Ecologia? L’origine della parola è tedesca!

ago 21, 08 Ecologia? L’origine della parola è tedesca!


Ecologia, écologie, ecology, ecologìa, Oekologie, ekologie – una parola presente in tantissime lingue, composta da due espressioni greche (oikos – casa e logos), con un significato complesso. Una personalità complessa e interessante è anche il personaggio che l’ha coniata: il tedesco Ernst August Haeckel (1834-1919), zoologo, filosofo, disegnatore, libero pensatore e fondatore dei “monisti”, una corrente filosofica naturalista. Haeckel ha avuto molto successo soprattutto come zoologo, disegnatore e filosofo e nel 1904, al Congresso Internazionale dei Liberi Pensatori a Roma, fu addiritura “incoronato” Anti-Papa. Durante lo stesso Congresso, Haeckel e i suoi compagni di pensiero hanno onorato il monumento di Giordano Bruno in Campo de’ Fiori posando una corona di alloro sulla statua.

Per capire meglio il personaggio è utile sapere che Haeckel era un contemporaneo del più famoso Charles Darwin e che come questo si dedicava alla ricerca sull’evoluzione della vita. Oltre a sostenere la legge dell’evoluzione di Darwin, Haeckel ha condotto una propria ricerca sulla “legge biogenetica fondamentale”, secondo la quale lo sviluppo individuale degli embrioni rispecchia, in forma semplificata, lo sviluppo evolutivo della specie.

Ma non sono queste ricerche, allora audaci e all’avanguardia, a rendere Haeckel un personaggio così interessante. E’ la sua complessità, la sua profonda sensibilità per la natura con le sue numerose forme espressive. Infatti l’inventore della parola ecologia (Oekologie in tedesco) era anche un grande disegnatore e pensatore, viaggiava in tutto il mondo per scoprire e descrivere organismi marini molto primitivi dal punto di vista evoluzionistica, ma di strabiliante bellezza e ricchezza vitale. Tra i numerosi libri che ha pubblicato con molto successo c’è il volume “Forme artistiche della natura”, dedicato interamente alle forme di vita marina come meduse, radiolari e organismi planctonici.

Haeckel ha dipinto gli organismi marini con colori vivaci su sfondo scuro, sottolineando la loro struttura simmetrica con composizioni molto studiate. Dedicava grande attenzione ai dettagli e ai colori, rivelando un mondo incredibilmente affascinante, di una bellezza immateriale simile alle vetrate di alcune cattedrali francesi. Le sue tavole da disegno sono diventate fonte di ispirazione per l’Art Nouveau. Haeckel però non era considerato un artista, ma uno scienziato all’avanguardia che, tra le altre cose, è stato per molti anni prorettore dell’università di Jena; ha descritto e catalogato oltre 3500 specie di radiolari e meduse.
Quello che mi colpisce è il fatto che uno scienziato ha trasformato i suoi studi non in asettiche descrizioni belle pronte per un uso “in laboratorio”, ma che li ha elaborati per presentarli ai concittadini come immagini affascinanti e stupefacenti. L’idea di lasciare che queste misteriose creature vengano modificate o distrutte sembrerebbe aberrante. Oggi invece gli scienziati manipolano l’eredità genetica del patrimonio naturale in nome del progresso…e chi cerca di frenarli viene dipinto come ignorante o terrorista ecologico.

Le attività di Haeckel non si sono esaurite con queste tavole. Ha scritto vari libri con tematiche che vanno dalla filosofia alla scienza, tra questi: Morfologia generale degli organismi (1866); Storia naturale della creazione (1868); L’antropogenia (1874); Libera scienza e libera religione 1878); Filogenia sistematica (1894-96); Gli enigmi dell’universo (1899).

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