle, con stabilimento vicino a Caserta(!), viene distribuita oltre in Italia anche in Francia, Australia, Nuova Zelanda, Germania, Russia e numerosi altri paesi molto lontani che certamente dispongono di sufficienti risorse proprie di acqua minerale. Di fronte a tutti i problemi ambientali e di gas serra, come si può giustificare il trasporto di bottiglie di acqua in aereo o in nave in un paese come la Nuova Zelanda, lontana circaGuida al consumo dellacqua 20mila km? Non è certo un prodotto a km 0!!
Mi ricordo quando la scorsa estate, a New York, entrai in un negozio per comprare una bottiglia di acqua minerale. Mi stupì vedere vicino all’acqua proveniente da una sorgente americana delle bottiglie di acqua Evian (francese) e di due acque italiane. Leggendo Imbrocchiamola si capisce che il trasporto di bottiglie di acqua da un continente all’altro è la prassi. Abolendola, si potrebbe evitare la formazione di una quantità considerevole di gas serra. Sta comunque a noi consumatori evitare certe scelte, per esempio comprare acqua minerale proveniente da lontano.

Consiglio la lettura di Imbrocchiamola a tutti, proprio per sapere di più su uno degli argomenti più scottanti di questi anni, cioè l’insostenibilità con cui vengono trattati i beni primari degli abitanti della terra. Inoltre, attraverso la lettura di questo piccolo volume, si viene a sapere come leggere le etichette e perché si può benissimo bere l’acqua del rubinetto.

Imbrocchiamola di Luca Martinelli, ed. Altreconomia, euro 3

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