Francia: etichetta ambientale
Durante le vacanza che ho appena trascorso nel Sud della Francia sono entrata in un supermercato della catena Casìno. All’ingresso ho trovato appeso al muro un poster che ha attirato la mia attenzione. Spiegava che, per dare ai clienti la possibilità di fare scelte più ecosostenibili, avevano provveduto a mettere sui prodotti a marchio Casinò una speciale etichetta “ambientale”.
Naturalmente ne ho cercato subito uno e ho così visto che l’etichetta indice dell’impatto ambientale assomiglia a quella degli elettrodomestici. Soltanto il colore è diverso. Come potete vedere nella foto, questo consiste in una barra colorata che va dal giallo intenso (la gradazione più ecologica), passando per cinque gradazioni fino al verde scuro (meno ecologica).
L’impatto ambientale viene calcolato con “l’indice carbone” che, cito dal testo presente sulla mia scatola di biscotti marca Casìno ” è una stima delle quantità di gas serra emesse durante le principali tappe del ciclo di vita del prodotto (produzione, trasformazione, imballaggio, trasporto e distribuzione)”. E’ indicato anche che la stima dell’indice carbone vale solo se il prodotto viene acquistato in una città francese, e non per esempio in un negozietto nella perduta campagna o in un altro paese, con trasporti più lunghi e di conseguenza con più forti emissioni di gas serra.
E’ da un po’ di tempo che si parla anche da noi di creare un’etichetta ambientale per i prodotti alimentari. Logicamente non è facile realizzarla. Infatti, quando ho chiesto alcune informazioni al responsabile del supermercato francese, questi mi ha raccontato che la difficoltà maggiore consiste nel disporre della tracciabilità di tutti gli ingredienti. Se per esempio non si riesce a conoscere la provenienza della frutta candita presente in un tipo di biscotti, non è possibile fare un’etichetta che sia veritiera. Questo perché la frutta candita potrebbe venire sia da una coltivazione intensiva del Sudamerica, sia per esempio da una piccola o media coltivazione della Turchia.
Nel primo caso l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti unito ad un lungo trasporto significherebbe un pesante impatto ambientale, nel secondo caso, in assenza di pesticidi e lunghi percorsi di trasporto, l’impatto sarebbe molto più leggero. Nel supermercato Casìno hanno iniziato circa sei mesi fa a creare queste etichette, e finora solo una parte dei prodotti secchi ne sono provviste.
La possibilità di orientarsi negli acquisti con l’aiuto di un’etichetta ambientale rivoluzionerà il mercato. Com’è già successo con l’etichetta che informa sui valori nutritivi e le quantità di calorie contenuti nei prodotti. Infatti, chi tiene un minimo alla linea, dà automaticamente uno sguardo a queste informazioni. Lo stesso succederebbe sicuramente con l’etichetta ambientale, perché ormai sono numerose le persone sensibilizzate alle problematiche ambientali. E sarebbe una possibilità in più di esercitare il nostro potere dei consumatori.
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Peccato leggere che questa iniziativa appartiene ad un supermercato d’oltralpe! Sarebbe interessante chiedere se hanno registrato un incremento delle vendite dei prodotti segnalati come più ecologici! Così sarebbero incentivati a ridurre al max l’impatto di tutta la loro linea di prodotti…e così le altre marche concorrenti presenti nel supermercato!