Chi rovina il trasporto pubblico?

gen 11, 12 Chi rovina il trasporto pubblico?

Nell’ultimo mese sono stata costretta diverse volte a viaggiare senza pagare sul treno dei pendolari verso Milano. Presumo che le persone nella mia situazione siano migliaia: tutti coloro che non acquistano abbonamenti settimanali o mensili. Il motivo? Ai rivenditori autorizzati di biglietti ferroviari (bar e tabacchi) non è ancora stato rinnovato il contratto. Quindi chi prende il treno in una “stazione fantasma” (cioè priva di biglietteria) oppure in orari in cui lo sportello è chiuso, senza nemmeno una macchinetta funzionante per i biglietti, è costretto a salire in carrozza senza pagare! E, per quello che è la mia esperienza, tutte le volte che sono stata costretta a farlo, non ho mai visto un controllore.
Il fatto che il contratto non sia stato rinnovato mi sembra un atto talmente stupido che penso nasconda qualcos’altro, cioé che si tratti di una strategia per mettere in ginocchia il trasporto pubblico.
Infatti, a ben pensare, l’unica strategia possibile per ridurre il numero delle corse dei treni è quella di impedire l’acquisto dei biglietti: visto che a ogni tentativo di togliere qualche treno, i cittadini vanno sulle barricate, diventa necessario cercare motivi forti. Se chi gestisce le ferrovie può dimostrare che le casse sono in perdita, cioè che i biglietti venduti per una certa tratta non sono sufficienti  a mantenere il servizio e che per raggiungere un equilibrio economico vanno tolte alcune corse, andare sulle barricate diventa un atto irresponsabile. Sopratutto ai tempi attuali.

Non riesco a capire chi tragga vantaggi con il trasporto pubblico che riduce i servizi. Non è nell’interesse di tutti togliere le macchine dalle strade riducendo così gli ingorghi e le file che vanno a passo d’uomo? Per non parlare della qualità dell’aria.

Rita  

 

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